CRAJ - DOMANI

 

 

Anno: 2005

Nazione: Italia

Durata: 81’

Regia: Davide Marengo

Cast: Giovanni Lindo Ferretti, teresa De Sio

Sceneggiatura: Teresa De Sio, Davide Marengo, Paola Papa

 

 

 

Giovanni Lindo Ferretti (fondatore del ben noto CSI, Consorzio Suonatori Indipendenti, ed ex leader dei CCCP) e Teresa De Sio (altra valida cantautrice partenopea), vengono diretti su celluloide da Davide Marengo in questo “Craj”, che immortala ed approfondisce la messa in scena del gruppo teatrale di Ferretti/De Sio, in seguito alla fortunata turnè degli scorsi anni. Evento di chiusura delle “Giornate degli autori” alla Mostra del Cinema di Venezia.

Floridippo (Ferretti), nobile signore, ed il suo fedele servo Bimbascione (De Sio), partono un giorno alla ricerca di un misterioso ragno, apparso in sogno al nobiluomo, il cui morso costringeva le donne contadine a ballare per giorni e giorni. In sella ai propri cavalli, quindi, i due intraprendono un viaggio tutto pugliese, dal Gargano al Salento, alla scoperta della “pizzica” e della “taranta”, due generi musicali tradizionali diffusi a macchie in tutto il Sud Italia.

Un road movie che sa di Buena Vista Social Club “de noantri”, a metà strada tra il documentario e il teatro filmato questo Craj, un viaggio leggiadro e leggero, interamente filmato in digitale, tra sole, mare, pomodori rossi e maturi, memoria popolare (irresistibili le interviste ai vecchi “cantori” di Carpino, Foggia, Cutrufiano) e turgidi luoghi comuni sul Sud. Si ride, in sala, e molto, nell’ascoltare i discorsi a volte sconclusionati dei cari vecchietti pugliesi, le loro espressioni meridionalmente colorite, il napoletano della De Sio, che ha il ruolo di Cicerone semiserio attraverso il tacco d’Italia.

Ma si rimane anche colpiti dalla bellezza della musica, dalla potenza che sprigiona e dalla profondità rude e immediata espressa nei testi (il film è sottotitolato in italiano). Attraverso le note e i versi, infatti, è possibile percepire la natura sanguigna, diretta, solare del “nostro blues” e, per immediata conseguenza, intuire più a fondo le radici culturali di una terra vasta, complessa, ancora inesplorata, che vive, o meglio, sopravvive nelle parole degli anziani, nel loro fresco attaccamento alla vita ed alla musica che amano. Si viaggia, con Craj, nella memoria collettiva, nelle radici, nella terra, nell’amore per la terra che caratterizza il Sud. Si recuperano cose che, altrimenti, andrebbero perse per sempre.