

Badia
a Coltibuono
Costanti
- Montalcino
14
18 Agosto 2002
Ogni tanto mi capita di sentir
dire, a proposito dell' alta qualità del presente sito web: "Si vede che
(l'Editore n.d.r.) non ha proprio niente da fare".
Ebbene, mai dichiarazione fu più
falsa e calunniosa.
Dovete infatti sapere che, con l'
inizio dell'estate, quando tante persone cessano di produrre e vanno a
stravaccarsi pigramente sulle
spiagge :
e ad immergersi, accessoriati di tutto punto, nelle limpide acque del
Mediterraneo :
Egli entra in un vortice di impegni ed affronta una carico di lavoro
sovrumano, al punto che ci domandiamo come possa uscirne indenne.
Innanzi tutto il PALIO DI SIENA
gli porta, nei giorni intorno al 2 luglio e 16 agosto, torme di ospiti che Lui
deve accogliere, ospitare, intrattenere, accudire, vezzeggiare, coccolare: un
lavoro di pubbliche relazioni insomma, che stroncherebbe un elefante (ammesso
che gli elefanti facciano pubbliche relazioni) ma non LUI.
Poi il Maestro
Damiano con la sua Signora, che piombano in quel di Orgia e,
durante tutta la loro permanenza nel senese, mantengono dei ritmi da
tarantolati (vedere a questo proposito il prospetto
sui letti da loro cambiati in 13 giorni): Egli li deve intrattenere,
deve registrare meticolosamente le loro gesta, riportarle sul sito web
corredate di nutrita documentazione fotografica; ma non solo: deve mettere a
disposizione la sua casa che il celeberrimo Maestro usa come cesso pubblico,
albergo, ristorante, internet-point, centro fitness.
E ancora: gli fa da confidente,
consigliere spirituale, psicologo, sacerdote e chi più ne ha più ne metta,
quando il Maestro si trova alle prese con dei problemi: la qual cosa accade
assai spesso da quando ha intavolato una trattativa immobiliare estremamente
contrastata e complessa, tanto che, a più di due mesi da quando è
cominciata, non si è ancora capito bene che cosa stia comprando (un'
abitazione, dei magazzini, delle soffitte...?). A essere onesti dobbiamo
riconoscere che il Maestro Damiano ricambia i consigli dell'Editore (consigli
che si guarda bene del seguire, essendo l'Editore nulla più che una valvola
di sfogo) con dei consigli nella disciplina in cui è, senza ombra di dubbio,
la massima autorità vivente. Non pensate alla musica... vi sbagliereste di
grosso! Si tratta di consigli sui comportamenti sentimental-sessuali (a dire
il vero più sessuali che sentimentali).
Ebbene: come se questi enormi
carichi di lavoro non bastassero, il Nostro Editore, ormai da due anni,
si è impegnato nell'organizzazione del Festival MUSICA
E ROSSI TOSCANI, un Festival giunto alla sua terza edizione e che
già si sta facendo largo nel nutrito panorama dei Festival Europei.
Il suo ruolo è quello di
Direttore Artistico, "Pubblic Relation Man", fotografo, cronista
(ruolo che da quest'anno condivide col sottoscritto), storico. E' superfluo
ricordare che ha anche ideato ed aggiorna con puntualità il relativo sito
web: in sostanza è colui senza il quale il Festival non potrebbe mai tenersi.
Se consideriamo
che in questo vorticoso sovrapporsi di impegni, Egli trova anche il modo di
corteggiare qualche graziosa violinista :
(in modo
platonico, dice Lui, nonostante il Maestro Damiano lo inviti ad una maggiore
concretezza),
e tutto ciò nonostante una
dolorosissima lombalgia che ha origini lontane (vedi recensione alle NOZZE
DI FIGARO del 5 luglio 2002 ), dobbiamo riconoscergli uno spirito
di sacrificio, di abnegazione e un senso del dovere che non conosce eguali.
Ed adesso che tutti questi gravosi
impegni sono terminati è giusto che si goda, per i prossimi 10 mesi, il
meritato riposo.
Ma passiamo al Festival.
Esso si svolge, oltre che grazie
alla imprescindibile attività del nostro Editore, anche grazie al mecenatismo
di alcune illustri famiglie della landa senese, accomunate per lo più
dall'essere produttrici di vino pregiato: quest'anno le aziende che hanno
reso possibile l' allestimento del Festival sono state Bianchi
Bandinelli e Coltibuono (Chianti Classico), Fuligni e Costanti (Brunello di
Montalcino).
Esse provvedono ad ospitare i
musicisti, che possono così godersi una vacanza nella campagna toscana, e a
rifornirli di vino da consumarsi durante i ridenti inverni tedeschi. I
musicisti, quasi tutti membri della Filarmonica di Berlino o di complessi da
camera da essa scaturiti, non percepiscono alcun compenso in danaro. I
concerti sono rigorosamente "ad inviti" e non prevedono il pagamento
di un biglietto: un'organizzazione d'altri tempi...
Vengono programmati quattro i
concerti a stagione: quest'anno abbiamo ascoltato gli ultimi due.
Quello tenuto a Badia a Coltibuono il
14 agosto prevedeva l'esecuzione del movimento da quartetto D 703 e del
quintetto D 667 (più comunemente conosciuto come "la Trota") di
Schubert nonché del quintetto K 516 di Mozart (cui sono seguiti due bis
di Schubert e Beriot).
Interpreti: B. Hartog e R.
Schneider (violini) M. Hunter e S. Jandl (viole) A. Schneider (violoncello)
U.Wolf (contrabbasso) e S. Elibay (pianoforte)
Ottima l'esecuzione, precisa e
al tempo stessa fantasiosa e di ampio respiro.
Splendida la cornice risultante
dalla vecchia Abbazia, perfettamente restaurata, e dal meraviglioso paesaggio
naturale.
Buona l'acustica, pur
essendosi suonato all'aperto, essendo la corte, luogo dell'esecuzione,
circondata da edifici su tutti e quattro i lati.
Tra il pubblico, erano
presenti molti "compagni di merende" usi a scorrazzare il mondo alla
ricerca di buona musica.
Il tutto è terminato degnamente
con una cena preparata dalla Nostra Ospite la quale:
-è un'autorità in campo
gastronomico avendo scritto 30-40 libri di cucina tradotti in tutte
le lingue, tenendo corsi di gastronomia a Coltibuono (oltre e ad aver tenuto
corsi televisivi andati in onda nei cinque continenti)
- gestisce con la sua famiglia un
famoso ristorante
- produce ottimo vino e olio
- viaggia più di un aereo
intercontinentale
-è sempre presente in ogni
luogo del mondo dove si fa buona musica, tanto che viene frequentemente
immortalata dal Nostro Editore nel suo album fotografico.
In conclusione è una delle poche
persone capaci di competere, in quanto a ritmo di vita, col Maestro
Damiano.
Il concerto del 18 agosto è stato
organizzato dalla famiglia Costanti, anche se il concerto per motivi logistici
si è tenuto presso l'agriturismo degli Eredi Fuligni, tra i quali uno dei
maggiori esponenti è in noto Grapedotcom,
titolare della rubrica enologica del presente sito Web.
Gli interpreti, il clarinettista
W. Seyfarth e il pianista F. Dilaghi hanno presentato un programma di grande
interesse: il maestro Seyfarth, che tra l'altro ha il merito dei essere stato
il primo tra i Berliner Philharmoniker ad essere entrato in familiarità con
l'Editore, ha dato una lettura appassionata, senza peraltro
cadere nel "retorico", dello Schumann dei Fantasiestuke op. 73,
una lettura delicata e crepuscolare del Brahms della sonata op. 120 n. 2,
per concludere con una splendida esecuzione del Debussy giovanile della
Premiere Rapsodie.
Sono seguiti due bis: uno di
musica brasiliana, all'insegna del virtuosismo e dell' orecchiabilità, e il
secondo di Gershwin.
Al termine è stata offerta al
pubblico la consueta ottima cena con degustazione di vini pregiati.
Da notare che nonostante l'estate
sia stata caratterizzata da frequenti temporali, durante i concerti,
tutti tenutisi all'aperto, il tempo è stato ottimo ed uno splendido
cielo stellato ha impreziosito il contesto delle esibizioni.
Tutto perfetto allora?
Nient'affatto!
Il Festival quest' anno ha
presentato un gravissimo difetto.
Tra i tanti artisti che si sono
esibiti è mancato "in toto" il Maestro Damiano, il quale, pur
essendo presente nel senese a villeggiare, non si è esibito nemmeno in un bis
(come gli era stato chiesto) lasciando vedove le sue numerosissime
ammiratrici. Eppure tra i musicisti presentati sul sito web del Festival era
anch' Egli incluso, con tanto di nota
biografica e fotografia (quella in cui è venuto meglio) e
chiunque si è recato ai concerti sperava in una sua comparsa a sorpresa:
magari proponendo in prima mondiale una nuova opera per Lui realizzata dal
Compositore (quello con la C maiuscola), come avvenne lo scorso anno, quando
presentò l'ormai celeberrimo "Don
Damiano".
Invece niente!
Speriamo che certi disguidi non si
ripetano e che il Nostro Editore, nelle vesti di Direttore Artistico, sappia
fare le dovute pressioni (magari minacciando di negargli la finestra per
vedere il Palio o l'uso del suo bagno in San Prospero per fare pipì) perché
l' illustre musicista il prossimo anno lasci sul Festival la sua impronta, che
sarà come sempre indelebile.
