Mercoledì 19 febbraio 2003

concerto straordinario
Fuori abbonamento

Mahler Chamber Orchestra
Claudio Abbado direttore
Alexander Lonquich pianoforte
Viviane Hagner violino
Mario Brunello violoncello

LUDWIG VAN BEETHOVEN
Concerto in do maggiore per pianoforte, violino, violoncello, e orchestra op. 56 "Triplo Concerto"


LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92


 

 

 

LA NAZIONE

TRA ABBADO E BEETHOVEN SPUNTA UN ARCOBALENO

 

FERRARA — Alla bandiera della pace è riuscito d'infilarsi anche sotto la giacca di Beethoven. Qualcuno l'ha offerta ad Abbado sui primi applausi della sera, mercoledì, dopo il «Triplo Concerto» prima della «Settima». Lui, stupito o perplesso, non ha saputo dire di no: l'ha passata all'orchestra e i ragazzi della Gustav Mahler l'hanno distesa sui leggìi. Il teatro è esploso. Qualcuno ha dato segni di nervosismo, sfogato nel foyer. Ma. in fondo, la bandiera arcobaleno non sarebbe andata di traverso all'autore della serata, al Beethoven muso duro che, incontrando a passeggio l'Imperatore, non era il primo a levarsi il cappello; all'ideologo che la dedica della «Terza Sinfonia» a Napoleone la sgrattò rabbiosamente dopo che il Bonaparte s'era messo da solo la corona in testa, trasformandosi da antitesi a tesi, come avrebbe detto Hegel, altro dio dello spirito tedesco, diventando Potere. E se aggiungiamo che la prima esecuzione della «Settima», nel 1813, era andata in beneficenza a favore dei soldati austriaci fatti a pezzi dalle armi intelligenti dell'Imperatore dei Francesi ad Hanau, di legami con la vita non si fatica a trovarne.

Gli altri legami, di cuore, di cultura e di pensiero, sono ancora una volta nel modo in cui Claudio Abbado usa la musica della storia come specchio in cui guardare quanto lui e noi siamo in sintonia con il nostro tempo.

«Triplo concerto»

Sabato scorso, Abbado aveva scrutato in trasparenza lo Schostakovic «cinematografico» sotto il segno di Shakespeare (in mostra al Palazzo dei Diamanti come ispiratore delle arti visive). Mercoledì, tornando nella conchiglia acustica del teatro di Ferrara, si è rispecchiato in Beethoven. E di nuovo ci ha lasciati senza fiato. Qualcuno può facilmente ostentare perplessità sul «Triplo Concerto» per violino, violoncello e pianoforte, in assoluto e in quella sera. Chi si è mosso nel cuore di questa pagina ondivaga, facendola palpitare, è senz'altro Mario Brunello. Mentre il violino sexy ma freddino di Viviane Hagner e il pianismo stranamente dimezzato, alla Calvino, di Lonquich, si muovevano come geishe: un passo indietro. Eppure, soprattutto nella parte centrale, dal Largo «da camera» al Rondò sinfonico, Abbado ha fatto lampeggiare finezze di suono e di fraseggio che prendono le distanze dalla retorica e dai luoghi comuni.

Una «Settima» inflessibile

Rispetto ai concerti e ai dischi con i Berliner, alla Mahler Chamber Orchestra, Abbado strappa una «Settima» ancor più compatta e ritmicamente inflessibile, diretta, sull'emozione. «Apoteosi della danza», diceva Wagner. Danza, che è anticamera e allegoria dell'Eros, aggiungerebbe Freud. In entrambe le chiavi, la «Settima» di Abbado travolge. Chi può la insegua. A Reggio Emilia, venerdì 27, con aggiunta di Mahler.

Carlo Maria Cella

 

La Repubblica

FERRARA — Un messaggio per la pace firmato Claudio Abbado: il maestro ha diretto mercoledì sera sera, al Teatro comunale di Ferrara, la Mahler Chamber Orchestra con l'arcobaleno della pace ai piedi del palco. La bandiera gli era stata consegnata da una rappresentante del locale forum permanente per la pace, accompagnata dal sindaco di Ferrara, durante l'intervallo fra il primo e il secondo tempo del concerto. Abbado ha ricevuto la bandiera fra gli applausi del pubblico che gremiva il teatro. La bandiera è rimasta sul palco per tutto il secondo tempo.

 

 

 

Recensione Don Quichotte

 

 

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