Impressioni
sul Tannhauser viennese.
Staatsoper Vienna 22
Giugno 2001
Avendo intrapreso il viaggio a Vienna per ascoltare
"Le Nozze di Figaro", il Tannhauser non era altro che un
riempitivo.
Mi aspettavo uno spettacolo mediocre come spesso accade
per le opere di repertorio dei teatri tedeschi, rappresentate
con scene e regie vecchie, riprese senza prove ed affidate a direttori
di seconda linea.
Sono pertanto rimasto felicemente sorpreso di aver
ascoltato e visto uno spettacolo assolutamente godibile.
Le scene erano tradizionali, rispettose delle
didascalie wagneriane e assolutamente funzionali (specie nei
rapidissimi cambi di scena imposti dallo scomparire e dall'apparire
del Venusberg).
La regia (ripresa da Otto Schenk) estremamente curata,
idonea a svelare la psicologia dei personaggi.
Il ruolo del titolo era ricoperto da Jon Frederic West:
un tenore americano specializzato in ruoli wagneriani, che avevo giā
ascoltato a Salisburgo come Tristano.
Ora come allora ha cantato "in crescendo",
facendo dimenticare con un ottimo "racconto" qualche
disomogeneitā iniziale.
Bo Skovhus era Wolfram von Eschenbach: non č
certo dotato dello squillo di metallo ma č un ottimo fraseggiatore e
ha reso il proprio personaggio con molta sensibilitā.
Un po' meno bene le donne: Yvonne Naef ha cantato bene
ma le mancava la sensualitā che Venere deve avere; anche
Elisabeth Maria Wachutka mi č sembrata una Elisabeth un po' anonima.
Dietfred Bernet ha diretto con mano sicura, forse, in
alcuni momenti, con qualche pesantezza di troppo.
Comunque mi č parsa una esecuzione assai accurata e
divertente nell'alveo della tradizione.
Ottima l'acustica della Staatsoper.
Don Quichotte