Nozze di Figaro

Teatro Alighieri Ravenna

5 Luglio 2002

 
 
Solo poche righe per LE NOZZE DI FIGARO ascoltate a Ravenna: si tratta infatti dello stesso spettacolo a cui abbiamo assistito lo scorso anno, il 23  giugno, a Vienna (e al cui commento rimandiamo); stessa Orchestra, i Wiener Philharmoniker (splendido il loro suono, specialmente negli archi, di una morbidezza ineguagliabile), stesso direttore, Riccardo Muti, stessa regia di Strehler, ripresa da Michael Heltau, stesso cast.
Si trattava quindi di un meccanismo oliatissimo ed infatti ne è risultato uno spettacolo splendido.
 
Ci limitiamo ad evidenziare le differenze notate rispetto all'esecuzione viennese:
Riccardo Muti ha scelto anche stavolta tempi rapidissimi, intervallati da  alcune oasi cantabili (Voi che sapete...; deh vieni non tardare...; entrambe le arie della contessa). Però, a fronte della lettura "cameristica" viennese, ho notato un suono più corposo, un volume più alto, che all'inizio dell'opera ha messo in difficoltà Tatiana Lisnic (Susanna), la quale già di per sé ha una voce  piccola, che ha cominciato cantando piuttosto ingolata; col tempo, scaldandosi la voce, si è ripresa migliorando la propria emissione, mentre Muti, nel contempo, ristabiliva l' equilibrio col palcoscenico.
Per il resto l'esecuzione ha ricalcato in tutto quella dello scorso anno al punto che Melanie Diener, oggi come allora, ha eseguito la sua prima aria in maniera poco convincente per migliorare nell'esecuzione della seconda.
Bene gli altri cantanti con una menzione particolare per l'eccelso Figaro di Carlos Alvarez. 
 
Da rilevare infine la presenza del Nostro Editore, nonostante il riacutizzarsi, dopo anni di tregua, di una dolorosa lombalgia, causata, narra la leggenda, dal maleficio di una fattucchiera della quale non è lecito neanche nominare il nome, la quale, sedotta ed abbandonata dal Nostro, si vendicò infliggendogli il malanno.
Come se non bastasse il mal di schiena, Egli ha avuto il viaggio disturbato da un singolare contrattempo: era già partito per Ravenna quando è stato raggiunto da una telefonata del Maestro Damiano (a che servono i cellulari...) che non trovava il proprio portafogli. Il prezioso oggetto è stato rinvenuto nella macchina dell'Editore (dove giaceva da due giorni). Questi ha dovuto invertire la marcia per tornare a Siena e riconsegnarlo al Maestro e quindi recuperare la strada per Ravenna.
L'accaduto ci porta ad individuare due caratteristiche dell'ormai celeberrimo fagottista/aro:
1) la distrazione: probabilmente dovuta allo stress "da trattativa" sulla casa ad Orgia; lo comprendiamo, visto che non è ancora chiaro se al prezzo offerto acquisterà 2 appartamenti di complessivi 200 mq., ovvero un appartamento di 100 mq. con altri 100 mq. di soffitte non abitabili.
2) Ia bassissima propensione alla spesa: non si spiegherebbe altrimenti come possa stare due giorni senza portafogli non accorgendosene.