Anche quest'anno mi viene richiesto di scrivere dell'ormai celeberrimo Festival "MUSICA E ROSSI TOSCANI", giunto alla 4° edizione (5 concerti in programma quest'anno).

Poiché è argomento su cui poter versare i proverbiali fiumi d'inchiostro, ma d'altra parte poiché non voglio abusare della pazienza dei miei numerosi lettori, cercherò di essere sintetico, evitando di ripetere ciò che ho gia scritto a proposito del Festival 2002  limitandomi ha ricordare che esso si svolge grazie ad un sovraumano lavoro di organizzazione del Nostro Editore ed al benemerito mecenatismo di alcuni produttori di vino della provincia di Siena, tutti singolarmente indicati nel sito www.musicaerossitoscani.com al quale si rinvia anche per i programmi nel loro dettaglio.

Inoltre, per non perdermi in un tema così vasto e che dà origine a tanti spunti, limiterò la mia recensione agli aspetti principali e la suddividerò in tanti capitoletti (anche Proust, che pure, beato lui, non aveva a che fare col Nostro Editore col Maestro Damiano, suddivise "Alla ricerca del tempo perduto" in 7 romanzi).        

     

Conflitto d' interessi

Niente paura, non intendo affrontare temi politici; mi limito a porre una domanda: è legittimo, o comunque è opportuno, che un redattore recensisca i concerti di un Festival del quale il suo Editore è ideatore, organizzatore, direttore artistico, addetto alle pubbliche relazioni, fotografo, webmaster, archivista, autista, fattorino e chi più ne ha più ne metta? Evidentemente no, trovandosi il redattore in palese conflitto di interessi.

Quindi, penseranno i nostri numerosi lettori, niente recensione? Invece sì: per non essere licenziati in tronco anche quest'anno, in violazione delle più elementari regole deontologiche, scriveremo del Festival.

E per simulare una completa libertà di giudizio cominceremo proprio da ciò che quest'anno (ma dovrei dire "anche quest'anno") non ha funzionato.

 

Maestro Damiano

Chi avrà letto la recensione del 2002 si ricorderà che terminava con una critica feroce verso il Direttore Artistico: non aver inserito nel programma la partecipazione del Maestro Damiano. E vero che il Nostro Eroe è un po' lavativo e fa di tutto per non suonare; proprio per questo avevamo inviato il Nostro Editore ad usare ogni strumento, compresi i più abbietti, come il ricatto, per costringere il celebre fagottista/aro ad esibirsi, almeno in un bis.

Ebbene, nonostante i suoi sforzi, l'Editore ha fatto un buco nell'acqua. E dire che si è impegnato oltre ogni possibile immaginazione; ma anche stavolta il Maestro più amato dalle signore è riuscito a liberarsi dalla rete che gli era stata tessuta attorno e a sgattaiolare via.

Ma veniamo ai fatti:

- Il MD è giunto in Toscana il 28 di giugno;

- i primi giorni di luglio, anche a seguito della esplicita richiesta della ospite della serata, era stato proposto al MD di suonare un bis dopo il concerto del 10 agosto a Palazzo Pannocchieschi d'Elci;

- il MD in un primo momento non diceva di no ed accennava al tempo lento di un concerto di Vivaldi, il cui accompagnamento, nella versione per fagotto e piano, poteva essere suonato dalla di Lui fidanzata: la celebre JKK-Giugi, la quale oltre ad essere una valida cantante, una esperta aiuto-regista, una valente economista, e una grande attrice (le cui doti sono state da me magnificate nella recensione della  Boheme berlinese dello scorso maggio) è anche un'ottima pianista.

- il MD poneva peraltro un problema: mancava lo spartito di quel concerto nella versione per fagotto e piano.

- a questo punto scendeva in campo il Nostro Editore, il quale in pochi minuti andava in un negozio di musica a pochi metri da casa sua, dove avevano, guarda caso, tra le decine di concerti scritti da Vivaldi, proprio lo spartito chiesto dal MD; lo acquistavo e glielo consegnava; a questo punto il MD sembrava non avere più alcuna scusa per sottrarsi (si badi bene che siamo ancora ai primi giorni del mese di Luglio).

- il MD cincischiava, trascorreva le vacanze nel senese tra un bagno in piscina, una puntata al mare e una cena con l' Editore; tra il 12 e il 17 luglio andava a riposarsi (!?) a Nizza;  quindi si recava a bighelloneggiare a Courmayeur (30 luglio-8 agosto);

- il giorno 5 agosto il Nostro Editore, nella LUNGA E DISPENDIOSA ESTATE CALDA 2003 DEL MAESTRO DAMIANO, pagina web dove ha annotato con meticolosità tutte le gesta del Nostro Eroe, scriveva che avrebbe mangiato un pollo vivo (con tanto di penne) se il MD avesse suonato;

-  il MD tornava a Siena l' 8 agosto, lasciava trascorrere un altro giorno, e finalmente la mattina del 10 agosto (il giorno del concerto!!!) provava (o faceva finta di provare) con JKK, a casa della sorella dell’Editore la suddetta opera di Vivaldi mostrandosi poco soddisfatto;

- evidentemente l'Editore conosce bene i suoi polli, perché la sera il MD non suonava, per la disperazione delle sue ammiratrici e anche di chi scrive, che si sarebbe certamente divertito a vedere l'Editore mangiare la gallina viva.  

 

Dopo quanto detto sopra vi aspetterete che il MD non si sia presentato ai concerti. Ebbene: è venuto quasi sempre, ma a concerto finito per partecipare alla cena che concludeva la serata e ronzare intorno alle invitate:

   

solo al concerto alla villa di Geggiano, che per motivi atmosferici è stato rimandato di un ora, il MD, che non sapeva del posticipo, è arrivato in anticipo (sulla cena, naturalmente) ed è stato costretto a sorbirsi Suo malgrado il secondo tempo del concerto. 

 

Che dire: il direttore artistico deve avere maggiore polso, e, se da solo non ce la fa, chieda pure aiuto al commercialista-canterino:

(presente al concerto dell' 8 agosto), il quale, in qualità di Presidente del Consiglio d'Amministrazione di una nota Banca fiorentina, ha fatto avere al Nostro Eroe uno scoperto di conto corrente a tasso stracciato, ed in qualità di appassionato di musica desidera ascoltare la sonata KV 292 di Mozart, per fagotto e violoncello. O il Maestro la suona o il tasso raddoppia!

 

Fuligni

Personalmente ho assistito quest' hanno a due concerti: quello organizzato nella campagna di Montalcino dall'azienda Fuligni, ed in particolare da Grapedotcom titolare della rubrica enologica del presente sito web, e dalla famiglia Boscu Bianchi Bandinelli nella villa di Geggiano, vicino Siena.

Il concerto organizzato dall'Azienda Fuligni ha visto la partecipazione, tra tanta vipperia, del Ministro degli Interni tedesco Otto Schyli

(presente il giorno 14 Agosto anche al concerto di Badia a Coltibuono).

In programma musiche di Mozart: il quintetto KV 406 nella trascrizione per archi ad opera dello stesso Mozart, che lo aveva inizialmente composto per otto strumenti a fiato (Bernard Hartog e Rebecca Schneider violini, Walter Küssner e Matthew Hunter viole e Ansgar Schneider violoncello) e lo splendido quintetto per clarinetto ed archi KV 581 (in cui il clarinettista Walter Seyfarth ha sostituito Walter Küssner).

Che dire? spesso si viaggia per centinaia di chilometri e si spendono migliaia di euro per ascoltare musica che talvolta è anche eseguita mediocremente; poi ci accorgiamo che vicino casa, in luoghi splendidi, in un clima quasi familiare, e senza spendere un euro (ricordiamo che i concerti sono rigorosamente "ad invito" e che i musicisti non percepiscono alcun corrispettivo, se non in ospitalità e vino) possiamo ascoltare una musica eseguita con precisione e sentimento da interpreti di altissimo livello.

 

Geggiano

Anche il concerto ospitato dalla famiglia Boscu Bianchi Bandinelli si è avvalso di un contorno artistico e naturalistico che ha pochi eguali: la splendida villa di Geggiano con un bel teatro naturale nel parco.

Ospiti il padrone di casa e la moglie, Tatiana, una della 5 o 6 persone di cui il Nostro Editore sostiene di essere perdutamente invaghito; niente paura, non scopriamo alcun altarino: l' Editore lo dichiara candidamente al marito il quale non sembra preoccuparsi più di tanto. Povero Editore! Che scarso credito....

Ma veniamo al concerto: è cominciato con il quartetto per archi in re maggiore Hob III: 34 di Joseph Haydn, assai ben eseguito da Rebecca Schneider, Marietta Kratz, Matthew Hunter e Ansgar Schneider, ed è terminato con un'esecuzione del quintetto per pianoforte ed archi op. 34 di Brahms, da parte dei medesimi (eccetto Matthew Hunter sostituito da Walter Küssner) con al piano Noriko Sugiyama. Quest'ultima opera è stata la meno riuscita: forse gli interpreti non avevano avuto tempo per provar molto, forse ha inciso negativamente il posizionamento del pianoforte, troppo arretrato sul palcoscenico.

In mezzo alle due opere sopra citate è stata eseguita la sonata per violino e pianoforte di Brahms, op.108: ma di ciò parleremo nel capitolo che segue.

 

Frau Kratz

La sonata per pianoforte op. 108 di Brahms è stata eseguita da una graziosa violinista berlinese: Marietta Kratz (accompagnata al pianoforte da Noriko Sugiyama) che fu già oggetto delle nostre allusioni nella recensione del festival 2002.

Orbene: dovete sapere che lo scorso anno in Estate il Nostro Editore la accompagnò in giro per Siena in un tour turistico-culturale, durante l'inverno la ha ospitata per cinque giorni a casa Sua ed è poi stato a trovarla ad Amburgo, dove Ella suona nella Orchestra sinfonica NDR; e che è tornato entusiasta della città anseatica, arrivandone a magnificarne persino il clima (?) [tutto ciò è riportato nella recensione al concerto di Abbado a Reggio Emilia del  27 Febbraio 2003, alla quale si rimanda].

In breve si tratta di un'altra di quelle 5 o 6 persone di cui dicevo al capitoletto precedente.

C'è un problema: anche la signora in questione è coniugata ed il Nostro Editore pare che abbia ancora un minimo di senso morale che lo induce a non insidiare le signore sposate ne quelle molto più giovani di Lui (in questo naturalmente disapprovato dal Maestro Damiano); tra l'altro il marito della nostra violinista, già timpanista dell’orchestra di Bayreuth e tutt’ora di quella di Hannover, la ha accompagnata in queste vacanze italiane e si è mostrato estremamente gentile ed affabile con l' Editore, invece di trattare la sua pelle come la membrana dei timpani che gli passano sotto mano, come del resto l'Editore si sarebbe ampiamente meritato: perché anche se parla di "corteggiamento platonico", ha esibito con la medesima una familiarità a dir poco eccessiva (cosa ampiamente deplorata anche da Bitriscia).

Sta di fatto che l' Editore ci ha confidato di aver programmato un viaggio ad Amburgo a fine Settembre, mentre la Nostra Violinista ricambierà la visita a Novembre. Un comportamento ambiguo che, se ha una sua efficacia dal punto di vista terapeutico (quando c'è Marietta al Nostro Editore passa la lombalgia imperiale ormai divenuta cronica) rischia di gettare delle ombre nel rapporto tra la bella violinista e il marito, la qual cosa è proprio ciò che l'Editore non vuole. Dunque occhio Editore....!

Fin qui il gossip: ma alla villa di Geggiano ci siamo accorti che Frau Kratz sa anche suonare il violino avendoci regalato un'esecuzione dell'ultima sonata brahmsiana piena di sentimento, rendendo al meglio la natura melodica di quest'opera.

E tutto ciò nonostante abbia dovuto combattere con il vento e con due - dico due- vespe che le hanno ronzato intorno (anche loro!) per tutto il tempo e che ha dovuto scacciare con l'archetto, nel mentre che suonava (nemmeno Paganini...!).  

 

Tendenze

Presenti ai concerti personaggi pubblici e "compagni di merende".

           

Le cene sono state accompagnate dallo scorrere a fiumi di vino eccelso (ci mancherebbe altro...) che l'eletto pubblico ha apprezzato e di cui talvolta ha anche abusato.

Ma la tendenza dell'anno è senz'altro quella della ‘donna-Gorge Sand’: sicura di sè, col piglio del leader, interessata alle arti e (soprattutto) che fuma il sigaro.

   

 

Verso nuove avventure

Di fronte al grande successo che ha avuto il Festival si pone, come ogni anno, la preoccupazione di poterlo replicare negli anni successivi.

Sicuramente il Nostro Editore lavorerà egregiamente durante tutto l'inverno e metterà un piedi un programma eccellente. Però, poiché il parco della villa di Geggiano presenta un bellissimo teatro naturale, poiché spesso i grandi progetti che hanno lasciato un segno nella storia (si pensi al Teatro di Bayreuth) sono nati da idee che di primo acchito apparivano folli o comunque eccessivamente ambiziose e poiché, ad ogni modo, sognare non costa nulla, abbiamo proposto all' Editore-Direttore Artistico la rappresentazione di un'opera.

Per cominciare abbiamo suggerito "La Serva Padrona" di Pergolesi, che ha il vantaggio di richiedere un'orchestra di soli archi e solo 2 cantanti oltre ad un attore per il ruolo muto di Vespone.

Ci siamo  permessi anche di suggerire come regista la grande JKK-Giugi, che dopo numerose esperienze, ad altissimo livello, come aiuto-regista, è ormai pronta per il gran salto e per la promozione a Regista (senza il "vice" davanti). La medesima JKK potrebbe essere utilizzata come cantante (nel ruolo di Serpina) ovvero in quello muto di Vespone; è vero che è un personaggio maschile ma la Nostra, ormai sicuramente la numero 1 al mondo come attrice muta di opere liriche, dotata di adeguata parrucca e barba finta e truccata a dovere, può fare miracoli. 

Sapete che cosa ha risposto il Nostro Editore a questa proposta? "IL REGISTA LO FACCIO IO! La zoccola continui a fare l'aiuto-regista!"

Ma ci faccia il piacere ! E' arrivato alla fine di questa esperienza reggendo l'anima coi denti, tra attacchi di colite, lombalgia imperiale e vertigini che Gli hanno fatto rischiare di rinunciare al successivo viaggio musicale a Lucerna, e, nonostante tutto, vorrebbe aumentarsi il carico di lavoro! Questo vuol dire non conoscere i propri limiti. Di questo passo ce lo troveremo come cuoco alle cene post-concerto e forse vorrà anche servire in tavola.

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Ci auguriamo che gli amici sappiano frenare questi eccessi di solipsismo e lo inducano ad amministrarsi e a centellinare le sue sempre più scarse energie.