Dal teatro di Shakespeare alla musica di VSostakovic, un messaggio di pace per tutti.

William Shakespeare Re Lear III, 4

Poveri nudi sventurati, ovunque voi siate che patite i colpi di questa tempesta spietata, in che modo le vostre teste senza casa e i vostri fianchi scarni, i vostri stracci pieni di buchi e di finestre potranno difendervi da tempi come questi?

da una lettera di Grigorij Kozincev a DmitrijSostakovic (dicembre 1969)

«L'episodio musicale più lungo è quello della guerra. Abbiamo tentato di riprodurre sullo schermo follia, caos e distruzione. Vorrei che il tema musicale fosse legato non alle rovine e alla forza furiosa della distruzione, ma piuttosto al dolore e alla sofferenza senza limiti degli uomini. Non il lamento di alcuni ma il dolore dell'umanità intera. Nella dimensione di Shakespeare è il lamento della terra stessa. Forse un Requiem? Ma non con l'orchestra; il coro solo, senza parole. Lo strazio non ha parole, solo pianto, un pianto di donne, bambini e uomini».

 

 


 

Venerdì 14 febbraio 2003

Sabato 15 febbraio 2003

 


Progetto Shakespeare


Mahler Chamber Orchestra
Claudio Abbado direttore
Elena Zhidkova mezzosoprano
Anatoli Kotscherga basso
Swedish Radio Choir
Eric Ericson Chamber Choir

Christina Hörnell maestro del coro



Hector Berlioz
Tristia op. 18
I. Méditation religieuse
II. La mort d'Ophélie
III. Marche funèbre pour la dernière scène d'"Hamlet"



Dmitrij Šostakovič
Musiche di scena per "King Lear" di Shakespeare op. 58a
Musiche per il film "King Lear" di Grigorij Kozincev op. 137

con proiezione di scene dal film "King Lear" di Grigorij Kozincev

 

 

 

 

Abbado commuove «sposando» musica e cinema

 

 

 

 

La scelta di «King Lear» come messaggio universale: l' amore è più forte della guerra «Le nostre angosce di oggi possono essere occasione di una nuova consapevolezza»

 

Manin Giuseppina

DAL NOSTRO INVIATO - FERRARA - «Avevo pensato di dedicare questo Lear alla pace. Ma poi mi sono reso conto che non ce n' era bisogno: le immagini del film di Kozincev, la musica di Shostakovic sono da sole più forti ed eloquenti di ogni proclama». Claudio Abbado riflette sulla straordinaria attualità di questo King Lear, sul suo monito implacabile e commovente contro l' odio, l' incomprensione, la guerra. COINCIDENZA - L' averlo eseguito ieri, al termine di una giornata dove in tutto il mondo si è scesi in piazza per la pace, è stata una di quelle coincidenze non casuali della storia. «Purtroppo erano nell' aria da tempo», commenta il direttore che ha voluto far inserire nel programma di sala una citazione di Shakespeare e un brano di una lettera di Kozincev come messaggi di pace. «Ciò a cui assistiamo oggi sembra una tragedia ciclica, quella di una grande potenza che pretende di amministrare da sola i destini dell' umanità. Una tentazione letale. Ricordiamoci della Germania: arrivata al culmine, ha iniziato a autodistruggersi. Ma questi momenti di grande tensione, che ci spingono sull' orlo del baratro, possono avere anche un risvolto positivo. Come accade a Lear, che solo nella disperazione prende coscienza della verità, così le nostre angosce di oggi possono diventare occasione di una nuova consapevolezza». L' EVENTO - La riprova ieri sera. Al termine dell' evento, promosso da Ferrara Musica, la commozione ha raggiunto non solo Abbado, i cantanti, i coristi, la Mahler Chamber Orchestra, ma l' intera platea del Teatro Comunale, instancabile ad applaudire - complice un «viva la pace» gridato dall' alto di un palco all' inizio della seconda parte e applauditissimo - un qualcosa che andava ben oltre il programma della serata. Che, sotto l' egida di Shakespeare, ha riunito i Tristia di Berlioz (omaggio ad Amleto) con le musiche di Shostakovic per due edizioni del Lear, entrambe con la regia di Grigorij Kozincev, a teatro nel ' 41 nella versione di Pasternak, e nel ' 70 al cinema. In funzione di queste due partiture Abbado ha inventato un inedito montaggio di sequenze, proiettate sul grande schermo teso sopra l' orchestra. Nelle rigorose immagini in bianco e nero, con dialoghi in sottotitolo, la dolente tragedia d el vecchio re si è alternata con quella epica del suo popolo, travolto da guerre che portano solo macerie e morte. Insolito matrimonio musica-cinema già presentato lo scorso aprile a Berlino, congedo di Abbado dalla Philharmonie, e che a Ferrara ha a vuto l' unica esecuzione italiana. Presenti spettatori «speciali», da Ermanno Olmi (che al Castello Estense girò Il mestiere delle armi), a Mario Martone, che qui con Abbado realizzò uno storico Così fan tutte, a Milva. Tutti affascinati dal raro accostamento di cinema e musica dal vivo. Tutti a discutere l' apologo sulla cecità degli affetti e del potere. IL CUORE - «Capisco molto bene Lear, forse avrei fatto come lui - riflette Abbado -. Il suo errore nasce da troppa fiducia, troppa presunzione. Per riconoscere il vero amore non basta aprire gli occhi, bisogna spalancare il cuore. E' solo alla fine della tragedia che la musica di Shostakovic, sulle lacrime di Cordelia, porta la pace sopra ogni frastuono. L' amore tra padre e figlia è superiore alla follia della guerra». Uno Shakespeare più che mai «nostro contemporaneo», come sosteneva Jan Kott. A riconfermarlo la grande mostra da oggi al Palazzo dei Diamanti su «Shakespeare nell' arte» e poi una serie di concerti ispirati al mondo del Bardo tra cui, il 26 aprile, Romeo e Giulietta di Berlioz diretto da Marc Minkowski. E a maggio anche uno spettacolo di prosa, la Tragedie d' Hamlet secondo Peter Brook. Quanto ad Abbado, tornerà sul podio del Comunale mercoledì 19, sempre con la Mahler, per il Triplo Concerto di Beethoven (solisti Alexander Lonquich, Viviane Hagner, Mario Brunello) e la Settima Sinfonia. Un nuovo regalo al pubblico ferrarese, con cui il direttore è legato ormai da 13 anni.

 

 

Recensione Don Quichotte

 

Shakespeare e le arti Palazzo dei Diamanti Il trionfo di Bacco Castello Estense Hotel Da Fiore

 

 

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