Abbado

Teatro Manzoni

Bologna

28 Settembre2004

 

Bologna 28 settembre: ennesimo concerto di Claudio Abbado con la Mahler Chamber Orchestra; ed ecco tutti noi, compagni di merende, che, rischiando di essere tacciati di culto della personalità, ci siamo recati ad ascoltarlo.

Il concerto è iniziato con l’ouverture della Nozze di Figaro eseguita in modo originale, ma non senza qualche sbavatura.

E’ seguito il concerto n. 21, K 467 per pianoforte ed orchestra di Mozart con solista Murray Perahia, secondo me il massimo interprete mozartiano vivente, che ha optato per una lettura calibrata, intima, autunnale, ponendo (in particolar modo nei primi due movimenti) in secondo piano gli aspetti brillanti di questa pagina e privilegiando i momenti più cantabili. Un’esecuzione splendida da parte sua, che volendo cercare il pelo nell’uovo, non mi è parso che legasse perfettamente con la lettura di Abbado caratterizzata da un’agogica nervosa.

Il concerto si è concluso con la prima sinfonia di Beethoven eseguita in modo teso e compatto.

Come bis uno splendido Mendelssohn (dal Sogno di Una Notte di Mezza Estate): un’ esecuzione febbrile, con tempi velocissimi.

Per concludere non possiamo non menzionare la presenza del Nostro sempre più malandato Editore, che lamentava la recente rottura di un molare. Quando ci ha detto che il fattaccio era accaduto mangiando la pastasciutta abbiamo pensato che a casa sua usi una cottura un po’ troppo al dente; ma quando ha precisato che il dente rotto non era quello utilizzato per la masticazione ci siamo convinti definitivamente che sta perdendo i pezzi ogni giorno di più (in realtà l'Editore il dente se lo è rotto mezz'ora prima del concerto al ristorante n.d.E.).

Ma niente paura: per nulla demoralizzato si è fatto riappiccicare provvisoriamente il dente, e, dopo un salto a Firenze per farsi tagliare l’ennesima unghia incarnita, è partito in dolce compagnia verso la Costa Azzurra per qualche giorno di meritata vacanza (?!).  Un riposo assai opportuno perché tra poco piomberà in Toskana l’ipercinetico Maestro Damiano che, siamo certi, nonostante i recenti problemi prostatici che Lo hanno costretto a sottoporSi ad una fastidiosissima visita,

non avrà certo perso i Suoi ritmi da tarantolato; e se l’Editore vorrà starGli dietro per narrarNe le gesta, come è suo dovere fare, avendo preso tale impegno verso i suoi numerosi lettori, dovrà dare fondo alle ormai scarsissime energie rimastegli.