Solo poche righe per LE NOZZE DI
FIGARO ascoltate a Ravenna: si tratta infatti dello stesso spettacolo a
cui abbiamo assistito lo scorso anno, il 23 giugno, a Vienna (e al
cui commento rimandiamo);
stessa Orchestra, i Wiener Philharmoniker (splendido il loro suono,
specialmente negli archi, di una morbidezza ineguagliabile), stesso direttore,
Riccardo Muti, stessa regia di Strehler, ripresa da Michael Heltau, stesso
cast.
Si trattava quindi di un
meccanismo oliatissimo ed infatti ne è risultato uno spettacolo splendido.
Ci limitiamo ad evidenziare le
differenze notate rispetto all'esecuzione viennese:
Riccardo Muti ha scelto anche
stavolta tempi rapidissimi, intervallati da alcune oasi cantabili (Voi
che sapete...; deh vieni non tardare...; entrambe le arie della contessa). Però,
a fronte della lettura "cameristica" viennese, ho notato un
suono più corposo, un volume più alto, che all'inizio dell'opera ha messo in
difficoltà Tatiana Lisnic (Susanna), la quale già di per sé ha una
voce piccola, che ha cominciato cantando piuttosto ingolata; col tempo,
scaldandosi la voce, si è ripresa migliorando la propria emissione, mentre
Muti, nel contempo, ristabiliva l' equilibrio col palcoscenico.
Per il resto l'esecuzione ha
ricalcato in tutto quella dello scorso anno al punto che Melanie Diener, oggi
come allora, ha eseguito la sua prima aria in maniera poco convincente per
migliorare nell'esecuzione della seconda.
Bene gli altri cantanti con una
menzione particolare per l'eccelso Figaro di Carlos Alvarez.
Da rilevare infine la presenza del
Nostro Editore, nonostante il riacutizzarsi, dopo anni di tregua, di una
dolorosa lombalgia, causata, narra la leggenda, dal maleficio di una fattucchiera
della quale non è lecito neanche nominare il nome, la quale, sedotta ed
abbandonata dal Nostro, si vendicò infliggendogli il malanno.
Come se non bastasse il mal di
schiena, Egli ha avuto il viaggio disturbato da un singolare contrattempo: era
già partito per Ravenna quando è stato raggiunto da una telefonata del
Maestro Damiano (a che servono i cellulari...) che non trovava il proprio
portafogli. Il prezioso oggetto è stato rinvenuto nella macchina dell'Editore
(dove giaceva da due giorni). Questi ha dovuto invertire la marcia per tornare
a Siena e riconsegnarlo al Maestro e quindi recuperare la strada per Ravenna.
L'accaduto ci porta ad individuare
due caratteristiche dell'ormai celeberrimo fagottista/aro:
1) la distrazione:
probabilmente dovuta allo stress "da trattativa" sulla casa ad
Orgia; lo comprendiamo, visto che non è ancora chiaro se al prezzo offerto
acquisterà 2 appartamenti di complessivi 200 mq., ovvero un appartamento di
100 mq. con altri 100 mq. di soffitte non abitabili.
2) Ia bassissima
propensione alla spesa: non si spiegherebbe altrimenti come possa stare due
giorni senza portafogli non accorgendosene.
