Roberto Abbado

Teatro Comunale

Firenze

28 Febbraio 2004

 

 
Nel marzo 2001 l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino eseguì l'oratorio Elias di Mendelsshon sotto la direzione di Roberto Abbado: fu una delle sue migliori esibizioni. Pertanto, ritornando a Firenze questo direttore, ho deciso di andare ad ascoltarlo: stavolta il concerto è stato più che dignitoso ma certamente non al livello del precedente.
Il programma si è aperto con  due opere di Schnittke, compositore deceduto solo sei anni fa: si è trattato di opere ruffiane, che utilizzano un linguaggio ben comprensibile anche per  il pubblico più tradizionalista: la prima "Ritual" del 1984, consiste in un crescendo della massa orchestrale al cui culmine fa capolino, alla campane tubolari, il tema dell'Internazionale, cui segue un ripiegamento fino a terminare in pianissimo; del tema dell' Internazionale, a dire il vero,  ho letto sul libretto di sala ed ho capito quando appariva perché in quel momento le campane tubolari sono state puntate ad un fascio di luce, ma, nel clangore del "tutti"  orchestrale, non sono riuscito a percepirlo acusticamente.
La seconda opera di Schnittke, "(K)ein Soommernachtstraum (Not after Shakespeare)" del 1985 è un omaggio alla musica viennese di Mozart e Schubert: di fatto un tema scritto in uno stile che richiama questi due autori, che passa da una sezione all'altra dell'orchestra subendo della variazioni: piacevole ad ascoltarsi, ma se si pensa alla data di composizione non si può che non rimanere perplessi.
E' seguita la Fantasia Corale in do minore di Beethoven in cui il direttore ha accompagnato in maniera affettuosa, ma senza particolare tensione, il bravo pianista Pietro De Maria.
Il concerto è terminato con la cantata op. 78 "Aleksandr Nevskij" di Prokof'ev, tratta dalla musica da composta per l'omonimo film del regista Sergej Ejzenstejn (quello della Corazzata Potemkin di fantozziana memoria): si è trattato di un'esecuzione scintillante, che ha esaltato le capacità virtuosistiche dell'Orchestra del Maggio, a discapito dello scavo interiore nell'anima popolare russa, che avevo invece apprezzato nell'esecuzione di Vladimir Jurowsky (Firenze- marzo 2000) 
 
Venendo agli aggiornamenti sul Nostro Editore dobbiamo constatare con rammarico che Egli, dopo essere apparentemente guarito dall'influenza, ha avuto una ricaduta.
Fortunatamente erano presenti in quel di Orgia, in una delle loro innumerevoli vacanze, la Fida Ninfa JKK  e l'Infido Satiro Maestro Damiano, i quali lo hanno amorevolmente assistito recandosi quotidianamente a trovarlo nell'Eremo di San Prospero, proponendogli tisane e medicine alternative che l'Editore, ingenerosamente e sdegnosamente, ha sempre rifiutato.
E' proprio vero che chi ha il pane non ha i denti!
Noi, almeno la tisana allo zenzero, preparata dalla Divina Attrice con le sue dolci mani, l'avremmo sorseggiata voluttuosamente.