Abbado 

Mahler Chamber Orchestra

Teatro Comunale - Ferrara

Teatro Valli - Reggio Emilia

15 19 - 27 Febbraio 2003

 

 

 

Dopo alcuni mesi di assenza dalle scene  Claudio Abbado è tornato a dirigere: tre concerti in Emilia Romagna ( 2 a Ferrara ed 1 a Reggio Emilia) con la Mahler Chamber Orchestra.
Ho assistito a tutti e tre e, "a posteriori", devo dire che ne valeva la pena.
 
Il programma più singolare è stato quello del primo concerto di Ferrara: sono state eseguite musiche di Shostakovich contemporaneamente alla proiezione del film "Re Lear" del regista Grigorij Kozincev.
Occorre fare una digressione storica: Shostakovich compose queste musiche in due periodi ben distinti; nel 1940-41 le musiche di scena per la rappresentazione teatrale della tragedia shakespeariana (essendo il regista lo stesso Kozincev) e nel 1970 le musiche per il film.
Abbado ha utilizzato come colonna sonora del film entrambe le musiche ed ha apportato al film dei tagli in modo da renderne la durata compatibile ad un concerto sinfonico; in sostanza anziché modellare la musica sul film ha modellato il film sulla musica: un'operazione sicuramente arbitraria, ma dai risultati certamente suggestivi, sia per l'ottima esecuzione che ha accentuato gli aspetti drammatici con escursioni dinamiche talvolta esasperate, sia per il film (in bianco e nero) ambientato sullo sfondo di paesaggi aridi e desolati, tra moltitudini di poveri, mendicanti ed umanità  disperata varia, interpretato da un attore (Juri Jarvet) dalla recitazione estremamente nervosa. Un film d'autore di grande impatto emotivo.
I brani vocali (tutti composti per il teatro, negli anni '40) sono stati interpretati da un non particolarmente brillante Anatoli Kotscherga e dalla bella Elena Zhidkova [già fanciulla-fiore nel Parsifal abbadiano di Salisburgo e conoscente di Julia Kaboth (più nota come fidanzata ufficiale - delle ufficiose abbiamo perso il conto - del Maestro Damiano) entrambe commensali di chi scrive in una cena dopo-opera e da chi scrive immortalate nella seguente fotografia]

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Il programma è stato completato da "Tristia" op. 18 di Berlioz: tre brani composti dall'autore in epoche diverse, tutti ispirati al teatro di Shakespeare. I primi due sono stati eseguiti privilegiando alla cantabilità e all'ampio respiro, una nervosa ricerca di aderenza alla parola testuale; il terzo - Marche funebre pour la derniere scene d'"Hamlet" - eccettuandone la drammaticità con escursioni dinamiche al limite del parossismo.
 
In entrambe le opere si sono distinti in modo particolare i cori: il bravissimo e costosissimo Swedish Radio Choir e l' Eric Ericson Chamber Choir.
 
Meno originale il programma del secondo concerto ferrarese: triplo concerto e settima sinfonia di Beethoven (quest'ultima eseguita anche a Reggio Emilia).
Nel primo erano solisti il violoncellista Mario Brunello, dalla cavata ampia e rotonda che gli ha fatto perdonare alcune incertezze, la violinista Viviane Hagner, dalla sonorità nervosa ed aguzza e Alexander Lonquich, buon pianista, ma che non è divenuto un "numero uno" del suo strumento, come ci aveva fatto sperare quando a 17 anni vinse il concorso "Casagrande".
 
Quanto alla settima sinfonia è stata accolta trionfalmente dal pubblico, ma, devo dire, non sono riuscito ad entusiasmarmi
E' vero che non sarebbe stato ragionevole aspettarsi un' esecuzione al livello di quelle ascoltate quando il Maestro dirigeva i Berliner Philharmoniker, esecuzioni di assoluto riferimento, caratterizzate da un organico contenuto, tempi rapidi e talora addirittura vorticosi, estrema e continua tensione, analiticità nella lettura, trasparenza del suono, che manteneva un assoluto nitore anche nei "fortissimo" in cui era impegnata tutta l'orchestra.
D'altra parte rimane il dato storico di aver ascoltato il sensazionale ciclo Beethoven di Vienna (febbraio 2001) e pertanto, anche di fronte ad un' ottima esecuzione, viene da fare il paragone e di giungere alla consapevolezza che non sarà facile ascoltare nuovamente Beethoven sullo stesso standard artistico.
In queste concerti, peraltro di buon livello, mancava certamente la precisione e la trasparenza della più celebre orchestra Berlinese. Mi è sembrato però che anche le scelte del direttore siano mutate da due anni a questa parte. Una direzione dalle più accentuate escursioni dinamiche e con tempi più trattenuti (in particolare nell'introduzione lenta del primo movimento, assai più indugiante).
Sta di fatto che  mi è piaciuta meno.
 
Tra l'altro che Abbado possa raggiungere risultati altissimi anche con questa orchestra è stato dimostrato dall'esecuzione, nel concerto reggiano, dei Kindertotenlieder e dei Ruckert Lieder di Mahler: eseguiti benissimo i primi, in modo sensazionale i secondi. I Ruckert Lieder erano stati eseguiti da Abbado anche lo scorso anno, nella tournee di addio ai Berliner Philharmoniker e, delle opere scelte per l'occasione, erano stati quelli la cui interpretazione mi aveva convinto di meno. Ebbene: quest'anno li ha riproposti completamente trasfigurati in un' esecuzione di una toccante intimità, caratterizzata da tempi assai lenti (l'anno scorso aveva corso) sonorità trasparenti, escursioni dinamiche limitatissime (anche nel lied Um Mitternacht che si presterebbe a dar fiato agli ottoni),  coadiuvato dalla brava Anna Larsson, un contralto svedese il cui timbro di voce si attaglia a queste composizioni assai più della maggiormente celebre Waltrud Maier.
In questo concerto la  Mahler Chamber Orchestra si è avvalsa del "rinforzo" di Albrecht Mayer, primo oboe dei Berliner Philharmoniker, (e l'oboe è strumento con importanti parti solistiche in queste opere) giunto sul posto per incidere il concerto K 314 di Mozart.
 
Inutile dire che, data l'importanza degli eventi, erano presenti molti "Compagni di merende" :
 
 
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a cominciare dal nostro Editore il quale, a margine del concerto di Reggio Emilia, ha avuto purtroppo uno spiacevole incidente: facendo benzina ha appoggiato sul cofano della macchina il portafogli, lo ha dimenticato lì ed è partito disseminandolo chissà dove.

 

Conteneva:

4 carte di credito;

2 libretti di assegni;

1 bancomat;

Patente;

Carta d'identità;

Agenda;

Contante;

Foto di una violinista tedesca;

 

 

Ecco una foto dove racconta l'accaduto :
 

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E' arrivato a Reggio Emilia senza il becco d'un quattrino e solo grazie al buon cuore degli amici, che gli hanno prestato (a usura, naturalmente) del danaro, ha potuto proseguire la vacanza.
 

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Il giorno dopo  infatti ha comprato un portafogli nuovo e si è recato in aereo  a Positano a bagordeggiare col Maestro Damiano :
 

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A parte questo piccolo inconveniente dobbiamo peraltro rallegrarci del fatto che il Nostro Editore sia uscito dal periodo di sdegnoso isolamento, durante il quale aveva centellinato le proprie apparizioni agli spettacoli musicali, e si sia lanciato in un vortice di impegni da stroncare chiunque, è tutto ciò nonostante una quadro clinico sempre più precario.
Se guardate la pagina CONCERTI del presente sito Web vedrete che nel mese di febbraio ha assistito non solo ad una prova generale ed ai 3 concerti di Abbado a Ferrara e Reggio Emilia, ai 2  del Sestetto dei Filarmonici di Berlino a Firenze, ma ha persino trovato il tempo, tra il 2° ed il 3° concerto di Abbado, di fare una puntata ad Amburgo a sentire la NDR Sinfonie Orchester diretta da Christoph von Dohnànyi; poichè ci ha sempre detto che considera quel direttore un "mediocre" ci chiediamo:
 
perché ha intrapreso un così lungo viaggio per andarlo ad ascoltare?
 
Ma non è finita! Quello che ci sorpreso di più è che al ritorno, ci ha descritto Amburgo in toni entusiastici, magnificandone:
-l'orchestra, una delle migliori da lui ascoltate;
-la locale Musikhalle, una sala da concerti dall'acustica ottima;
-l'Hotel Vier Jahrezeiten, uno dei migliori da lui frequentati (e non ci sembra che in quanto ad alberghi abbia mai badato a risparmiare);
-le bellezze artistiche;
-il fiume (!?)
-la mitezza del clima (!?!?!?!?)
-il sole (!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?)
 
 
Poiché non abbiamo a disposizione alcuna foto di quel concerto né dell' orchestra nel suo insieme, ci limitiamo a pubblicare una foto di una sua violinista.

 

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