22 Marzo 2005

Allocchi a confronto.

 

Nuove avventure per il Maestro che martedì sera, rientrato ad Orgia dopo la cena a Fontebecci con l'Editore, nonno Luciano, Elisabetta e Grapedotcom, ha trovato la Fida (e sempre imprecante) Ninfa preoccupata da strani ed inquietanti rumori provenienti dall'interno del camino. Dopo un primo sommario esame l'Eroe ha verificato che due enormi volatili erano rimasti incastrati all'interno della canna fumaria. Dopo una breve consultazione con la figlia di nonno Luciano (vicina di casa della felice coppia) il Maestro ha deciso di chiamare i pompieri di Siena (era già mezzanotte...) visto che il WVF e la guardia medica non sembravano disponibili ed adeguati a risolvere il complicato problema. Dopo circa 30 minuti è arrivato un enorme autoarticolato rosso a sirene spiegate (che ha dovuto far manovra per girare per le strette curve che portano ad Orgia) con ben sei pompieri in tenuta da sbarco (caschi, occhiali, cerate rifrangenti etc.). Il comandante della squadra, si è poi scoperto, ha sposato un'orgina nata proprio nell'appartamento ora di proprietà dell'Eroe (a volte quando si dicono le combinazioni...) e quindi conosceva bene l'immobile. Mentre gli eroici soccorritori hanno cominciato a lavorare per liberare i due ottusi volatili uno è riuscito a divincolarsi ed a fuggire, mentre per l'altro è stato necessario prima catturarlo e poi portarlo in una gabbia fuori di casa. L'enorme malcapitato animale è stato in strada alcuni minuti immobile e perplesso osservato da almeno 10 persone e poi ha pensato bene che era il caso di levare le tende ed è volato via. Il Maestro ha ringraziato gli eroici pompieri donando loro una bottiglia di Brunello Fuligni vendemmia '98 ('97 sarebbe stato meglio n.d.E.). Gli animali in questione erano due enormi barbagianni (in Toscana chiamati anche 'locchi' o 'allocchi' perchè è risaputo non essere dotati di particolare intelligenza). Nonno Luciano (esperto in fauna locale) ha spiegato così l'incredibile vicenda: i due volatili si dovevano essere accorti che un Locco (con la L maiuscola) già abitava in quell'immobile ed avevano quindi pensato bene di insediarvicisi.

 

Qui sotto, a cura dell'Editore, tutte le informazioni possibili sul Barbagianni e le sue problematiche:

 

 

 

BARBAGIANNI

Caratteristiche - Diffusione - Habitat - Riproduzione - Alimentazione - Legislazione


Ordine: Strigiformi

Famiglia: Titonidi

Genere: Tyto 

Specie: Tyto alba      

Nome dialettale: Varvaianni   

 

Ascolta il canto del barbagianni innamorato         

 

Viene detto anche Allocco comune, ed è immediatamente riconoscibile per il grande cerchio facciale a forma di cuore che utilizza come se fosse un grande padiglione, gli serve infatti per incanalare le onde sonore verso i canali auricolari, riuscendo a percepire anche il rumore dei passi di un topolino che si muove nell'erba.


Caratteristiche

Il barbagianni (Tyto alba) raggiunge una lunghezza tra i 34 ed i 40 cm ed un'apertura alare di quasi un metro. E' caratterizzato da un disco facciale a cuore e orecchie prive di ciuffo. Le parti superiori sono di colore fulvo-dorato macchiettate di nero e bianco, mentre quelle inferiori sono di colore bianco o fulvo. Di colore bianco è anche il grande disco facciale cuoriforme, mentre gli occhi sono neri ed il becco bianco-rossiccio.

Nelle femmine, di solito di dimensioni maggiori, i colori sono più cupi.

E' un uccello stazionario nel vero senso della parola, ed in genere non intraprende neanche brevi escursioni. Non ha nemici e non teme l'uomo.

Di notte percorre le campagne con un volo ondulato e leggero radente al suolo. Quando vola emette un grido rauco e spiacevole.

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Diffusione

E' molto diffuso in tutta l'Europa centrale e meridionale, in Asia Minore, in Arabia, in gran parte dell'Africa compreso il Madagascar, in India, in Indocina, parte dell'arcipelago malese, in Nuova Guinea, Australia, America settentrionale, centrale e meridionale.

In Italia è comunissimo, ed stazionario ed erratico.

In Campania è presente sia nel Parco Nazionale del Vesuvio che in quello del Cilento e Vallo di Diano.

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Habitat

Dimora negli anfratti rocciosi o nelle crepe degli edifici, specialmente quelli abbandonati, nelle soffitte o tra le travi degli antichi edifici. Non è presente invece nelle zone desertiche ed in quelle dove nevica per più di quaranta giorni all'anno. 

In Italia un tempo era diffuso in tutte le zone coltivate, ora lo si avvisa più di frequente nei centri abitati, infatti popola la cupola del duomo di Firenze, il camposanto di Pisa e le mura urbane di quasi tutte le città.

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Riproduzione

Il periodo riproduttivo coincide con i mesi di aprile e maggio, ma a volte nidifica anche ad ottobre e novembre.

Non costruisce un nido, si limita a deporre le uova in un luogo riparato e ben nascosto.

La covata può contare da 3 fino a 9 uova, allungate, ruvide ed opache che la femmina cova per circa quaranta giorni. Il maschio provvede a nutrire la femmina durante la cova ed entrambi poi si occuperanno della prole, alla quale occorrono circa dodici settimane prima di spiccare il volo.

Si sono verificati casi in cui i genitori hanno continuato a nutrire i piccoli catturati dall'uomo, se esposti in gabbie all'aperto.

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Alimentazione

Il barbagianni esce di notte e occasionalmente anche di giorno a caccia di piccoli mammiferi ed uccelletti, in particolare si ciba di topi, ratti, toporagni, talpe e di grossi insetti.

Nelle città cattura spesso le allodole, gli usignoli, i tordi ed i fringuelli che si trovano nelle gabbie appese fuori dalle finestre.

Deglutisce la preda intera, e le ossa e le altre parti indigeribili vengono rigurgitate sotto forma di piccoli ammassi sferoidali dette borre.

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Legislazione

Il barbagianni è tutelato dalla legge, ma purtroppo, in alcune località, la sua comparsa sui tetti delle case è interpretata come indice di sventura e di morte, scatenando nella popolazione vere e proprie battute di caccia che coinvolgono anche molti altri rapaci notturni.