Il cavallo

Storia non autorizzata di un grande amico dell’uomo

 

Nel Medioevo europeo uomini in armi a cavallo si pongono al servizio di un re o di un signore feudale in cambio del dominio su un territorio o dietro compenso, come mercenario. Sono di nobile famiglia e cresciuti al servizio del signore locale come paggi, vengono investiti della carica di cavaliere attraverso il cerimoniale del giuramento di fedeltà e di imposizione della spada.

A partire dal XV secolo la carica di cavaliere venne conferita anche ai civili come titolo onorifico per opere di rilievo civile pubblico con o senza il meraviglioso elemento caratterizzante l’etimo della parola stessa: il cavallo.

La famiglia degli equidi appartiene all'ordine dei perissodattili. Famiglia di mammiferi, nei perissodattili troviamo il cavallo domestico e tre gruppi di mammiferi non domestici: quello delle zebre, originarie dell'Africa; quello degli asini (l'onagro, il kian e gli asini selvatici africani); e quello costituito dal cavallo di Przewalski (Equus caballus przewalskii), ormai estinto allo stato brado. Questi è l'unico vero cavallo selvatico e si incrocia con il cavallo domestico producendo progenie fertile. Gli altri cosiddetti cavalli selvatici, presenti in varie parti del mondo, sono i discendenti di cavalli domestici tornati allo stato brado.

L'evoluzione del cavallo può essere ricostruita attraverso la documentazione fossile a partire da Hyracotherium, un piccolo mammifero erbivoro eocenico, Hyracotherium, che aveva le dimensioni di una volpe, possedeva zampe anteriori con quattro dita e zampe posteriori tridattile. Durante l'Eocene comparvero in Nord America e in Eurasia diverse specie e generi affini, e successivamente le specie eurasiatiche si estinsero, mentre quelle americane diedero origine, nell'Oligocene, al genere Mesohippus. Nel Miocene Mesohippus venne sostituito da Hypohippus e da Anchitherium, che si ritiene abbiano poi colonizzato l'Eurasia provenendo dal Nord America. Altri discendenti di Mesohippus furono Miohippus e Merychippus; questo secondo genere sviluppò denti dalla corona alta, che gli consentivano di nutrirsi pascolando l'erba e non brucando le foglie. Fra i discendenti di Merychyppus, nel Pliocene, troviamo Hipparion, che si diffuse dal Nord America all'Eurasia, e Pliohippus, che sembra essere il progenitore del moderno genere Equus. Nel Pleistocene sembra che il genere Equus si sia diffuso dal Nord America all'Eurasia, all'Africa e al Sud America. In seguito gli equidi americani si estinsero, forse a causa di malattie. Al principio dell'età della Pietra gli equidi erano molto abbondanti in Europa, come dimostra il ritrovamento di scheletri nelle caverne abitate dall'uomo, in numero tale da far ritenere che questi animali venissero spesso uccisi a scopo alimentare. Nel Neolitico, quando l'Europa era in larga misura coperta dalle foreste, il numero dei cavalli diminuì notevolmente. Fra i resti dell'età del Bronzo sono stati rinvenuti morsi e altri finimenti, che testimoniano chiaramente come in questo periodo i cavalli fossero ormai diventati animali domestici.

La caratteristica anatomica più evidente del cavallo moderno (Equus caballus) è il fatto che le quattro zampe poggiano ciascuna su un unico dito. Questa particolarità fa di esso un membro dell'ordine dei perissodattili, insieme al rinoceronte e al tapiro. Il dito del cavallo, che corrisponde al medio della mano dell'uomo, è molto grosso ed è protetto anteriormente e di lato da uno zoccolo corneo. Al di sopra dello zoccolo vi sono gli abbozzi del secondo e del quarto dito.

Il cranio del cavallo è allungato e le ossa facciali sono lunghe il doppio del cranio. La colonna vertebrale è composta da 7 vertebre cervicali, 18 vertebre dorsali, 6 lombari, 5 sacrali e 15 caudali. I cavalli hanno 44 denti: 3 incisivi, 1 canino, 4 premolari e 3 molari su ciascun lato di ogni arcata. Gli incisivi, usati per strappare l'erba, crescono in forma di semicerchio. Fra il canino e i premolari vi è un intervallo pronunciato, nel quale viene messo il morso quando l'animale viene cavalcato o guidato. Tutti i denti hanno corone lunghe e radici relativamente corte. Il cavallo ha uno stomaco semplice e la fermentazione degli alimenti fibrosi ha luogo in una tasca a fondo cieco, il cieco appunto, analoga all'appendice degli esseri umani e situata alla giunzione fra il tenue e il crasso. In un cavallo di grossa taglia il cieco può avere una capacità di circa 38 litri. Benché sia il maschio che la femmina del cavallo siano sessualmente maturi dall'età di due anni, raramente essi vengono fatti riprodurre prima dei tre anni. La gestazione dura circa 11 mesi e solitamente nasce un solo puledro. La nascita di due gemelli è una vera rarità e nella storia sono stati registrati pochissimi parti trigemini o quadrigemini.

I cavalli possono procedere ad andature molto diverse, alcune delle quali, artificiali, vengono insegnate all'animale dall'uomo. Per convenzione si classificano le andature simmetriche, nelle quali l'appoggio delle due zampe anteriori è separato da intervalli di tempo uguali; e le andature asimmetriche, in cui tali intervalli non sono uguali. Andature simmetriche conosciute ai più sono, in ordine crescente di velocità, il passo, l'ambio e il trotto.

Al passo il cavallo muove le zampe nel seguente ordine: anteriore sinistro, posteriore destro, anteriore destro, posteriore sinistro; all'ambio l'animale muove insieme gli arti di sinistra e poi quelli di destra, mentre al trotto vengono mosse all'unisono le zampe diagonalmente opposte.

Le andature asimmetriche comprendono, ad esempio, il piccolo e il gran galoppo, in cui le zampe posteriori, prima la sinistra e poi la destra, toccano terra, seguite, nello stesso ordine, da quelle anteriori; la sequenza può anche essere invertita, da destra a sinistra.

I cavalli domestici furono introdotti in Babilonia intorno al 2000 a.C. e in Egitto approssimativamente 300 anni dopo, dagli hyksos provenienti dalla Siria nordorientale.

Questi cavalli egiziani e babilonesi furono i progenitori delle razze arabe del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Un altro ceppo di cavalli, che sembra essere stato addomesticato in Europa, è di costruzione massiccia, più lento, ma più potente dei cavalli arabi; esso è considerato l'antenato dei moderni cavalli da tiro ed è usato per arare e per altri lavori pesanti. Alcuni autori sostengono anche l'esistenza di un terzo ceppo ancestrale, originario delle Isole Britanniche, quale prototipo delle varie razze di pony moderni. In gran parte del territorio europeo, dai primi secoli dell'era cristiana fino a circa il XVII secolo i potenti cavalli originari del Vecchio Continente furono usati a scopi militari e come animali da soma. Nello stesso periodo, nel mondo arabo erano andate sviluppandosi razze più piccole di veloci galoppatori, introdotte nell'VIII secolo in Spagna dopo la conquista musulmana. I cavalli spagnoli divennero famosi per la velocità e la resistenza e molti di essi furono importati in Inghilterra e nel resto d'Europa fin dal XII secolo. Tentativi sistematici di migliorare le razze esistenti di cavalli, tuttavia, non ebbero luogo fino alla fine del XVII secolo, quando gli stalloni arabi vennero importati in Inghilterra e in Francia per essere incrociati con giumente native.

I primi cavalli domestici introdotti nelle Americhe furono del tipo arabo, portati dai conquistatori spagnoli nel XVI secolo. Si pensa che sia Hernán Cortés, il conquistatore del Messico, sia Hernando de Soto, lo scopritore spagnolo del fiume Mississippi, abbiano perso o abbandonato alcuni dei loro cavalli, e che questi possano essere stati all'origine dei branchi di cavalli selvaggi che si formarono in varie parti del Nord America. I cavalli abbandonati dagli spagnoli tornarono allo stato brado anche nelle pampas sudamericane intorno al Río de la Plata. I pionieri americani, soprattutto i primi coloni della Virginia, importarono anch'essi dei cavalli. Negli ultimi 300 anni gli allevatori di cavalli hanno continuato a selezionare razze adatte ai compiti più svariati, quali, ad esempio, la corsa, la caccia o il traino.

La razza araba viene spesso suddivisa in tre sottorazze, una originaria della Turchia europea e dell'Asia Minore, una originaria della Siria e l'altra degli stati berberi dell'Africa settentrionale. In genere i cavalli arabi sono piccoli, essendo alti dai 147 ai 152 cm al garrese, hanno eccezionali capacità di resistenza e sono veloci galoppatori.

Tutte le razze da sella sono derivate, in larga misura, dal ceppo arabo.

I purosangue britannici Thoroughbred furono sviluppati, al principio del XVIII secolo, dalla prole di giumente inglesi britanniche con stalloni di tre razze: la Byerly Turk, la Darley Arabian e la Godolphin Barb. Questi cavalli sono usati per la corsa, la caccia e il salto. Le razze di cavalli da tiro, molto più pesanti di quelli da sella, comprendono, fra le altre, la Shire, la Clydesdale e la Percheron.

I cavalli belgi sono fra i più grandi, con un'altezza al garrese di 173 cm e un peso che può superare i 1125 kg. L'English Shire è pressappoco delle stesse dimensioni, ma ha pelo lungo sui piedi fino al nodello (articolazione metacarpo-falangea) e sulla parte posteriore delle zampe posteriori fino al garretto. Il Cyclesdale, più piccolo dei precedenti, venne ottenuto in Scozia incrociando cavalli nativi con cavalli belgi e di razza Shire. Il Percheron, alto 168 cm al garrese, è originario dell'ex distretto francese di La Perche e venne ottenuto incrociando cavalli arabi con la vecchia razza Fiamminga, della quale i cavalli belgi sono i moderni rappresentanti.

Diverse razze di cavalli di piccole dimensioni, comunemente chiamati pony, sono originarie della Gran Bretagna; fra di esse ricordiamo Shetland, Dales, Welsh, Dartmoor e New Forest. I pony più piccoli sono quelli di razza Shetland, alti al garrese solo 106 cm.