Concerto dei

Bläser der Berliner Philharmoniker

 

 

Badia a Coltibuono

(Siena)

 

5 Dicembre 2003

 

__________________________

 

 

Wolfgang Amadeus Mozart

(1756 - 1791)


Serenata in mi bemolle maggiore KV 375
Allegro maestoso

Menuetto I  - Trio

Adagio

Menuetto II  -  Trio

Finale. Allegro

———
Serenata in do minore KV 388 (384a)
Allegro

Andante

Menuetto in canone  -  Trio in canone al rovescio

Allegro
———

Bläser der Berliner Philharmoniker

 

Jonathan Kelly, Andreas Wittmann - oboe

Karl-Heinz Steffens,Walter Seyfarth - clarinetto

Fergus McWilliam, Sarah Willis - corno

Daniele Damiano, Henning Trog - fagotto

Rudolf Watzel - contrabbasso

 

 

 

 

Alle undici di sera sono stato deliziato da una serenata di mia composizione con due clarinetti, due corni e due fagotti!... I sei signori che l’hanno eseguita...mi hanno fatto la sorpresa più piacevole della mia vita con il primo accordo in mi bemolle.’  Vienna 3 novembre 1781: Mozart racconta al padre dell’omaggio notturno che ha ricevuto il 31 ottobre per il suo onomastico. Composta ed eseguita già il 15 dello stesso mese in onore della cognata del pittore di corte, von Hickl, la serenata in mi bemolle maggiore KV 375, ‘scritta non senza intelligenza’, serve, per ammissione dello stesso compositore, intenti tattici: con quella sintesi stilistica fra popolare ed erudito, realizzata con arte esemplare, Mozart mira a guadagnarsi i favori ‘illuminati’ del seguito di Giuseppe II, poiché il ‘rinnegato’ di Salisburgo vuole dilettare, addirittura compiacere questa aristocrazia fanatica degli ideali umanitari. L’anno successivo Mozart trasformerà il sestetto in un ottetto, aggiungendo alla sua serenata due nuove parti di oboe; questa nuova versione era forse destinata alla serie di concerti pubblici  dell’Augarten, che l’imperatore aveva indetto con un decreto.Un marziale ’Allegro maestoso’ espone immediatamente un motivo perentorio su un ritmo di marcia, un po’ alla maniera della famosa Sinfonia concertante del 1779. Appena inizia il secondo tema, nella cupa tonalità di si bemolle minore, il clarinetto, seguito dall’oboe assume un tono lamentoso; gioco di contrasti, quindi, ma anche libertà formale all’interno della forma-sonata, come testimonia l’aggiunta di un nuovo motivo gioioso del corno durante la ripresa. La coda estingue pian piano il suo fuoco in una vera e propria atmosfera di ’Nachtmusik’.  Pur obbedendo ancora alla ritmica puntata, il primo ‘Menuetto’ mostra un desiderio di semplicità e sobrietà che nemmeno il ‘Trio’ in do minore, anche se più drammatico e complesso, arriverà a smentire. L’Adagio centrale molto melodico è già nello spirito del futuro concerto per clarinetto, attesta con la sua inventiva, una grande maestria nell’impiego dei registri e dei timbri strumentali. Il carattere danzante del secondo ‘Menuetto’, in cui il clarinetto ricopre un ruolo di primo piano, sembra prolungarsi nel ‘Finale’ in forma di rondò. Due strofe - l’una che accenna al secondo tema in si bemolle maggiore, l’altra che lo sviluppa e lo riespone nella tonalità originale -  si inseriscono fra le riprese di un ritornello che la coda riprende un’ultima volta in un condensato piena di vivacità.

Opera insolita e di grande effetto, la serenata in do minore KV 388 per ‘sola armonia’, è stata scritta in tutta fretta per il principe Lichtenstein, come afferma lo stesso Mozart in una lettera del 27 luglio 1782 al padre, appena pochi giorni dopo la prima de ‘Il Ratto del serraglio’. Si tratta di un’opera singolare per la sua solennità e la sua drammaticità, per l’impiego di un modo minore all’interno di uno stile galante, ed infine per l’austerità di una struttura che l’eliminazione del primo minuetto avvicina alla forma sinfonica, e addirittura a quella, più altamente interiore, del quartetto per archi. A tal riguardo è significativa la celebre trascrizione di quest’opera per un quintetto d’archi (KV 406) che Mozart realizzerà nel 1787. Nel primo movimento in forma binaria a riprese tutti gli strumenti spazzano via in un unisono pieno di tensione tragica l’arpeggio in do minore, per ricadere poi in un espressivo salto di settima diminuita: pathos e veemenza che però non bandiscono totalmente il secondo tema tenero e lirico dell’oboe in tonalità maggiore. La seconda parte si basa sulla dialettica maggiore-minore e sui contrasti tematici ed espressivi. Come nella prima parte un pedale ripreso dal corno apre l’episodio cadenzale. L’Andante in mi bemolle maggiore, al contrario, grave e raccolto, espone nella calda sonorità dei clarinetti il tema ‘dolce’, che ‘inacidisce’ in seguito il più aspro timbro degli oboi. Una falsa riesposizione in la bemolle maggiore nella serena, calda fluidità dei corni prepara l’effettivo ritorno alla tonalità principale. Decisamente in rotta con lo spirito del genere, il ‘Menuetto in canone’ che, con il suo ‘Trio’ testimonia il gusto nascente di Mozart per il contrappunto, sotto l’influenza soprattutto delle fughe di Bach. L’ultimo movimento in tonalità minore, un ‘Allegro’ con variazioni, costituisce forse la deviazione più spettacolare dalle convenzioni dello spirito galante. Dopo quattro variazioni in tono minore i richiami dei corni introducono una sorprendente rottura: qui avviene nello spirito di uno sviluppo di sonata, una trasformazione radicale del tema in un luminoso mi bemolle maggiore. Dopo un’ultima cupa ed espressiva variazione che sembra riallacciarsi allo spirito del corale è l’oboe ad introdurre la ripresa del tema, in modo maggiore, con spontanea esuberanza senza dissipare l’emozione dominante: questo sentimento di tragicità legato all’intera opera.

 

________________________________

 

Jonathan Kelly (oboe) ha studiato alla Royal Academy of Music ed al Conservatorio di Parigi. Oboe solista della City of Birmingham Symphony Orchestra dal 1993, ospite regolare della Chamber Orchestra of Europe, della Boston Symphony Orchestra, dell’Academy of Saint Martin in the Fields e membro del Birmingham Contemporary Music Group. Da giugno 2003 oboe solista dell’Orchestra Filarmonica di Berlino.

Andreas Wittmann (oboe) nato a Monaco di Baviera nel 1977 ha vinto il primo premio nel concorso “Jugend Musiziert”. Entrato nell’Orchestra Filarmonica di Berlino nel 1986 è anche primo oboe nell’Orchestra del Festival di Bayreuth. Suona come solista ed in gruppi di musica da camera in tutto il mondo.

 

Karl-Heinz Steffens (clarinetto) dopo i suoi studi alla Musikhoch-schule di Stoccarda ha iniziato la sua carriera professionale nel 1984 come primo clarinetto nell’orchestra del teatro di Kassel. Dal 1985 al 1989 clarinetto solista dell’orchestra dell’Opera di Francoforte, con il medesimo ruolo ha fatto parte della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks dal 1989 al 2001. Membro dell’orchestra del Festival di Bayreuth è dal primo aprile 2001 clarinetto solista dell’Orchestra Filarmonica di Berlino.

Walter Seyfarth (clarinetto) nato a Düsseldorf , dopo aver studiato con Karl Leister alla Berlin Philharmonic Orchestra Academy è entrato a far parte dell’Orchestra  Filarmonica di Berlino nel 1985. Ha fondato il Berliner Philharmonisches Bläserquintett nel 1988 , è un popolare solista ed insegna anche allo Schleswig-Holstein Music Festival.

 

Fergus McWilliam (corno) nato a Loch Ness in Scozia ha studiato principalmente in Canada, Olanda e Svezia. A 15 anni ha fatto il suo debutto come solista con la Toronto Symphony sotto la direzione Seiji Ozawa. Membro della Orchestra Filarmonica di Berlino dal 1985 è stato attivo come solista e membro di gruppi di musica da camera. Insegna in molte scuole internazionali di musica compresa la Berlin Philharmonic Orchestra Academy.

Sarah Willis (corno) nata negli Stati Uniti ma di nazionalità britannica ha iniziato a studiare il corno a 14 anni. Perfezionatasi alla Guidhall School of Music and Drama di Londra e con l’attuale collega Fergus Mc William a Berlino dal 1991 al 2001 è stata secondo corno della Staatskapelle Berlin. Dal mese di settembre dello stesso anno ha iniziato il periodo di prova come cornista dell’Orchestra Filarmonica di Berlino.

 

Daniele Damiano (fagotto) nato ad Asti nel 1961 si è diplomato al Conservatorio di Torino. Dal 1982 al 1987 è stato primo fagotto nell'Orchestra della Rai di Torino e nei Wiener Symphoniker, dal 1987 è (unico italiano) primo fagotto solista dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. Dal 1993 al 1997 è stato docente all'Accademia Chigiana di Siena e dal 1999 è professore al Conservatorio di Ginevra.

Henning Trog (fagotto) nato in Bassa Sassonia fa parte dell’Orchestra Filarmonica di Berlino dal 1965. Per circa 35 anni ha fatto parte di numerosi complessi di musica da camera ed ha insegnato fagotto in numerosi Festival e alla Berlin Philharmonic Orchestra Academy.

 

Rudolf Watzel (contrabbasso) nato a Vilshofen nel 1943, ha studiato al Conservatorio di Monaco fino al 1965, periodo in cui ha suonato nella Munich-Bach-Orchestra diretta da Karl Richter. Dal 1967 al 1968 membro dell’Orchestra Filarmonica di Monaco, nel 1968  è poi entrato a far parte dell’Orchestra Filarmonica di Berlino e dal 1989 ne è primo contrabbasso solista.

 

 

________________________________