Lo strano caso delle famiglie d'Albergo

 

 

 

Tra il XIII ed il XIV secolo in alcune città del Piemonte e della Liguria comparvero degli organismi civici denominati Alberghi che riunivano compagnie o associazioni di Nobili, volute dai quei patrizi che si opponevano alla invasione della democrazia, oppure per far fronte ad altre famiglie più numerose e potenti. Queste siffatte organizzazioni assumevano il nome di una tra le più influenti famiglie presenti fra loro, oppure ne sceglievano uno di comune accordo. I primi così fatti Alberghi nacquero a Chieri proprio nel XIII secolo.

A Genova, infatti, i Guerci, i Passii, i Pignatari, i Delle Vigne, i Lengueglia, i Mangiavacche, i Tartari ed i Labanis formarono l’Albergo degli IMPERIALI. Sempre a Genova, come viene riportato nel Codice Nobiliare Italiano, i Nobili, illos tantum quos publicæ famæ testificatione tales esse cognovimus, presenti negli ordinamenti cittadini, formulati con intenti prevalentemente politici, si riunirono, prima in settantaquattro, poi in quarantuno ed, infine,  in ventotto di questi Alberghi o famiglie registrate in un apposito Liber Nobilitatis, detto anche Libro d’Oro. Ai soli componenti di questi alberghi erano riservati gli uffici ed il governo della Repubblica. Nella città ligure, nel 1414, si contavano, da tempo, ben settantaquattro alberghi suddivisi in otto compagnie con particolari stemmi e vessilli, qui sotto riportati:

 

1.      Castello, di azzurro al castello d’argento sormontato da una bandiera bianca con una croce rossa.

 

2.      Macagnana, partito d’azzurro e d’argento.

 

3.      Piazza Longa, d’argento al palo d’azzurro.

 

4.      San Lorenzo, di rosso pieno.

 

5.      Porta, d’argento alla torta di rosso, caricata di una P d’argento.

 

6.      Sussilia, d’argento alla banda di rosso.

 

7.      Porta Nuova, inquartato d’azzurro e d’argento.

 

8.      Borgo di Pré, palato d’azzurro e d’argento di otto pezzi.

 

Già nel XIV secolo questi alberghi deliberavano nella piazza del Duomo ed in quella del Palazzo Pubblico. Nel 1528, dopo l’epidemia di peste e per altre sventurate vicissitudini, come già detto, erano, definitivamente, ridotti in ventotto alberghi:

 

 I.      SPìNOLA, con 12 famiglie;

 II.      De FORNARI, con una sola famiglia;

III.      DORIA, con 5 famiglie;

IV.      Di NEGRO, con 8 famiglie;

 V.      USODIMARE, con 3 famiglie;

VI.      VIVALDI, con 5 famiglie;

VII.      CICALA, con 4 famiglie;

VIII.      MARINI, con 5 famiglie;

IX.      GRILLO, con 2 famiglie;

X.      GRIMALDI, con 5 famiglie;

XI.      NEGRONE, con 3 famiglie;

XII.      LERCARO, con 6 famiglie;

XIII.      LOMELLINO, con 4 famiglie;

XIV.      CALVI, con 7 famiglie;

XV.      FIESCHI, con 7 famiglie;

XVI.      PALLAVICINO, con 5 famiglie;

XVII.      CYBO, con 6 famiglie;

XVIII.      PROMONTORIO, con 2 famiglie;

XIX.      De FRANCHI, con 24 famiglie;

XX.      PINELLI, con 8 famiglie;

XXI.      SALVAGO, con 10 famiglie;

XXII.      CATTANEO, con 11 famiglie;

XXIII.      IMPERIALI, con 8 famiglie;

XXIV.      GENTILE, con 9 famiglie;

XXV.      INTERIANO, con 6 famiglie;

XXVI.      SAULI, con un numero incerto di famiglie;

XXVII.      GIUSTINIANI, con 18 famiglie;

XXVIII.      CENTURIONE, con 8 famiglie;

 

Con la riforma del 1528, inoltre, fu stabilito che le famiglie aggregate ai ventotto Alberghi riprendessero gli originari cognomi, eccezion fatta per quelle che avevano il permesso di mantenere il patronimico e le insegne delle famiglie cui erano state aggregate.  Nella metà del 1600 gli Alberghi avevano già perso la loro importanza sociale e politica