

Il Ratto del Serraglio
21 - 26 Maggio 2002
|
in lingua originale con sopratitoli in italiano |
|
| musiche di | W.A. MOZART |
| direttore | Zubin Mehta [21, 24, 26, 28, 31/5; 1/6]; Nir Kabaretti [4/6] |
| regia | Eike Gramms |
| personaggi e interpreti | COSTANZA: Eva Mei [21, 24, 26, 28,
31/5; 4/6]; Ingrid Kaiserfeld [1/6] BLONDE: Patrizia Ciofi [21, 24, 26, 28, 31/5; 4/6]; Anna Maria Dell'Oste [1/6] BELMONTE: Rainer Trost [21, 24, 26, 28, 31/5; 4/6]; Jörg Schneider [1/6] PEDRILLO: Mehrzad Montazeri OSMINO: Kurt Rydl [21, 24, 26, 28, 31/5; 4/6]; Bjarni Thor Kristinsson [1/6] SELIM PASCIÀ: Markus John ORCHESTRA e CORO del Maggio Musicale Fiorentino |
| scene e costumi | SCENE: Christoph Wagenknecht COSTUMI: Catherine Voeffrey |
| luci | Jacques Battocletti |
| produzione | Nuovo allestimento |
| luogo | Teatro della Pergola |
Corriere della sera 22 5 2002
|
Sul
podio Zubin Mehta FIRENZE - Nel seicentesco Teatro della Pergola, ieri sera con un’accoglienza entusiasta, è tornato in scena «Il ratto dal serraglio» di Mozart (dopo 33 anni dallo storico allestimento di Strehler), ma con nuovi protagonisti, a eccezione del direttore d’orchestra, Zubin Mehta, già sul podio nel 1969 a Firenze. Nuova la compagnia di canto, applaudita anche a scena aperta: Eva Mei-Konstanze, Markus-John-Selim Pascià, Patrizia Ciofi-Blonde, Rainer Trost-Belmonte, Mehrzad Montazeri-Pedrillo, Kurt Rydl-Osmin. E nuovo anche il regista, il tedesco Eike Gramss, sovrintendente a Berna, oltre cento produzioni di prosa, ma da diciassette anni votato alla lirica. «Sono orgoglioso di questo allestimento - commenta Mehta -. È molto semplice, ma ha tutti i giusti elementi ed è pieno di humour. La regia è ricca di immaginazioni, e c’è equilibrio fra opera comica e opera seria. La partitura mozartiana dopo 25 anni mi è parsa come nuova e insieme foriera di ricordi con Strehler». Il regista Gramss ha scelto la tradizione: esaltazione dell’esotico e delle «turcherie», scene scorrevoli e, unica licenza, un coccodrillo (finto). «E nessun riferimento viene al conflitto fra Occidente e mondo arabo - spiega Gramss -. Il "Ratto" è moderno per la forza e per la consapevolezza di Konstanze. Non è una figura irremovibile, subisce il fascino esotico del Pascià». «Sì, la mia Konstanze non è né inespugnabile né algida. È umana - conferma Eva Mei, che debuttò dodici anni fa con il "Ratto" -. E fa di tutto per autoconvincersi di essere pronta alle torture piuttosto che cedere al Pascià, ma, in realtà, nutre attrazione per lui». |
| Laura Dubini |