EDMOND

 

 

Anno: 2005

Nazione: USA

Durata: 76’

Regia: Stuart Gordon

Cast: William H. Macy, Julia Stiles, Joe Mantegna, Ling Bai

Sceneggiatura: David Mamet

 

 

Tratto da uno spettacolo teatrale dello stesso Mamet, “Edmond” racconta la discesa agli inferi di un uomo medio. Magistralmente interpretato da Macy, Edmond Burke ha un buon posto, è sposato, ma è insoddisfatto della vita che conduce. Dopo che una sibillina cartomante gli leggerà il futuro nei tarocchi, quest’uomo abbandona la moglie, affronta a muso aperto le proprie ossessioni e preconcetti su sesso, giustizia, violenza, e si troverà a cambiare la propria vita alla radice.

Gordon, regista “cult” del genere splatter, ci offre un film tutto dialoghi e tensione emotiva, in cui la parola, lo speech, le teorie stralunate di un personaggio in bilico tra sanità e follia costituiscono l’asse portante della riuscita della pellicola. 87’ intrisi di black humour a tratti surreale, “Edmond” riesce, grazie ad una messa in scena sobria che lascia largo spazio all’interpretazione degli attori, a tenere lo spettatore incollato alla poltrona e lo sorprende, grazie alla mancanza della “lezioncina” finale, e trova un inaspettato punto di forza nel ribaltamento assoluto e violento delle sicurezze (ideologiche e morali) del “prototipo di uomo moderno” incarnato dal protagonista del film. Con i suoi lunghi monologhi, Edmond scava a fondo nelle insicurezze e nelle aspettative, delusioni, dolori di ognuno di noi, come a ripetere insistentemente le domande: “Quanto ancora possiamo tirare la corda, finchè non si spezzi? Quanto è sottile il confine tra follia e sanità? Cosa genera la violenza?” Strizzando l’occhio al “Giorno di ordinaria follia”, Edmond rifiuta, beffardo e sarcastico, di dare un risposta esauriente, ma invita ad una riflessione profonda.