Die Meistersinger
Teatro
Comunale
Firenze
7 Maggio 2004

Il 67° Maggio Musicale
Fiorentino è stato inaugurato con l'Opera I Maestri Cantori di Norimberga di
Wagner.
Si è trattato di un buon
spettacolo, sia dal punto di vista scenico che musicale; rimane semmai da dire
che non si trattava di una prima assoluta essendo stato ripreso un
allestimento del Covent Garden di oltre 10 anni fa.
La scena riproduceva
quanto descritto nelle didascalie wagneriane, ma in modo stilizzato e giocando
su macchie di colore intensi ricostruite attraverso il gioco delle luci.
I costumi erano
tradizionalissimi e coloratissimi; in essi nonché in certe scene di massa (in
particolare quella della baruffa con personaggi che si calano dall'alto e
dalle finestre) mi è sembrato di ravvisare una citazione della pittura di
Brueghel.
I cantanti si sono mossi
sul palcoscenico in modo che ne è risultata ben evidenziata la
caratterizzazione di ciascuno.
Quanto all'aspetto
musicale Metha ha ben diretto l'Orchestra del Maggio Musicale, con
leggerezza, in un' ottica che ha privilegiato la sottolineatura dell'intreccio
dei rapporti umani, ed evitando una lettura monumentale ed ipertrofica.
Il cast non ha presentato
cantanti di eccezionale livello ma si è mantenuto su una media più che
dignitosa, che, in un'opera come questa e con i tempi che corrono, non è poca
cosa.
Ricorderò un discreto
(anche se di personalità non straripante) Jan-Hendrik Rootering (Sachs), che
sostituiva l'indisposto Franz Hawlata, un ottimo e ben timbrato Robert Dean
Smith (Walter), un dignitoso Jorg Schneider (David) e un misurato Dietrich
Henschel che di Beckmesser ci ha dato un'immagine umanizzata: non il solito
cattivo, acido e malmostoso, ma un debole, vittima prima di tutto di se
stesso.
Quanto alle interpreti
femminili, Ermine May (Maddalena) si è fatta preferire ad Emily Magee (Eva)
che pur essendo una veterana di questo ruolo ne ha dato una lettura asettica e
ha mostrato talvolta una voce poco ferma.
