La seconda opera che ho avuto occasione di ascoltare durante il mio soggiorno a Monaco di Baviera (4 luglio) è stata I PURITANI di Bellini. Si è trattato del classico "one man show" o meglio, nel caso di specie, un "one woman show", essendo la rappresentazione incentrata sulla partecipazione di Edita Gruberova, che interpretava il ruolo di Elvira.
Questa cantante, giunta ormai al 33° anno di carriera, ha dato ancora prova delle sue eccezionali  capacità vocali ed ha dimostrato (nonostatante qualche piccolo errore sul quale si può tranquillamente sorvolare) un controllo del proprio strumento che ha dell'eccezionale. Purtroppo dal punto di vista espressivo non si può dire la stessa cosa essendomi sembrata la sua interpretazione piuttosto inerte.
Inoltre un'opera come I Puritani non può reggersi solo sul soprano e gli altri interpreti non hanno consentito all'opera di decollare: Alstair Miles era un Giorgio piuttosto anonimo; Gregory Kunde (Arturo)  ha dato la sensazione di dover forzare ogni volta che affrontava le note più acute del suo difficile ruolo; Paolo Gavanelli, applauditissimo, mi è sembrato piuttosto grossolano.
La direzione di Marcello Viotti mi è parsa all'inizio piuttosto pesante e dai tempi eccessivamente allentati, specie momenti "marziali"; poi col passare del tempo ha preso quota e nell'ultimo atto ha saputo rendere bene le atmosfere scure e nebbiose  che caratterizzano quel momento dell'opera, garantendo, comunque, sempre, un buon rapporto tra orchestra e palcoscenico.
Le scene erano tradizionali ed apprezzabili.
La regia, di Jonathan Miller, piuttosto banale e tale da non lasciare segno.
             
                                                                                     Don Quichotte