Jurovski
Teatro
Comunale
Firenze
8
Marzo 2003

Se gli spettatori del concerto
di Tate non riempivano più della metà del Teatro Comunale di Firenze, con il
concerto della settimana successiva, diretto da Vladimir Jurowski, le cose
sono andate ancora peggio: sarà per il fatto che era il giorno della Festa
della Donna, e molte rappresentanti del gentil sesso erano a festeggiare al
ristorante, sarà che era la serata finale del Festival di Sanremo e molte
persone sono rimaste davanti al televisore (anche se pensavo che i due generi
musicali si rivolgessero a "target" diversi) sarà che il programma
proposto non era abbastanza stuzzicante per l'ultraconservatore pubblico
fiorentino, sta di fatto che, ad occhio, non più del 30% dei posti (ad essere
generosi) erano occupati.
E ciò nonostante si
esibisse uno dei direttori più interessanti della nuova generazione che già
aveva dato buona prova di sè, qui a Firenze, nel marzo 2000, quando diresse
tra l'altro il concerto in re magg. per la mano sinistra per piano e orchestra
di Ravel e la cantata di Aleksandr Navskij di Prokof'ev: si prospettano brutti
periodi per la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino se il suo pubblico
mostra una tale disaffezione e si reca ai concerti solo se i programmi
sono ultrapopolari.
Anche stavolta Jurowski ci ha
regalato un buon concerto: dopo il poema sinfonico "L' Isola dei
Morti" di Rachmaninov eseguito rendendo bene l'atmosfera brumosa e
funerea che lo pervade, era in programma il 1° concerto per violino ed
orchestra di Prokof'ev col giovane violinista Ilya Gringolts che lo ha
affrontato senza ostentazioni di virtuosismo ed evidenziandone gli aspetti più
intimi; il direttore ha accompagnato con discrezione.
Quanto alla quinta sinfonia di
Prokof'ev è stata eseguita puntando sull'evidenziazione dei molteplici
colori orchestrali; avremmo preferito una maggiore varietà agogica, ma
comunque è andata bene anche così.
