NOZZE
DI FIGARO
Theater
an der Wien
23
Giugno 2001

Le Nozze di
Figaro di Vienna sono state uno spettacolo che, come suole dirsi, valevano il
viaggio.
Innanzi tutto per
il luogo dell'esecuzione, lo storico Theater an der Wien, dalle dimensioni e
dall'acustica ideale per Mozart.
Poi per la
direzione di Riccardo Muti, che dopo un' annata verdiana a corrente alternata,
stavolta ha convinto pienamente: la scelta di fondo è stata quella di
un'esecuzione "cameristica" con un organico assai ridotto, e di una
spiccata teatralità, creata da un'attenta cura del fraseggio dei cantanti
(gli interpreti dei 5 ruoli principali, tutti stranieri, hanno tra
l'altro, sfoggiato una perfetta dizione italiana) .
Si sono fatti
preferire gli uomini: Carlos Alvarez (Don Giovanni lo scorso anno, sempre con
Muti) ha cantato benissimo nel ruolo di Figaro, con estrema musicalità e
senso della misura; Simon Keenlyside (Conte) ha mostrato una volta di più le
sue grandi doti di attore, e, dopo qualche incertezza iniziale, ha cantato da
par suo.
Susanna era
interpretata da Tatiana Lisnic: non la conoscevo affatto, ma il ruolo di
Susanna mi sembra calzarle a pennello: ho il dubbio se in un teatro di
maggiori dimensioni la sua voce, che non mi è parsa particolarmente grande,
possa rendere adeguatamente (dubbio che verrà fugato a settembre, quando verrà
a Firenze a cantare Norina nel Don Pasquale, alternandosi con Eva Mei).
La voce di Angelika
Kirchschlager non mi è mai piaciuta particolarmente, un po' asprigna e con
qualche fissità: stavolta è stata un eccellente Cherubino, anche e
soprattutto grazie a Muti; l'accompagnamento del Maestro all' aria "Non
so più cosa son cosa faccio" è stato semplicemente eccezionale:
contenuto nel volume, morbido nel timbro, estremamente nervoso nel ritmo, tale
da rendere palpabile l'ansia dell'adolescente che fa conoscenza con l'amore.
Melanie Diener
(Contessa) è stata forse la meno credibile teatralmente: mi è parsa un po'
freddina e nella prima aria mi è sembrata un po' in difficoltà; si è
comunque trattato di un'interpretazione ampiamente superiore alla sufficienza.
Bene i personaggi
minori.
La regia di
Strehler ripresa da Heltau confermava la sua straordinaria modernità ed
attualità.
Don Quichotte