Metha

Teatro Verdi

Firenze

8 Giugno 2003

 

Firenze: concerto della Bayerisches Staatsorchester diretta da Zubin Metha (suo direttore principale fino al 2006, quando sarà rilevato da Kent Nagano); in programma musiche tratte da opere di Wagner.

Si è trattato di un concerto che  definirei “divertente”.

L’orchestra di Monaco di Baviera, per senza assurgere ai livelli eccelsi dei Berliner o dei Wiener è una buona orchestra ed ha Wagner nel suo DNA (in queste stagioni ha in programma l’intero “Ring” con Metha sul podio).

Ci ha regalato un’ouverture del Rienzi caratterizzata da un attacco lento e pensieroso con un suono degli archi che si gonfiava, a divenire sempre più corposo, e da un allegro in cui venivano esibiti, senza pudore, gli eccessi un po’ bandistici della scrittura orchestrale; una lettura nitida (anche se con qualche pesantezza), dei preludi al I e III atto del Lohengrin; una toccante esecuzione del Preludio e morte di Isotta; un interpretazione di pagine orchestrali del Crepuscolo degli Dei caratterizzata dal bel suono ma anche dalla drammaticità; ed una sfavillante lettura dell’ ouverture dei Maestri Cantori di Norimberga. 

Il tutto all’insegna di una visione romantica ed estranea a ripiegamenti decadenti: con dei momenti di virtuosismo orchestrale, talvolta un po’ “esteriore” e con alcuni eccessi fonici, come a Metha può capitare. Ma in questo caso ci poteva anche stare, essendo tratti i pezzi eseguiti da opere differenti, e non essendo pertanto necessario darne un’ esecuzione coerente con la chiave di lettura scelta per l’opera.

Bis d’obbligo: una “guizzante” esecuzione della Cavalcata delle Walkirie.

Presente tra il pubblico il commercialista-canterino con signora e cognata.

Assente il Nostro Editore che aveva deciso di snobbare questo concerto e non aveva comprato il biglietto: a posteriori ha fatto bene perché quel giorno presentava un quadro clinico drammatico in cui campeggiavano minacciose la VERTIGINI IMPERIALI. Preoccupato gli ho telefonato per avere maggiori notizie sul suo precario stato di salute e mi sono sentito rispondere che non era in casa: era uscito. Evidentemente le vertigini tanto imperiali non erano…