Ifigenie
en Aulide
Teatro
alla Scala
Milano
21
Dicembre 2002

Milano, Teatro degli Arcimboldi:
Iphigenie en Aulide di Gluck; la serata è iniziata con una solenne fregatura;
infatti al posto di Daniela Barcellona e Violeta Urmana, annunciate nel
programma al momento dell'apertura della vendita dei biglietti, e che dovevano
essere il pezzo forte dello spettacolo, mi sono ritrovato due sostitute: per
un Teatro come la Scala un comportamento poco serio!
Le subentranti erano Robynne
Redmon, una Clitennestra apparentemente non molto giovane, che ha cominciato
assai male, "puntuta" negli acuti e "vuota" nei bassi,
salvo poi migliorare un po' nel corso dell'opera; e Irini Tsirakidis, cantante
più giovane della prima, dotata di una voce sufficientemente potente, ma
ancora da rifinire.
Peraltro, poiché al peggio non c'è
mai fine, le due "seconde scelte" non riuscivano a conquistare la
palma del peggiore in campo, surclassate com'erano da Stephen Mark Brown, che
aveva sostituito fin dalla "prima" Paul Groves, nel ruolo di
Achille: egli aveva un timbro sgradevole e un' intonazione incerta; ogni acuto
era una scommessa: in poche parole un cantante che non può esibirsi alla
Scala.
A questo punto rimane poco da
dire: David Pittman-Jennings era un buon Agamennone, anche se poteva
dare di più in termini di espressività; e Ildar Abdrazakov un ottimo
Calcante.
Bene le parti minori, ottimo il
coro e splendida la direzione di Riccardo Muti (oggi sicuramente il migliore
in questo repertorio) alla guida di un'orchestra dal suono sempre più bello,
pieno, corposo, morbido, senza peraltro che ciò rimanesse fine a se stesso,
essendo, sia il suono che la scelta dei tempi, funzionale allo svolgimento
dell'azione drammatica.
Purtroppo non si trattava di
una sinfonia ma di un'opera lirica, per la piena riuscita della quale è
necessario un cast di cantanti omogeneo ed adeguato.
Il rammarico è ancora maggiore se
pensiamo che la regia, pur non essendo particolarmente originale, non
disturbava l'azione e bella erano le scene, con grandi statue lignee
incombenti a raffigurare la divinità, una grande scalinata e sullo sfondo uno
specchio che mostrava, visto dall'alto, ciò che avveniva nella parte
posteriore del palcoscenico, e che consentiva suggestivi giochi di luce.
Un' ultima considerazione
sull'acustica del Teatro degli Arcimboldi, tanto vituperata dal Nostro
Editore: stavolta avevo un biglietto di platea e, di lì, mi è sembrata buona
(assai migliore di quella della platea della Scala e del Comunale di Firenze)
anche se , ovviamente, i suoni non arrivavano così amalgamati come in
galleria.
Per la cronaca dobbiamo confessare che
per ascoltare quest'opera ci siamo persi, in quel di Firenze, il consueto
concerto pre-natalizio della Banca del Vecchio, organizzato dal celebre
commercialista-cantante, tra i protagonisti di questo sito,
a cui hanno presenziato l'Editore ed altri compagni di
merende.
Abbiamo il rammarico di non
poterlo recensire; vorrà dire che stavolta, in via del tutto eccezionale,
consentiremo al Nostro Editore di farlo in vece nostra, sicuri che nonostante
il conflitto di interessi in cui versa (è amico dei musicisti e
dell'organizzatore) saprà essere obiettivo.
Il recensore, nel fare gli auguri
di Buon Natale e Felice Anno Nuovo ai suoi numerosi lettori, si scusa del
ritardo con cui viene pubblicata la presente, ma è stato duramente impegnato
durante tutte le vacanze natalizie a giocare col la sua nipotina, e, come è
noto, ubi maior...
Il ritardo peraltro ci consente di
divagare su alcune circostanze che sono emerse dal presente sito web:
in primo luogo vorremmo
sottolineare lo spirito di abnegazione del nostro ipocondriaco Editore, che,
nonostante il 29 dicembre presentasse un quadro clinico da tregenda :
il 30 mattina è
saltato in macchina con il maestro Damiano e Signora e si è sciroppato un
viaggio fino a Positano, dove ha bagordeggiato con l'attore Peter Weller
(Robocop 1 e 2), ha fatto le ore piccole, e forse avrà fatto anche delle cose
vietate ai minori.... e poi vuol farci credere che stava male! Siamo
arrivati alla conclusione che ha una salute di ferro che gli invidiamo dal
profondo del cuore.
Quanto al maestro Damiano e
Signora siamo felici di apprendere che, dopo un'estenuante trattativa
portata a termine anche grazie alla maestria e alla determinazione del celebre
Commercialista-Cantante-Armatore di Swan
sono riusciti a stipulare il contratto con cui hanno
acquistato un appartamento ciascuno (meglio evitare la comunione...non si sa
mai...) in quel di Orgia.
Stavolta vi risparmieremo facili
ironie sul nome del luogo, e ci limiteremo a dire che siamo onorati del fatto
che la famosa Aiuto-regista (come si è qualificata dal notaio: che abbia
deciso che fare da grande...?) ed il mitico Fagottista/aro abbiano scelto la
Toscana come dimora dove portare a riposare le loro stanche membra (e il di
lui mai stanco membro): tra il lavoro nella ridente Berlino, le numerose
tournee, un salto a Torino, una gita a Positano, con la velocità di una bilia
da flipper, la celebre coppia, stanca ma felice, verrà ha cercare requie
nella nostra campagna, ad allietare, con la sua compagnia, il Nostro Editore,
a dare prestigio, con la Sua presenza, alla nostra regione, e, non ultimo, ha
consentire al presente sito web, di narrarne le gesta.
Grazie Maestro, Grazie
GiuGi!
