THE ASSASSINATION

 

 

Regia: Niels Mueller

Cast: Sean Penn, Naomi Watts, Don Cheadle

Sceneggiatura: Niels Mueller, Kevin Kennedy

Nazione: USA, Messico

Durata: 103’

Anno: 2004

 

 

 

La trama di questo film è molto semplice: un uomo, Sam, depresso, impazzisce e provoca una strage, tentando di dirottare un aeroplano dall’aeroporto di Baltimora. Da una storia vera, risalente al 1973, ovvero i delicatissimi anni di presidenza dell’uomo Watergate, ossia Richard Nixon.

Il personaggio di Sam, idiota di dostevskijana memoria, è complesso e difficile, eppure Sean Penn lo incarna alla perfezione, gli dà spessore e vitalità, superando una regia non eccelsa, avvalendosi di una sceneggiatura, però, perfetta nei tempi e nella frammentazione temporale. Sam è un puro, è un idealista convinto che si possano fare affari senza necessariamente mentire. Questo lo ha portato a perdere quasi tutti gli impieghi che è riuscito ad avere e, giocoforza, a perdere anche la sua famiglia. Sam è un uomo solo, che soffre tremendamente per non poter avere quel “pezzettino del sogno americano” che ha sempre sognato. Tenta di vincere le sue insicurezze con i famigerati “self-help books”, ingurgita cibo e televisione, è succube del suo capo che lo deride continuamente, odia il sistema che innaffia e fa crescere le gioie di pochi di fianco alle disgrazie di molti.

Si tratta del classico viaggio nella psicologia del singolo per analizzare la psicologia collettiva, ma abbiamo di fronte a noi un percorso doloroso, catartico, mordace, spietato. Politico. Eppure nell’insieme la visione è delicata, soave, grazie alle musiche di Bernstein e ad un uso sapiente ed accorto del voice-off. Non è facile rimanere indifferenti di fronte a un film così, che si pone sulla scia (ma non la supera) di “Elephant” di Gus Van Sant, altra pellicola-denuncia, meravigliosamente efficace, di qualche tempo fa.

Da non perdere.