1 venerdi
Teatro dei Rozzi
ore 21,15

Maurizio Pollini pianoforte

Schönberg Drei Klavierstücke op. 11
Schumann Fantasia in do magg. op. 17
Schönberg Sechs kleine Klavierstücke op. 19
Chopin Ventiquattro Preludi op. 28
 


Repubblica 2 Agosto 2003

Pollini, la poesia della lucidità

Quasi cinquecento privilegiati - più cinquanta allievi chigiani sul palco, vicinissimi al caratteristico, ostinato mugolio del pianista massimo  al Teatro dei Rozzi per Maurizio Pollini, che ormai da qualche anno a Siena è di casa. Novecento storico e ro­manticismo. Lo Schoenberg atonale dei Tre pezzi op. 11 e dei Sei piccoli pezzi op. 19 sot­to le sue dita suona quasi classico, perfino cantabile. Dal volto umano, privo di proso­popea modernista. Raccolto, intimo, equilibrato. Particelle di un'anima dalle mille inclinazioni. E poi i romantici. Nello Schumann della Fantasia op. 17 ci si poteva attendere il trionfo della monumentalità, una lettura cerebrale. Invece no. Classicizzato anche lui. Poetico dove deve. Una poesia, raggiunta attraverso la lucidità intelletuale, il dosaggio sapiente di tocco e pedali. Uno Schumann da camera. Che non si sente titano né dei sentimenti, né dello strumento. Ma sembra guardare ad atmosfere liederistiche, attento com'è a ben pronunciare i versi della poesia inferiore del compositore, evidentemente fatta propria dall'interprete. Infine Chopin. I 24 preludi. L'interpretazione di Pollini sembra offrire una risposta al quesito: come si suona Chopin oggi? Non convince più l'immagine del salotto, del miele, di signore e signorine estatiche sedotte dall'ingenuo cantore polacco. Pollini, analitico ma non radicale, punta sulla tecnica sgranata, sul meccanicismo digitale, su una timbrica avvincente ma non melensa e, di nuovo, sui pedali, usati in certi casi con parsimonia bachiana. Un crescendo di intensità e di emozione. Sembra incredibile per un pianista che tanti, per tanto tempo, hanno accusato di freddezza. Tre fuori programma chopiniani, a dimostrazione di quanto Pollini si sia sentito come a casa sua: un Notturno e due Studi, op. 25n.2eop. 10 n. 12. (g.m.)