Tate

Teatro Comunale

Firenze

1° Marzo 2003

 

 

Il concerto diretto da Jeffrey Tate tenutosi a Firenze si è svolto in un Teatro Comunale desolantemente semi-vuoto, a dimostrazione che pubblico fiorentino cerca sempre le opere note e si lascia intimorire da programmi meno frequenti.
Un errore: sia perché quello proposto era comunque di grande interesse ed impaginato con coerenza, sia perché l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino aveva già dimostrato di avere feeling con questo direttore, con il quale si è sempre espressa al meglio.
Anche stavolta i risultati sono stati ottimi soprattutto nei brani di apertura e chiusura del concerto, entrambi tratti dal repertorio inglese: la sinfonia da Requiem di Brirtten, il cui primo tempo è stato affrontato con una lentezza "straniante" dal direttore che si è poi scatenato nel tempo intermedio, una specie di scherzo al limite del grottesco, che ci ha ricordato Sostakovic, un cui tema della Lady Macbeth del Distretto di Mzensk mi è sembrato sia  scopertamente citato.
Quanto alle Variazioni Enigma di Elgar, Tate ce le ha restituite alternando una lettura intima ed elegiaca nelle più lente, alla pompa un po' retorica di altre, al virtuosismo orchestrale delle più veloci.
La parte centrale del programma prevedeva due opere di Schumann per coro ed orchestra: il Nachtlied 0p.108 eseguito in modo raccolto e sfumato e il Requiem per Mignon op.98b, un po' penalizzato dal fatto che le parti soliste non erano eccelse.