"non si picca - se sia ricca,
se sia brutta, se sia bella;
purché porti la gonnella,
voi sapete quel che fa."
 
(Leporello: Don Giovanni)
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
Primo fagotto dei Berliner Philharmoniker e tra i migliori al mondo nel suo strumento, pilota d'aereo, profondo conoscitore di computer, parla correntemente quattro lingue; brillante conversatore, piace molto alle signore e signorine (che piacciono moltissimo a lui), indefesso tassellatore, nonostante una fidanzata bella (!) e devota (?), dedicatario, da parte del Compositore con la C maiuscola (del quale solo Lui e il nostro Editore conoscono il nome) dell'ormai celeberrimo Don Damiano, nonché del Valzer delle Monte e di molte altre pregevoli composizioni, ma soprattutto protagonista indiscusso del presente sito Web, al punto da offuscare la figura (peraltro discreta) dell' Editore, al quale ha donato la sua amicizia, ma anche la sua privacy.
Uomo e musicista di successo quindi, ma non completamente felice, essendo la sua vita oppressa da un cruccio: che la Filarmonica di Berlino sia a Berlino e non a Siena, città che ama, dove spesso si reca e nella cui campagna circostante sta cercando (non si è ancora capito bene con quanta convinzione) un casolare da acquistare e ristrutturare.
 
Lo abbiamo incontrato, insieme alla sua Signora in quel di Salisburgo dove era impegnato per il Festival di Pasqua.
 

 

Abbiamo visitato insieme la mostra fotografica del noto pittore  Helmut Newton, intitolata

"SEX & LANDSCAPE"

 

 

 
 
 
 
[Il nostro Editore che è stato a Salisburgo la settimana precedente non si è nemmeno accorto di questo importante evento culturale, ritirato com'era in ascetica solitudine nella prigione dorata dell'Hotel Sacher].
 
Appena usciti dall'esposizione, che presentava fotografie di nudi femminili  ed aerei in volo (oltre a paesaggi che non hanno attirato minimamente l'attenzione del Maestro) ci ha concesso un' intervista in esclusiva, insieme alla sua signora che chiameremo (come fa Lui) Giugi, non volendo utilizzare l'orrendo soprannome datole dall'Editore.
 
 

 

 
DQ: Maestro Damiano, come ci si sente ad essere un uomo senza privacy?
MD: (Risata Fragorosa).
 
DQ:Ho capito.Comincerò con domande più serie. Perché ha scelto di suonare il fagotto?
MD: Mi piaceva l'idea di suonare uno strumento al fiato, ma non  gradivo il timbro del flauto (anche Mozart: evidentemente tra geni si intendono N.D.R.) e la conformazione delle mie labbra non si adattava alla tromba o al trombone. Il timbro caldo e brunito del fagotto ha fatto il resto...
 
DQ: i suoi genitori come hanno preso la sua decisione di fare il musicista?
MD:mio padre era magistrato e ha accettato di buon grado la mia scelta. A dire il vero, finito il liceo, mi sono iscritto anche a giurisprudenza, ma il mio obbiettivo principale è rimasto il fagotto.
 
DQ:Quale è stato il suo percorso per arrivare a Berlino?
MD:Mi sono diplomato al Conservatorio di Torino; ho quindi suonato nell'Orchestra della RAI di Torino, poi nell'Orchestra Sinfonica di Vienna; ho provato poi, senza troppa convinzione, il concorso alla Filarmonica di Berlino e mi hanno preso.
 
DQ:All'epoca c'era ancora Karajan...
MD:Sì, era molto malato, e non era facile avere rapporti con lui. Ricordo che, quando gli fui presentato e gli fu detto :"questo è un bravo musicista" commentò: "lo vedremo se è bravo...". Poi un giorno mi chiamò nel suo camerino, e - lui era assolutamente parco di complimenti - si complimentò con me dicendo che ero riuscito da integrarmi bene nell'orchestra. Quando uscii mi sembrava di camminare 10 centimetri sollevato da terra. 
 
DQ: Quindi alla guida dell'orchestra è arrivato Claudio Abbado. Che cosa è cambiato?
MD: L' orchestra è divenuta senz'altro più flessibile: prima aveva un suono massiccio ma talvolta un po' "fermo", "cristallizzato";  l'orchestra ha acquistato una maggiore duttilità e si è aperta a nuovi tipi di repertorio..
Abbado ha dovuto tra l'altro gestire un momento di transizione, in cui c'è stato un grande rinnovamento dell'organico orchestrale. E' stato bravissimo a creare l'amalgama tra gli orchestrali, anche nei rapporti interpersonali.
 
DQ:Ora l'orchestra si accinge ad entrare in una nuova epoca, con Simon Rattle. Che cosa vi aspettate? e come è maturata la scelta di Rattle come nuovo direttore principale?
MD:La scelta nei Berliner Philharmoniker avviene sempre con una votazione degli orchestrali: dopo una prima valutazione le possibilità si erano ridotte a 2: Simon Rattle e Daniel Baremboim. Nella votazione definitiva il primo ha prevalso sul secondo.
Con Rattle l'organizzazione dell'orchestra non cambierà. Probabilmente vi sarà la partecipazione a nuovi Festival e allargheremo ulteriormente il repertorio sulla base delle preferenze del nuovo direttore principale. Per esempio (ma è solo un'ipotesi) potremmo eseguire più frequentemente la musica jazz (cosa che abbiamo già fatto col Maestro Abbado in un recente concerto).
 
DQ: come è cominciato il suo sodalizio artistico col Maestro Compositore e che cosa pensa di lui?
MD:ho conosciuto il Maestro Cascioli a Vienna nel Febbraio 2001: noi suonavamo l'integrale delle sinfonie e dei concerti per pianoforte ed orchestra di Beethoven diretti da Claudio Abbado. Il Maestro Compositore era lì. Scoprimmo di essere, non solo della stessa città (Torino n.d.r.) ma anche vicini di casa. Lui cominciò a scrivere una serie di frescacce mandandomele per SMS: così siamo diventati amici.
Ritengo che sia uno dei maggiori talenti nel panorama musicale odierno: sia come pianista, sia come compositore. Lui sì che compone seriamente, non come quel cazzone del Compositore (con la C maiuscola)....
 
DQ: a proposito del secondo Compositore? cosa ci dice di Lui.
MD: Me lo ha presentato il Mastro Compositore: sono amici molto intimi. Presumo che, grazie alle opere che mi dedica, diventerà uno dei maggiori compositori dei musica per fagotto: però dovrà imparare le regole di respirazione degli strumenti a fiato, di cui non capisce nulla. Pensi un po' che in  A WHITER SHADE OF PALE VARIATIONS  è praticamente impossibile per me respirare, al punto che quell'opera può essere eseguita solo in sala di registrazione, un pezzo per volta.
 
DQ:Veniamo ora alla sua vita privata (ammesso che ne abbia ancora una), che è ciò che interessa maggiormente i nostri numerosi lettori (e soprattutto le nostre numerose lettrici). I frequentatori di questo sito web sanno che è fidanzato con una bella ragazza; ci può dire come vi siete conosciuti?
MD: Correva il lontano 1988: stavo provando, qui a Salisburgo, la Tosca, con Karajan.
Un mio amico mi chiese se potevo procurare 2 biglietti per delle sue conoscenti. Io, pur contro voglia, mi detti da fare, li trovai e andai a consegnarli. Ebbene, le beneficiarie dei biglietti erano la Giugi e sua madre.
 
DQ: Immagino che non appena vide la Giugi decise di provarci?
MD: Naturalmente, come faccio con tutte d'altronde; la differenza è che lei mi ha incastrato.
 
DQ:A quando le nozze?
MD:La prossima domanda prego.
 
DQ:Si dice che lei sia un indefesso tassellatore. 

 

DQ:Dove finisce la realtà e dove comincia la leggenda?
MD:Perché leggenda?
 
DQ:si dice che sia un appassionato di formula 1 e che le piacciano le belle macchine...
MD:lei conosce il binomio "Donne e Motori"?
 
DQ:certo. Conosco anche il trinomio Bacco, Tabacco e Venere. Certamente le piacerà il buon vino?
 
 
DQ:ma suonando uno strumento a fiato certamente non fumerà?
MD: naturalmente no.      
 
DQ:Signora Damiano, dalle notizie trasmesseci dal Nostro Editore risulta che lei abbia partecipato ad una trasmissione televisiva italiana, dove parlava di economia; ma sappiamo anche  che ha lavorato come aiuto-regista nella messa in scena della Boheme alla Staatsoper di Berlino e nel Parsifal di Salisburgo; e  che ha studiato canto: qual'è il campo in cui eccelle
G: L'intrevista nel programma di economia non era che un gioco. L'attività di aiuto regista mi interessa molto. Quanto al canto ho interrotto lo studio per un anno, ma intendo riprendere.
 
DQ: che cosa farà da grande?
G: ma è proprio necessario diventare grandi?
 
DQ: Maestro, nella regia delle opere la sua signora viene a contatto uomini di spettacolo di notevole personalità e talvolta donnaioli impenitenti: in particolare è sistematicamente insidiata da tenori ( Miroslav DvorskiEike Wilm Schulte); non è un po' geloso? 
MD:le corna sono un' eventualità che va sempre presa in considerazione. [il Maestro Damiano pronuncia questa frase  con tono ironico, ostentando sicurezza: egli sa bene che qualsiasi cantante, sia esso tenore, baritono o basso, nel confronto con Lui fa la figura del castrato. N.D.R.].
 
DQ:il nostro Editore ha dato alla sua Signora un soprannome "La Zoccola" che noi intimi sappiamo essere una presa di giro per il suo modo di fare tendente a captare la benevolenza degli interlocutori, ma che nell'accezione comune è piuttosto "pesante". Che cosa ci dice al riguardo?
MD:quanto alla Giugi confido nel fatto che non capisca la lingua italiana in tutte le sue sfumature [in realtà, pur essendo tedesca, di Monaco di Baviera, parla l'italiano alla perfezione N.D.R:], quanto a me, da quel bast...ehm... da un amico carissimo quale è il Nostro Editore accetterei qualsiasi cosa.
 
DQ: Non pensa che l'Editore sia uno "scrotalo" come dice Bitriscia?
MD: E' un soprannome che ben gli si attaglia, ma a ben vedere si addice bene anche ai suoi redattori.
 
DQ:Sono d'accordo.
Mi sembra che quando può Lei fugga dalla "ridente Berlino" e venga in quel di Siena.
MD:Lei sa quante volte si vede, in un anno, il sole a Berlino?
 
DQ:posso immaginarlo. Non è possibile trasferire la Filarmonica di Berlino a Siena?
MD:lei scherza, ma ormai sono talmente tanti gli orchestrali stranieri che il legame con Berlino sta solo nel nome e nella tradizione.
 
DQ: forse anche nei finanziamenti. Comunque, in attesa che, tra 25 anni, vada in pensione, possiamo sperare che acquisti un casale in Toscana?
MD:ci sto provando: sto cercando qualcuno con cui dividere il rustico e le spese di acquisto.
 
DQ: Bene rendiamo pubblica la notizia. Chissà che  non si costituisca  qualche cooperativa femminile per partecipare.
E mi raccomando: sia deciso e non si lasci sfuggire altre occasioni, come ha fatto con Bellaria
 
Qui termina l'intervista che il Maestro Damiano ci ha fatto l'onore di concederci.
Gliene saremo sempre grati dicendoci fin d'ora disposti a fare qualsiasi cosa per lui (eccetto che presentargli la nostra fidanzata).
Lo ringraziamo anche a nome di tutti coloro che contattano il presente sito trepidamente desiderosi di sapere, in questo"Truman Show" del web, come si evolve la sua vita.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

"Egli è il gallo della Checca.
Tutte segue, tutte becca."
 
(Dulcamara:L'elisir d'amore)