Come ogni anno, coll'
approssimarsi del Natale, la Banca Del VECCHIO di Firenze ha organizzato un
concerto in concomitanza con la consegna delle borse di studio assegnate
dall'omonima Fondazione.
Naturalmente quando si pensa a
concerti come questi, al di fuori dei grandi circuiti musicali ed avulsi da
programmi organizzati professionalmente, si può dubitare della loro qualità.
Ma in questo caso coloro che sono stati invitati non avevano nulla da temere:
si da' infatti il caso che il Presidente del Collegio Sindacale della Banca,
nonché Consigliere della Fondazione, non sia un professionista
qualsiasi, bensì una persona di grande competenza musicale; persona tra
l'altro assai nota ai frequentatori di questo sito poiché il nostro Editore
ne ha fatto il protagonista del quiz "CONOSCI L' OPERA?", al
quale potete accedere cliccando sull'immaginetta qui sotto.
Si può accedere alle immagini
seguendo anche il percorso: Album / Trappole / Fotomontaggi / Un Cantante.
Come agli internetnauti più
attenti non sarà sfuggito, il Nostro ricopre i ruoli più disparati, passando
senza alcuna fatica da quelli di basso (per es.Sarastro)
,
ai ruoli baritonali (il Figaro rossiniano)
,
a quelli tenorile (Radames)
,
non temendo di affrontare parti da tenore eroico wagneriano (Sigmund)
,
ma trovando nella propria ugola addirittura il registro di mezzosoprano
(Cherubino)
e
riuscendo ad interpretare indifferentemente più personaggi della stessa
opera; per esempio Otello e Iago

,
come facevano in teatro qualche decennio fa i grandi Vittorio Gasmann e Salvo
Randone, scambiandosi ogni sera la parte.
Ha tentato addirittura di rubare
il ruolo a che scrive impossessandosi della vesti del Don Quichotte di
Massenet
:
ma lo abbiamo già perdonato.
Questo multiforme personaggio,
forte della sua amicizia con alcuni dei membri della Filarmonica di Berlino,
ha chiamato a suonare il Quintetto di fiati di detta orchestra, composto da
Michael Hasel (flauto), Andreas Wittmann (oboe), Walter Seyfarth (clarinetto e
trade union tra il complesso e l'organizzatore) Fergus McWilliam (corno) e
Henning Trog (fagotto), rinforzati dalla brava pianista Cordelia Hofer (mi
raccomando, non chiamatela Cornelia, che si arrabbia...).
Il caso ha voluto che il flautista non
sia potuto arrivare a Firenze a causa della neve che aveva bloccato
l'aeroporto di Monaco di Baviera; quindi è stato necessario mutare il
programma, essendo stato riproposto quello eseguito la sera prima in un
concerto tenutosi a Badia di Coltibuono, nella residenza di campagna di una
nota mecenate che permette ogni anno lo svolgimento del qui più volte
decantato Festival MUSICA E ROSSI TOSCANI
.
A mio parere la sostituzione è
piovuta come il cacio sui maccheroni: infatti al posto di una serie di brani
di Mozart, per lo più non originali, ma arrangiati per quintetto per fiati,
abbiamo ascoltato, preceduti dal semisconosciuto, ma piacevole quartetto per
oboe, clarinetto, corno e fagotto op.8 n° 2 di Karl Stamitz, due dei
caposaldi del repertorio (a dire il vero poco ampio) del quintetto per piano e
fiati: i quintetti in mi bemolle maggiore di Beethoven e Mozart.
Il primo è un opera giovanile che
il maestro di Bonn scrisse avendo come punto di riferimento il secondo, che
Mozart aveva composto a 28 anni (nel 1784); un capolavoro quest'ultimo, che
raggiunge l'apice dell' espressività nel larghetto centrale, e del quale
l'autore stesso ebbe a dire "lo considero la cosa migliore che abbia
scritto" ( e aveva già scritto l'Idomeneo, Il Ratto dal Serraglio, la
sinfonia concertante per violino, viola e orchestra, tutti i concerti per
violino, sedici concerti per piano, tutte le sinfonie eccetto le ultime
quattro).
Il concerto è stato di alto
livello, sia per la precisione degli interpreti (cosa che non era nemmeno
da mettere in dubbio vista l'orchestra di provenienza), sia per la cura del
fraseggio, per l'amalgama delle linee musicali dei singoli strumenti, senza
che si perdesse però la percezione dei timbri di ciascuno di essi, e per
l'espressività profonda, in assenza della quale opere come queste
rischierebbero di sembrare noiose.
Il pubblico ha applaudito a lungo,
anche se a mio parere l'esecuzione avrebbe meritato ancor più entusiasmo.
D'altra parte nei concerti ad inviti non tutti coloro che partecipano sono
melomani.
E' inutile dire che era presente,
in grande spolvero, il Nostro Editore,

(che
è, ahimè, quello a sinistra e non quello nel mezzo) il quale, superata una
fastidiosa lombalgia provocata dalle fatiche della realizzazione di un
mastodontico Presepe ( fortunatamente non cura personalmente la realizzazione
dell'Albero di Natale, se no disboscherebbe l' intera Amazzonia), era venuto a
rendere omaggio ai suoi amici organizzatori e musicisti.
Per le foto della serata potete
cliccare sull'immaginetta qui sotto.
Per concludere una primizia, che
nulla ha a che vedere con la serata, ma che interesserà certamente i nostri
numerosi lettori.
L'Editore è stato raggiunto al
termine del concerto da una telefonata del Maestro Damiano
, che comunicava che a
Torino il Compositore (con la C maiuscola) ha composto IL VALZER DELLE MONTE
per
fagotto e pianoforte.
Siamo sicuri che quest'opera, che
è già stata incisa dai due illustri maestri e che sarà presto disponibile
su questo sito web, scalerà ben presto tutte le classifiche e diverrà,
come l'ormai celeberrima DON DAMIANO, una dei caposaldi della storia della
musica del terzo millennio.