Metha - Lupu

Teatro Comunale  Firenze

11 Gennaio 2002

 

Il concerto con cui il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha inaugurato il 2002 era di particolare interesse per la statura degli interpreti.

L'Orchestra del Maggio era diretta da Zubin Metha e, in veste di solista, si esibiva il celebre pianista rumeno Radu Lupu.

Dico subito che il concerto è stato ottimo e male ha fatto il Nostro Editore a perderlo.

 

Ciò che mi incuriosiva di più era l'esecuzione del 4° concerto per pianoforte ed orchestra di Beethoven.

Lupu, le cui caratteristiche precipue sono la morbidezza del tocco e la varietà del fraseggio ne ha dato un'interpretazione del tutto originale, scegliendo tempi lenti (il secondo, splendido movimento, è stato allargato ai limiti del possibile) e accentuandone l'aspetto lirico, immergendolo in un clima sognante, rinunciando ad ogni a tentazione virtuosistica, ma lontano anche dalle interpretazioni all'insegna di un asciutto classicismo.

Metha ha accompagnato con discrezione e con efficacia il pianista.

 

Assai interessante anche l'esecuzione delle opere solo orchestrali, anche se connotate da una scelta interpretativa assolutamente diversa da quella del concerto beethoveniano.

Infatti sia le due brevi opere di Stravinskij, Feu d'artifice op. 4 e Circus Polka (quest'ultimo scritto per un balletto di elefanti del circo Barnum) sia la suite sinfonica "Sheherazade" di Rimskij-Korsakov esaltano quel virtuosismo orchestrale di cui Metha è tra i maggiori esponenti: per cui non dobbiamo meravigliarci della sfavillante esecuzione.

Per ottenere la quale non sarebbe comunque bastato il direttore il direttore indiano: era necessaria anche un' ottima orchestra come si è dimostrata quella del Maggio, non solo negli assieme ma anche nei numerosi interventi solistici.

 

Una postilla che non riguarda specificamente il concerto: ho la sensazione che quest'orchestra, che un tempo mi sembrava suonasse bene con i buoni direttori e male con i mediocri, stia piano piano crescendo,  potendo giungere a buoni risultati anche in quel repertorio che gli è meno familiare.

Un esempio: tra la brutta esecuzione della terza sinfonia di Beethoven di 5 anni fa (direttore Bychkov) e l' eccellente esecuzione dell'Eliah di Mendelssohn (sul podio Roberto Abbado) di meno di un anno fa, il miglioramento è evidente.

Attendiamo perciò speranzosi le ulteriori evoluzioni.  

Don Quichotte