Cecilia
Bartoli
Mozarteum
,Salzburg
26
Agosto 2001
Il pubblico di Salisburgo ha i suoi beniamini: tra di
essi da quest'anno dobbiamo sicuramente annoverare Cecilia Bartoli il cui
recital ha riscosso un grande successo, al punto che, dopo un nutrito
programma (20 brani) e 4 bis, i presenti hanno continuato ad applaudire a
lungo quasi non volessero rassegnarsi al fatto che la stremata protagonista
ponesse fine alla propria esibizione.
Questa cantante ha sempre saputo selezionare il
proprio repertorio, predilgendo il barocco ed il classicismo e limitando le
sue escurzioni nel romanticismo: stavolta ha proposto un programma che ha
spaziato nel 18° e 19° secolo, ma evitando comunque arie "di
forza".
Ha cantato 4 arie di Mozart, tra cui "Un moto di
gioia" KV 579; alcune arie in lingua italiana di Schubert; tre canzoni di
Donizzetti (di cui 2 napoletane) e ancora Viardot-Garcia, Bizet, per
concludere entrambi i tempi con Rossini ("Giovanna d'Arco" e la
virtuosistica "La Danza" o "Tarantella").
Cecilia Bartoli non ha una voce particolarmente
potente ( in questo senso ci è parsa azzeccata la scelta quale sala da
concerto del raccolto Mozarteum anzichè della Grosses Festpielhaus):
punta pertanto sulla tecnica e su un'interpretazione piena di temperamento; la
prima emerge in forza di un magistrale controllo del fiato e di una notevole
agilità, della straordinaria capacità nelle mezze voci e nei pianissimi, la
seconda è governata da un fraseggio e da un'accentazione che fan sì che
ogni parola, per non dire ogni sillaba, vengono caricate di significato.
Queste caratteristiche vocali sono tutte emerse, e, se
ci sono stati alcuni errori e qualche disomogeneità, essi sono ampiamennte
giustificabili con le condizioni ambientali sfavorevoli: la serata era infatti
molto calda e con un tasso di umidità assai elevato (il Mozarteum è
privo di aria condizionata), tale da mettere a disagio gli spettatori;
figuriamoci la cantante...
Don Quichotte