IL DOLCE DONO DELLA SPOSA

 

 

 

Tra i capitani di ventura al soldo della famiglia Visconti, signori di Milano e di Cremona, ce n’è uno che emerge su tutti: Francesco Sforza, soldato valoroso e intelligente.

Si sta facendo largo in modo prepotente.

Era il 1426, il duca Filippo lo teme e per ingraziarselo gli promette la mano di sua figlia Bianca Maria, e, soprattutto, quello che la ragazza avrà dalla dote paterna. Antonio Campo, pittore, architetto e storico cremonese del Cinquecento ricorderà nella sua Cremona Fedelissima che Bianca Maria porterà in dote «…la città di Cremona con tutto il suo territorio, eccettuato Picighitone e Castellione, con alcune terre et castella, che già eran state de’Cavalcabò et allhora erano possedute dal marchese di Mantoua, in contracambio dei quali luoghi Francesco ebbe Pontremoli».

Ma il Duca tergiversa, Filippo sembra rimangiarsi la parola data. Nel 1440 Francesco Sforza passa al servizio dei Veneziani, entra nel cremonese, conquista Soncino, Soresina, Trigolo e «…molti altri luoghi verso l’Adda». Filippo Visconti cede e fissa la data delle nozze: si terranno a Cremona il 25 ottobre di quello stesso anno. La sposa, Bianca Maria Visconti, splendida nei suoi 16 anni su un cavallo bianco. Lo sposo, imponente nella sua carrozza da condottiero ed un corteo di migliaia di invitati, rappresentanti le famiglie più importanti dell’intera penisola italiana, a far da eccellente cornice. Ali di folla si aprono a loro, in una città pavesata a festa. L’unione creerà nuovi equilibri politici e dinastici in mezza Lombardia. Fu un momento cardine per la successiva storia italiana. E, in mezzo a tutte queste congetture, da quell’evento origina uno dei dolci più famosi e apprezzati italiani: il Torrone.

Per la giovane Bianca Maria il gran giorno è arrivato, mentre ancora fervono le trattative di pace tra suo padre ed il futuro marito. Ma l’accordo è siglato grazie all’Ambasciatore Eusebio Caimo. Racconta il Campi: «Alli 25 poi d’ottobre uscì Bianca Maria di Cremona accompagnata da tutta la nobiltà… et anco da molti nobili principali di Milano, e se ne andò a San Sigismondo, chiesa …lontano un miglio dalla città… poco dopo venne anche il Conte Francesco… era accompagnato da duemila cavalli benissimo all’ordine che fecero bella mostra… fra tanto il conte essendo smontato sposò nella suddetta chiesa con grandissimi segni di allegrezza la Bianca Maria. Entrarono poscia in Cremona trionfanti, con tanta letizia del popolo cremonese…». I festeggiamenti durarono giorni. In piazza del Comune vengono presentati i doni della città ai novelli sposi: due vasi d’argento massiccio e, secondo alcuni storici, un dolce. Ma non uno qualsiasi. Del resto il matrimonio era foriero di imminenti cambiamenti politici, dato che Francesco Sforza di lì a poco diverrà anche Signore di Milano, quale migliore occasione, quindi, per un dolce simbolico? Ed infatti i pasticceri impastano mandorle, miele ed uova; modellano il composto a forma del monumento che era l’orgoglio della città: il Torrazzo, la torre campanaria più alta d’Europa.

I popolani inneggiano agli sposi ed al dolce Torrazzo. Ben presto il nome cambia in torrione e da qui nel definitivo torrone. Ben presto la prelibatezza sarà una risorsa economica per la città.

Anche se, qualcosa di simile al torrone, un dolce arabo, era stato portato a Cremona dalla corte di Federico II, vero è che il primo documento attestante il nome torrone è del 1558. Si tratta di una lettera, depositata presso l’Archivio di Stato, che attesta un regalo della municipalità ad un notabile, il signor Figuera, composto da …trenta scatole di torrone, et albaselli dodici de codogni in zuccaro… tredici salami… fatti comperare a Cremona. Una seconda lettera, del 1568, indica come il torrone sia entrato ormai nella tradizione natalizia dei regali, attestando un omaggio fatto da …i signori senatori et altri uffiziali di questa città de alcune scatole di torrone… approssimandosi le feste di Natale.

L‘industria del torrone a Cremona è ormai una realtà consolidata. Tant’è che nel 1572 le disposizioni per contenere i lussi della tavola vietavano gli eccessi di alcuni cibi. In questo elenco, però, non è compreso il nostro torrone che insieme a poche altre prelibatezze superstiti …senza altro si permettono. Una fortuna che dura ancora oggi: ogni anno tra ottobre e novembre Cremona celebra la Festa del Torrone con la rappresentazione delle famose nozze di Bianca Maria.