Le Troyens
Teatro
Comunale
Firenze
18
Maggio 2002
Il 65° Festival del Maggio
Musicale Fiorentino è stato inaugurato con l'opera Les Troyanes di
Berlioz.
Si tratta di una coproduzione con
l'Opera di Stato Bavarese: avevamo già visto questa messa in scena lo scorso
anno a Monaco di Baviera e, per quel che riguarda la parte scenica, rimandiamo
a quanto scritto in quell'occasione.
Rispetto all'edizione bavarese
dobbiamo peraltro sottolineare le seguenti differenze:
1) L' opera è stata rappresentata
divisa in due opere separate :"LA PRISE DE TROIE" e "LES
TROYENS A CARTHAGE", con biglietti distinti ed eseguite la prima di
pomeriggio e la seconda la sera, ovvero due sere consecutive.
Questa scelta può trovare una
giustificazione sia nel fatto che le prime rappresentazioni dell'opera ebbero
luogo così suddivise (nel 1863 vennero rappresentati gli ultimi 3 atti, nel
1879 i primi 2 e solo nel 1891 la versione integrale in 5 atti) sia
nella regia, che imposta in modo assolutamente diverso i primi due
atti dagli ultimi tre; riteniamo peraltro preferibile la rappresentazione di
"Les Troyanes" come un'opera unica; inoltre, una volta optato
per una rappresentazione in due opere distinte sarebbe stato coerente far
precedere "LES TROYENS A CARTHAGE" dall'esecuzione del preludio
orchestrale composto appositamente da Berlioz in occasione appunto dell'
esecuzione degli ultimi tre atti, nel 1863; ciò a Firenze non è invece
avvenuto.
2) Fermo restando che per quanto
riguarda l'aspetto scenico confermo il giudizio dato dopo l'esecuzione di
Monaco, vale a dire che ad un valido regia nei primi due atti ne è seguita
una mediocre negli ultimi tre, devo riconoscere che il regista Graham Vick ha
apportato alcune correzioni che hanno evitato almeno le cadute nel
ridicolo. Infatti il pubblico fiorentino non ha riso, come era accaduto a
Monaco. In particolare è stata modificata la coreografia del
balletto-pantomima all'inizio del IV atto, vera pietra dello scandalo della
rappresentazione bavarese. Tra le modifiche va purtroppo notato che è stato
eliminato il nudo integrale presente a Monaco, essendo stata pudicamente
rivestita la donna che, proprio nel balletto, che stava sdraiata, immobile, al
centro della scena: bene ha fatto quindi il Nostro Editore a non assistere
allo spettacolo, dato che sarebbe venuto solo per godersi quel momento.
3) Nel libretto di sala abbiamo
letto un' intervista in cui il regista ci spiega l'impostazione de "LES
TROYENS A CARTHAGE".
Il terzo atto ove i Cartaginesi
appaiono vestiti tutti uguali, di colore giallo canarino, rappresenta una
sorta di comune o di città dell'"Utopia" consacrata al lavoro, dove
Didone, vestita come gli altri, è una prima inter pares. Conosciuto l'amore
lo prepone all'interesse comune è ciò spiega l'atmosfera godereccia del IV
atto (un prato verde acceso con sulla sfondo il mare azzurro, 2 sdraio
sulla riva, enormi fiori bianchi e uomini che gustano champagne).
Confesso che non avevo capito
questo "messaggio" (peraltro assai pessimista se vuol farci
intendere che l'amore esclude il buon governo)
4) La parte musicale è stata
inferiore rispetto a Monaco sia per la direzione di Zubin Metha che,
pur mantenendosi su buoni livelli, mi è sembrata più discontinua, alternando
momenti splendidi (la pantomima di Andromaca) a momenti meno riusciti
(la musica che ha accompagnato il balletto all' inizio del IV atto mi è
sembrata eseguita con una certa pesantazza).
Sicuramente inferiore la compagnia
di canto: Jon Villars (Enea) ha cantato pur essendo visibilmente
indisposto (come annunciato prima dello spettacolo); Nadja Michael (Cassandra)
era affetta da un evidente e fastidioso vibrato; Violeta Urmana (Didone) ha
cantato bene ma non ha coinvolto; bene i personaggi minori tra i quali
una menzione particolare merita il bravo Bo Skovhus (Corebo).
In conclusione una realizzazione
ambiziosa di un'opera che richiede un grande dispiegamento di mezzi e che a
Firenze non era mai stata rappresentata, ma il cui livello è stato inferiore
a quello che ci si deve aspettare per una Prima di un Festival prestigioso
come quello fiorentino.