Il Ratto del Serraglio

Teatro della Pergola

Firenze

26 Maggio 2002

 

 
 
 
 
 
In occasione del 65░ Maggio Musicale Fiorentino il Teatro Comunale ha proposto il divertente Singspiel mozartiano "Il Ratto dal Serraglio", che era assente da Firenze dal lontano 1969, quando fu presentato nella storica regia di Strehler con la direzione di Zubin Metha.
Il direttore indiano era l'unico musicista presente anche nel cast di oggi, coadiuvato da un gruppo di giovani e bravi cantanti.
Ne Ŕ risultato uno spettacolo divertente, piacevole, in cui comicitÓ e sentimento si sono alternati senza pause; tutto ci˛ grazie soprattutto appunto a Metha che ha diretto con sicurezza e senso del teatro, evitando i rischi che sono sempre presenti nell'esecuzione delle opere di Mozart: la pesantezza, la uniformitÓ di ritmo, l'autocompiacimento nella realizzazione del particolare perdendo di vista l'arco complessivo.
 
In tutto ci˛ ha avuto la sua parte la regia del tedesco Eike Gramss (che  giÓ aveva dato ottima prova di sÚ nel Falstaff rappresentato a Monaco di Baviera lo scorso anno). Anche qui i cantanti si sono mossi in una scenografia "a basso costo" costituita da pannelli che rappresentavano architetture e motivi moreschi e che scorrevano in modo che lo sfondo potesse mutare a seconda delle necessitÓ. Protagonista dell'azione scenica anche un coccodrillo, guardiano dal fossato dell' abitazione del PasciÓ e protagonista di varie gags.
 
Buona la compagnia di canto con al vertice Rainer Trost, Belmonte dalla voce salda ed intonata, e Eva Mei, una Konstanze un po' fredda all'inizio, ma che, col trascorrere dell'opera, mostrava tutto il suo temperamento risolvendo ottimamente le due arie del secondo atto.
Mehrzad Montazeri affrontava ed eseguiva bene il non difficile ruolo di Pedrillo; Patrizia Ciofi mostrava una voce piccola, ma sufficiente per il ruolo di Blonde. Quanto ad Osmino nella rappresentazione cui ho assistito era interpretato da Bjarni Thor Kristinsson, che ha disegnato dignitosamente un personaggio giocando tutto sulla recitazione e sul fraseggio anche a costo di sacrificare qualcosa nell'omogeneitÓ dell'emissione. Nella "Prima" il ruolo era rivestito dal suo interprete storico, l'istrionico Kurt Rydl, che, a giudizio del Nostro Editore (presente, in gran forma, a due rappresentazioni) Ŕ stato superlativo.
Bravo anche Markus John nel ruolo non cantato di Selim PasciÓ.