Peter Grimes

Teatro Comunale

Firenze

26 Ottobre 2002

 

Dopo l'inaugurazione della stagione con una Manon Lescaut tutto sommato deludente, il Teatro Comunale di Firenze ha presentato un ottimo spettacolo: il PETER GRIMES di Benjamin Britten, coprodotto con il Saito Kinen Festival e diretto da Seiji Ozawa.
 
Peter Grimes Ŕ uno dei personaggi pi¨ complessi dell' opera lirica: un pescatore che tratta con rudezza ai limiti della violenza i suoi apprendisti, fino a essere involontaria concausa della loro morte. Fu creato da George Crabbe, poeta inglese vissuto a cavallo del 1800: Ŕ uno dei personaggi del poema "The Borough", ambientato in un villaggio di mare del Suffolk: Ŕ rappresentato come un violento, psicopatico, con tendenze al sadismo; Montagu Slater, il poeta comunista cui Britten affid˛ la redazione del libretto, lo vedeva come il prodotto della societÓ capitalistica, ed individuava nel desiderio di arricchirsi l'origine della suo violento sfruttamento degli apprendisti; Slater a seguito dei suggerimenti di Britten stesso e del suo compagno, il cantante Peter Pears, che sarÓ anche il primo interprete di Peter Grimes, fu costretto controvoglia a modificare il carattere del personaggio, spostandone il baricentro dal sociale al privato: Peter ci appare innanzi tutto un diverso, un paradigma dell' incomunicabilitÓ.
Caratteristica fondamentale dell'opera Ŕ la sua coralitÓ: infatti oltre al protagonista e ad Ellen, la donna che Peter vorrebbe sposare una volta fatta fortuna (e a cui Britten affida le parti pi¨ melodiche), Ŕ presente una moltitudine di personaggi che, pur  con una propria autonomia, definiscono i loro caratteri specchiandosi gli uni negli altri, e che formano un personaggio complesso quale Ŕ la gente del borgo, che, con le sue regole, i suoi pettegolezzi, le sue ipocrisie, finisce per annientare Peter.
 
La messa in scena fiorentina ha presentato pi¨ di un elemento degno del massimo apprezzamento: in primis la direzione di Ozawa; il direttore giapponese per trenta anni Ŕ stato il direttore musicale della Orchestra Sinfonica di Boston, ed ha quindi affrontato per lo pi¨ un repertorio sinfonico: dal 2002 ha assunto la carica di direttore musicale dell' Opera di Vienna.
Ha dato una lettura nitida, tersa, nervosa e bene ha reso il senso di ineludibilitÓ del destino di Peter Grimes; unico appunto: talvolta l'orchestra copriva un po' le voci.
Ottima l' orchestra, che in quest'opera Ŕ protagonista, avendole riservato l'autore sei interludi marini, che hanno acquisito una loro autonomia nel repertorio sinfonico.
Quanto ai cantanti, Philip Langridge non ha certamente un timbro di voce che  pu˛ definirsi "privilegiato", ma Ŕ stato un interprete superlativo ed ha optato per un a resa "lirica" del personaggio, aliena da qualsiasi eccesso drammatico.
Christine Goerke non mi Ŕ sembrata vocalmente sicura, ma ha saputo rendere con intensitÓ il personaggio di Ellen; buono il Balstrode (vecchio e saggio marinaio del villaggio) di Alan Opie.
Gli altri interpreti, tutti di madre lingua, hanno saputo fondersi e ben rappresentare la comunitÓ del villaggio.
Ottimo il coro.
 
Quanto alla parte visiva (regia di David Kneuss scene costumi e luci di Sara G. Conly e John Michael Deegan) essa era assai tradizionale, con un rispetto delle didascalie quasi letterale, ma assai valida nel rendere i movimenti delle masse e soprattutto il senso di incombenza della comunitÓ sul diverso e non accettato Peter.
 
Gran successo di pubblico che ha riempito il teatro, il che non Ŕ cosa da poco, considerando il titolo non certamente popolare e la "modernitÓ" dell'opera (la prima fu nel 1945).