Pollini

Teatro dei Rozzi Siena

11 Agosto 2002

 
 
Per la terza estate consecutiva Maurizio Pollini ha tenuto un concerto a Siena nel piccolo Teatro dei Rozzi: in programma le sonate op.10 n° 3 ed op.13 (Patetica) di Beethoven e il secondo libro di preludi di Debussy.
Premetto due considerazioni:
-Pollini è stato e continua ad essere uno dei migliori pianisti del mondo, e lo ha dimostrato anche in questo concerto, anche se, a tratti, ha adottato alcune scelte interpretative che non sempre mi sono piaciute.
-se 10 anni fa aveva ancora delle mani infallibili, riuscendo a superare difficoltà trascendentali senza il più piccolo errore, oggi qualche piccolo pasticcio e qualche nota sporca ci scappa, ma questo non incide certo sul giudizio complessivo dell' interpretazione.
 
Ciò premesso devo constatare che il suo Beethoven, dalle sonorità di proporzioni sinfoniche e sempre teso ad evidenziare la struttura delle linee musicali, è stato splendido nei movimenti lenti mentre non mi ha convinto in particolar modo nel primo movimento della sonata op. 10 n° 3, affrontato ad un tempo velocissimo; e comunque anche altrove la sua lettura è risultata talvolta nervosa, irregolare, piena di sussulti a causa dell'esasperazione di certi fortissimi e di certi sforzati.
Quanto a Debussy, chi aveva in mente le interpretazioni di Benedetti Michelangeli e di Gieseking, leggere, liquide, dove i suoni si rifrangono, sfumano, cambiano di colore, in una musicalità che fu definita "impressionista" si è trovato di fronte a qualcosa di completamente diverso; abbiamo ascoltato una lettura più nitida, proiettata verso il futuro, essendo evidenziata ogni dissonanza e ogni asperità della scrittura musicale: una lettura originalissima che il alcuni casi (Feux d'artifice) ha funzionato, mentre in altri (Feuilles mortes) mi è parsa francamente eccessiva, sembrando di ascoltare Berg.
 
Gran successo di pubblico e quattro bis: un Debussy e tre Chopin, cavallo di battaglia del Maestro che lo eseguito come sempre a livelli superlativi.