Metha
Teatro
Comunale
Firenze
27 Marzo 2004

Zubin Metha ha proseguito
nell' esecuzione dell'integrale delle sinfonie di Beethoven, accostando la
prima e l'ottava sinfonia alla quinta.
Il direttore indiano
affronta questo repertorio con un suono elegante, nel solco del più puro
classicismo viennese, senza mai sbilanciarsi verso tempi particolarmente
veloci (all'Abbado, tanto per intenderci) nè particolarmente lenti e senza
esasperare la dinamica del suono, evidenziando i vari piani sonori delle
diverse sezioni orchestrali, e rendendo assolutamente intelleggibili le linee
degli strumenti a fiato.
L'orchestra in generale
ed i fiati in particolare hanno suonato al di sopra del loro abituale
standard.
Si è trattato di una
lettura ideale per quelle sinfonie così dette minori come la prima e l'ottava
ed anche per l' andante della quinta, mentre in quei movimenti della quinta
sinfonia più drammatici e monumentali è mancato qualcosa.
In ogni caso è stato un
concerto godibile che, chi non aveva altro da fare, ha fatto bene a sentire;
ma ancor meglio ha fatto il Nostro Editore, che, mollato il Maestro Damiano in
Toskana, è andato a sollazzarsi, in dolce compagnia, in quel di Positano,
nell'ormai a noi tutti familare albergo Syrenuse, con una donna bella,
simpatica e sopratutto paziente.
[Qui avrei voluto che
l'Editore avesse messo un po' di foto di Lui e Signora, ma questi, dispettoso
com'è, sicuramente non lo avrà fatto. N.d.R.]
