Metha

Teatro Comunale

Firenze

10 Ottobre 2003

 

Firenze: la IX di Beethoven diretta da Metha costituiva uno spettacolo di grande richiamo che ha fatto registrare il tutto esaurito e un gran successo di pubblico.
Da parte mia devo dire che non ho ancora ascoltato la IX di Beethoven "della vita": anche quella di Metha, pur mantenendosi in generale su buoni livelli, mi Ŕ sembrata un po' "discontinua".
Si Ŕ trattata di un' interpretazione nell'alveo di quelle "classiche" che ha evitato l'esasperazione dei contrasti dinamici e la dilatazione dei tempi proprie delle letture "romantiche".
Ottimo il movimento lento, la cui linea musicale Ŕ stata svolta esaltandone la cantabilitÓ; buono il trio in cui il direttore ha ben dipanato le polifonie dei fiati; mi sono piaciuti anche i momenti pi¨ meditativi dell'ultimo movimento: in particolare il "Seid umschlungen Millionen" aperto con i tromboni che assumevano sonoritÓ da Dies Irae, per poi sciogliersi in una atmosfera rasserenata.
Al contrario il primo movimento, affrontato con un tempo assai rapido, pur non essendo brutto, mi Ŕ sembrato rientrasse tra quelle interpretazioni di Metha un po' superficiali; il suono era pulito, l' esecuzione formalmente corretta ed al di sopra degli standards abituali ma dava poche emozioni: alta routine, ma pur sempre routine. 
Ed in certi passi dell'ultimo movimento Metha non Ŕ riuscito a sfuggire al rischio, sempre in agguato in questa opera, di un'esecuzione un po' "bandistica".
L' orchestra - che non Ŕ certo un'orchestra beethoveniana - ha suonato su un livello superiore alla media delle sue esibizioni, mentre il coro ad un livello inferiore, sempre proteso verso il "forte" e povero di sfumature (come giÓ nel recente Trovatore).
In conclusione: un 'esecuzione con luci ed ombre, certamente non inferiore a quella di Chung dello scorsa stagione e nettamente superiore a quella fracassona di Sinopoli di qualche anno fa (per limitare i paragoni alle ultime esecuzione della IX di Beethoven al Comunale).
Assente l'Editore che era andato a bagordeggiare col Maestro Damiano a Positano (stavolta senza nemmeno perdere il portafogli).