Ashkenazy
Teatro della
Pergola
Firenze
20 Ottobre
2003

Teatro della Pergola:
concerto dell' Orchestra di Padova e del Veneto con Vladimir Ashkenazy
direttore e solista; si trattava di una delle rare occasioni per ascoltarlo
nelle vesti di pianista, vesti che indossa assai raramente da quando ha deciso
di dedicarsi alla direzione d'orchestra (con risultati sicuramente inferiori).
In programma musiche di
Mozart: l' Adagio e Fuga K. 546 nella versione per orchestra d'archi, e i
concerti per pianoforte e orchestra K.271 "Jeunehomme" e K.466.
Premetto che l'esecuzione
è stata discreta anche per la parte orchestrale: il complesso veneto si è
esibito su un livello più che dignitoso e gli si possono perdonare le
incertezze emerse tra i fiati. Ashkenazy, quale direttore, ha una gestualità
orribile: non usa la bacchetta, le braccia che si muovono a scatti, le mani
rimangono per lo più chiuse a pugno, la testa è incassata tra le spalle, il
collo scompare: il risultato è però un suono compatto ed una esecuzione
sufficientemente variata nei tempi, che mai ha dato l'impressione di scadere
nella noia delle atmosfere pseudo-settecentesche tutte ciprie e merletti.
Ma naturalmente
l'attenzione era tutta rivolta al pianista: Ashkenazy non ha deluso mostrando
una suono sempre limpidissimo, improntato al classicismo più puro, ideale per
rendere in maniera splendida il concerto K 271; un po' meno (fermo restando un
livello d'eccellenza) per il concerto K 466 il cui lato più patetico,
drammatico, notturno è stato un po' sacrificato ad una lettura di apollinea
purezza.
