Rigoletto

Teatro Comunale

Firenze

1 Novembre 2003

 

Comunale di Firenze:  Rigoletto nella regia di Graham Vick. 
Si trattava di una coproduzione con il Teatro Real di Madrid e con il Liceu di Barcellona che in Spagna aveva fatto discutere. Mi sembrata una messa in scena con della buone idee alternata a delle incongruenze e a vistose cadute di gusto.
Funzionale la scena formata da due pareti semicircolari concentriche che ruotavano e dentro le quali si venivano a formare i vari ambienti.
Buona l'idea di porre all'esterno delle pareti, all'inizio del primo atto, molte donne in fila, sedute, come esposte "in vetrina"; e all' inizio del secondo atto appese alle pareti come fossero trofei di caccia: il tutto a ricordarci quanto il Duca di Mantova sia un libertino assatanato di sesso. La qual cosa veniva ribadita ad ogni sua apparizione: quando corteggia la contessa di Ceprano accompagnando la mano di lei sulla patta; quando la figlia di Monterone introdotta bendata e si inginocchia davanti a lui, seduto, apprestandosi ad un rapporto "orale"; quando liquida Giovanna, la donna che dovrebbe sorvegliare Gilda, non con la consueta moneta ma con un a pacca sul sedere; quando, in vestaglia leopardata, accoglie Gilda in camera e consente ai cortigiani di porre uno specchio davanti la letto in modo da poter vedere le sue performances erotiche, nel mentre che gli stessi cortigiani osservano il tutto da piccole finestrelle sulle pareti.
Una regia in cui il sesso evidenziato sopra il rigo, cos come l'aspetto della violenza: i cortigiani sono dei teppisti che dopo aver rapito Gilda scrivono sulle pareti della sua casa la parola "TROIA" e che irridono Rigoletto anche dopo aver appreso che la rapita la figlia: a questo punto le parole del protagonista: "D'una tal vittoria... Che?... Adesso non ridete?..." Risultano assolutamente incongrue.
Al sesso e al voyerismo si aggiunge nell'ultimo atto il sado-maso, con  Maddalena che si pone come "dominatrice" del Duca in una scena francamente ridicola (ed in fatti parte del pubblico ride); se aggiungiamo che segue una pomiciata in cui Lui se ne sta impacciato con la spada in mano dobbiamo concludere che tutto l'ultimo atto presenta limiti evidenti.
Altra scelta sopra il rigo la descrizione fisica di Rigoletto: sappiamo bene che gobbo; ma rappresentarlo con la testa bitorzoluta, tipo Elephant Man, e con le carni piagate che vengono ostentate nel secondo quadro del I atto, quando Gilda lo deterge, mi sembrata una scelta esagerata ed autocompiaciuta.
Una regia quindi tesa a evidenziare gli aspetti pi crudi ed estremi dell'opera.
Quanto alla parte musicale la direzione di Fabio Luisi stata corretta, con la preferenza per tempi trattenuti, ma non molto coerente con le asprezze della regia.
Ho ascoltato la compagnia di canto principale eccezion fatta per Carlos Alvarez (che un nostro autorevole collega
 
 
 
ha giudicato superlativo) sostituito nel ruolo di Rigoletto da Alberto Gazale che ha reso magistralmente il personaggio nei suoi aspetti paterni e nei suoi ripiegamenti interiori, mentre quando doveva esprimere ira (Cortigiani vil razza dannata; S vendetta, tremenda vendetta...) qualcosa mancato.
Il duca di Mantova era Ramon Vargas: voce non particolarmente potente ma usata benino; purtroppo, essendo di madre lingua spagnola, esibiva un fastidioso "sigmatismo" (difetto nel pronunciare la esse comunemente definito come "lisca") tale da far sembrare che cantasse con una patata in bocca. Comunque con quello che passa oggi il convento, poteva andare.   
Svetla Vassileva molto bella e ha una voce discreta, anche se certi acuti escono "scoperti":  ha interpretato in modo piuttosto inespressivo "Caro nome..." ed in modo molto pi coinvolgente "Tutte le feste al tempio...". Scenicamente mi apparso incoerente il fatto che quando il padre la invita a non parlare con nessuno ha dei gesti di fastidio, per non dire di ribellione, mentre appena entra in scena il Duca fa tante corsettine stereotipate del genere "Oddio che sto facendo".
Peter Sidhom stato un Monterone poco autorevole; Natela Nicoli una discreta Maddalena; Mario Luperi uno Sparafucile ottimo vocalmente e splendido scenicamente.