Rosemary's baby (Nastro rosso a New York)


 

 

 


Regia: Roman Polansky

Cast: 

Mia Farrow

 John Cassavetes

Ruth Gordon

Sydney Blackmer

Maurice Evans

Ralph Bellamy

Victoria Vetri

Sceneggiatura: Roman Polansky

Anno di produzione: 1968

Durata: 129’

Nazionalità: USA

 

 

Guy e Rosemary, coniugi Woodhouse (Mia Farrow e John Cassavetes), si sono trasferiti da poco in un lussuoso appartamento nel centro di New York. Sono giovani ed innamorati, e decidono di concepire un bimbo proprio nella nuova casa. Le cose sono destinate a cambiare in modo irreversibile quando conoscono i propri vicini di casa, gli anziani coniugi Castevet, i quali dimostrano loro un’immediata simpatia. Ma le premure dell’anziana coppia si diverranno via via più invadenti, finchè non decideranno di occuparsi in modo decisivo della gravidanza di Rosemary. Questa, in stato di gravidanza avanzato, scoprirà che anche suo marito si è affiliato alla setta satanica cui i Castevet appartengono per ottenere maggior successo in teatro, offrendo al Diavolo il ventre della propria moglie per assicurare al Signore degli Inferi una discendenza terrena…

Considerato il miglior film di genere Horror, Rosemary’s baby è sicuramente il capolavoro di Polansky, che sceglie di atterrire i suoi spettatori inscenando una storia orribile e surreale in un contesto tremendamente verosimile: in questo teso contrasto risiede la grandezza del film, il carico di terrore che emana. Accantonando effetti speciali e altri trucchi cinematografici (eccetto che nella celeberrima scena dell’accoppiamento di Rosemary col Diavolo), Polansky fa in modo che il pubblico assista ad uno spettacolo “teatrale”, dai tempi dilatati e diluiti, imbevuto, però, di suspense e ritmo come un giallo alla Hitchcock.

Formalmente è perfetto.

Durante la visione si rimane letteralmente incollati alla poltrona, grazie anche alla bravura del cast. Memorabile la scena dell’ ”incontro” di Rosemary con la sua creatura: il mostro non si vede, ma l’espressione della Farrow lascia immaginare di “cosa” possa trattarsi.

Rosemary, che viene seguita passo passo durante la sua difficile gravidanza, offre un punto di vista soggettivo degli eventi (non si assiste mai ad una scena in cui vengano mostrati, ad esempio, i riti della setta) e proprio per questo dubbio: le strane coincidenze, la venuta alla luce del figlio dell’Anticristo sono solo sue proiezioni distorte dettate dall’irrazionale paura che avvolge una madre in fase di procreazione, o sono l’orrido tessuto oggettivo dei fatti? Domanda, questa, che apre una finestra su una più ampia riflessione sulla Fede, su superstizione e scetticismo, sul lato oscuro della mente umana.

Storicamente si incastona alla perfezione in quel fenomeno chiamato “Nuova Hollywood”.

Nell’edizione DVD troverete alcuni succosi extras d’epoca sul making of del film.

Tratto dall’omonimo romanzo di Ira Levin.