Jarvi

Teatro Comunale

Firenze

31 Maggio 2003

 

 

Firenze: concerto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta da Paavo  Jarvi; dopo averlo sentito dirigere il Fidelio ne avrei fatto anche a meno, ma ormai avevo il biglietto….

Il concerto si è tenuto al teatro Verdi; era la prima volta che ci andavo da quando è stata realizzata la nuova cassa armonica sul palcoscenico: mi è parso che l’acustica ne abbia guadagnato in maniera evidente.

 

L’interesse del concerto è stato tutto rinchiuso nella prima parte, dove venivano presentate opere poco note,  a me completamente sconosciute, e che mi sono piaciute.

Il CANTUS IN MEMORIAM BENJAMIN BRITTEN per orchestra d’archi, di ARVO PART composto tra il 1977 e il 1980, è un opera paradigmatica di un’ autore che, dopo aver abbracciato la tecnica “seriale” l’ ha abbandonata (grazie a Dio) per crearsi, a seguito dello studio e del ripensamento della musica antica (polifonia, musica medievale, canto gregoriano), uno stile affatto personale, la “tintinnabulazione” basato su un continuo fluire di suoni nell’ambito di una ritmica  statica.

 

Il CONCERTO PER ORCHESTRA (del 1954) di WITOLD LUTOSLAWSKI (autore del quale avevo ascoltato opere di una noia mortale) è un’evidente omaggio a Bela Bartok, autore di una composizione dallo stesso titolo.

Anche l’opera del compositore polacco, suddivisa in tre movimenti, trae spunto da materiale tematico popolare ed è organizzata in modo rigoroso all’interno di schemi formali facilmente riconoscibili: un’ opera gradevole in cui si rinviene anche l’influenza di Prokof’ev.

 

La seconda parte dello spettacolo prevedeva l’esecuzione della IV SINFONIA di BRAHMS: una scelta che ha costretto il direttore estone a confrontarsi con i molti suoi grandissimi colleghi che hanno inciso questo capolavoro.

Ne è risultata un’interpretazione che a momenti dignitosi ha alternato evidenti cali di tensione; un’esecuzione disarticolata e senza particolari voli, che non ha lasciato traccia.