QUO VADIS, BABY?

 

 

Anno: 2005

Nazionalità: Italia

Durata: 122’

Regia: Gabriele Salvatores

Sceneggiatura: Gabriele Salvatores, Fabio Scamoni

Cast: Gigio Alberti, Angela Baraldi, Claudia Zanella, Luigi Maria Burruano, Andrea Renzi, Elio Germano

 

 

Capita a tutti i registi, una volta nella vita, di confezionare una dichiarazione d’amore al cinema. Salvatores non è mai stato considerato, da parte della critica italiana, un vero e proprio “autore”, per la sua voglia di raccontare in modo personale e poco intellettualistico, le sue storie di amicizia, amore, viaggi, oltre alle sue divagazioni poco riuscite sul mondo cibernetico e cose simili.

 “Quo vadis, baby?”, è però un film d’autore, nella misura in cui si confronta e cita continuamente le fonti, la musica, i film che hanno chiaramente formato la “persona” Salvatores. C’è, ridondante e venerato, “Ultimo tango”, c’è “Blow up”, c’è il magnifico “M” di Fritz Lang racchiuso in un finale geniale, intimo, riservato solo ed esclusivamente a regista e spettatori. Ci sono i romanzi polizieschi, c’è la musica di una generazione. C’è l’attitudine di tutta una generazione, in questo bel film che parla di memoria, di ricerca del tempo perduto, di rimpianti, di rimorsi, di vincita sulle proprie fragilità, in questo bel film che celebra lo sguardo, interno ed esterno, superficiale o meno, su e nelle persone, su e nello schermo.

Se vi aspettate di trovare un thriller con le carte in regola, però, non andateci neanche, perché vi deluderà. La prevedibilità della sceneggiatura (irritante, magari, per i puristi del genere) è consequenziale ed intrinseca al messaggio puramente contenutistico del film, ed è una trovata intelligente e beffarda allo stesso tempo. Meravigliosa la Baraldi e la sua voce che canta “Impressioni di settembre”, insopportabile la Zanella.