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Le cifre di questo Palio di Provenzano La tratta
Le mini curiosità Le "tre 5" dell'Oca - Quinta alle trifore, cavallo con l'orecchio n. 5 ed assegnazione per quinta: queste le "tre 5" del'Oca per Provenzano. Il fatto non è nedito perché si è già verificato nel luglio 1974 con il Leocorno. Scelte consecutive - Per la terza volta consecutiva, dal luglio 2005, sono stati prescelti i cavalli con il numero di coscia corrispondente al 4 e 16. L'assegnazione secondo il numero d'orecchio
L'assegnazione secondo l'ordine di sorteggio
Le stesse combinazioni: ordine d'orecchio + ordine d'assegnazione
I numeri di coscia vincenti
Gli ultimi Palii corsi dal numero di coscia
I cavalli debuttanti
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Le presenze dei fantini
| Contrada | Fantino | Palii corsi | Palii vinti | Palii non corsi | osservazioni |
| PANTERA | Andrea Mari detto Brio | 8 | 1 | - | al suo quarto Palio consecutivo |
| DRAGO | Massimo Coghe detto Massimino II | 33 | 3 | 2 | nella classifica delle presenze è al tredicsimo posto, a due Palii dal Biondo |
| GIRAFFA | Guseppe Michele Pes detto Il Pesse | 45 | 9 | - | Al Palio n. 32 corso consecutivamente, primato assoluto. Nella classifica dei Palii corsi è quinto ad un solo Palio da Canapino e Cianchino |
| VALDIMONTONE | Antonio Villella detto Sgaibarre | 7 | 1 | 1 | al suo settimo Palio consecutivo |
| OCA | Walter Pusceddu detto Bighino | 13 | 0 | - | raggiunge nella classifica delle presenze Congiu (1 vittoria) e Casula (2 vittorie) |
| SELVA | Alberto Ricceri detto Salasso | 9 | 1 | - | al suo sesto Palio consecutivo |
| ISTRICE | Luigi Bruschelli detto Trecciolino | 29 | 10 | - | raggiunge in classifica Testina (3 Palii vinti) |
| AQUILA | Virginio Zedde detto Lo Zedde | 2 | 0 | - | - |
| TORRE | Luca Minisiini detto Dé | 14 | 3 | - | - |
| LEOCORNO | Giovanni Atzeni detto Tittia | 6 | 0 | - | - |
Uno per uno i fantini che vedremo domani al canape
(Sunto)
Walter Pusceddu detto Bighino - E' al suo Palio n. 13, il primo corso nell'Oca e potrebbe emulare, dopo 10 anni, ciò che fece Bruschelli nel suo primo Palio corso in Fontebranda: vincere. Di certo per Pusceddu quello di domani è un Palio-verità, uno di quelli, per intenderci, che non ammettono tentennamenti. Vincere a 25 anni significa posizionarsi strategicamente, ma significa anche poter iniziare quella nuova vita paliesca che lo consacri ai vertici delle manovre e non certo a recitare un ruolo secondario. Spetta tutto a lui dimostrare che, questa volta, ci siamo veramente. Vincere non è facile, ma si ritrova uno dei cavalli migliori della Piazza e senza dubbio quello più potente. C'è attesa, molta attesa, nella sua corsa, ma anche la personalità che saprà tirare fuori tra iu canapi. Insomma, una prova d'appello di fondamentale importanza, nella quale Pusceddu deve cancellare gran parte degli atteggiamenti negativi dei quali si è finora circondato.
Giovanni Atzeni detto Tittia - In occasione della seconda prova ha subito un tentativo di schiacciamento da parte del Bruschelli e domani sarà chiamato energicamente ad oltrepassare quella linea che lo stesso tratteggerà durante i tre giri. E' la sua grande occasione per proiettarsi nel meccanismo autonomo gestionale, con a speranza di riportare il cavallo nella stalla. Da lui gli osservator esterni si attendono una grande, grandissima prestazione, specialmente dentro i canapi.
Luca Mnisini detto Dé - E' la grande delusione di questo Palio, poiché ha seguito ciecamente le indicazioni di Capitanbruschelli. Se corre nella Torre la colpa non è però sua, ma della dirigenze di Salicotto che cancella automaticamente l'effervescenza dello scorso agosto. Una sicurezza c'è: se deve contribuire al primo successo del Pusceddu, lui, Minisni, c'è.
Andrea Mari detto Brio - Dopo il Minisini ecco la seconda delusione di questo Palio. Le scelte invernali lo fanno assomiliare ad una formica che in estate raccoglie il cibo che lo nutrrà in inverno. Proprio una delusione anche perché è costretto solo a fare da comparsa.
Alberto Ricceri detto Salasso - Partecipa a questo Palio.
Antonio Villella detto Sgaibarre - Non può assolutamente pensare di poter far esprimere a Didimo tutte le sue eventuali potenzialità. E' dentro un gioco che non è assolutamente più grande di lui; ma per il momento deve fare violenza a se stesso e restare a coltivare un orticello in attesa di una primavera florida e concreta. Il dilemma è riuscire a sapere quando arriverà questa primavera, visto il cambiamento delle stagion, o presunto tale.
Giuseppe Michele Pes detto Il Pesse - Solo i numeri e le cifre delle statistiche per lui. Si ritrova con la fotocopia di ET di Gallura, ma la sua grande esperienza gli consentirà di riportare Delizia nella stalla.
Virginio Zedde detto Lo Zedde - Partecipa a questo Palio e, francamente, è una delle delusioni nelle scelte tecniche.
Massimo Coghe detto Massmino II - Se pensasse ala grande occasione che ha avuto di ritornare tra i canapi ... A parte la sciagura Masala, Coghe ha dimostrato di applicare i concetti dei Palii d'Italia sul tufo. Brutta filosofia nterpretativa.
Luigi Bruschelli detto Trecciolino - Non partecipa, né corre; vince. Anche perché rappresenta l'unico salvagente a cui la dirigenza di Salicotto si appiglia