CASTEL DEL MONTE

 

 

 

 

 

Da Foggia in autostrada, percorrendola in direzione Bari, si giunge agevolmente ad Andria (siamo in Terra di Bari): di lì a poca distanza (16 Km) c'è Castel del Monte.

A Foggia fu impiantato l’arsenale principale per la costruzione della domus solatiorum di Castel del Monte, con pietre provenienti dalle cave del Gargano. Sulla storia della costruzione di questo Castello si conserva un unico documento: un decreto datato 28 gennaio 1240 inviato da Federico II, che si trovava a Gubbio, al Giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo. In questo documento l'Imperatore ordinava di provvedere al reperimento di materiale da costruzione per l'erigendo "castrum" presso "Sancta Maria de Monte" (abbazia e chiesa benedettina, oggi scomparse) nei pressi di Andria. Per la sua costruzione si avvalse di maestranze che allora operavano nelle abbazie cistercensi di Sicilia e di Puglia.

 

Castel del Monte è esempio mirabile d’architettura romanico-pugliese, è certamente uno dei monumenti più interessanti del mondo, tant'è vero che l'UNESCO lo ha inserito tra i beni patrimonio dell'umanità. Castel del Monte è il Palazzo Federiciano per eccellenza, per la peculiarità della struttura e per la ricercatezza con la quale è stato progettato, nell’intento di renderlo visibile da ogni lato esso venisse guardato, specie da lontano, dando sempre la stessa immagine. Il palazzo è l’esempio di un vero e proprio studio matematico, dove il numero otto è alla base di tutto, come un gioco di simmetrie (il numero otto è nel mondo islamico un numero magico). Esso ha uno schema di due ottagoni concentrici dai cui vertici spuntano otto torri, anch’esse di forma ottagonale, su due piani; a metà circa della parete esterna corre una cornice che indica la separazione tra i due piani interni. Nello spazio tra ciascuna coppia di torri si possono notare una finestra monofora (con un solo arco superiore) nel piano basso e una bifora (con due archi superiori) nel piano superiore.

Il portale, d'impostazione classica, con la sua solennità si fonde armoniosamente alla costruzione: arco a sesto acuto, colonne che sostengono leoni, timpano cuspidato. Esso è stato costruito in modo da essere perfettamente orientato ad est, quando il sole è al suo punto equinoziale, cioè il 21 marzo ed il 23 settembre. Il cortile centrale ripete la pianta ottagonale dell’edificio al cortile si affacciano tre porte-finestre del primo piano, con colonnine che reggono un archivolto decorato da motivi vegetali. Le sedici sale di forma trapezoidale sono coperte da volte gotiche a crociera d’influsso francese; con una scala a chiocciola si sale al piano superiore.

Le torri sono occupate da locali di servizio, ad esempio la torre del Falconiere serviva da voliera per i rapaci. Un sofisticato sistema a doppio spiovente convogliava l’acqua piovana in cisterne o nei locali dei servizi igienici.

Si è spesso ritenuto, vista la scarsità di elementi difensivi e le peculiari caratteristiche architettoniche, che Castel del Monte sia stato concepito come luogo di svago, ove l’Imperatore potesse praticare la caccia con il falcone e dedicarsi all’osservazione delle stelle con i suoi ospiti astronomi, ma è più probabile che sia stato concepito come un tempio per la meditazione e per la diffusione del sapere, un luogo di aggregazione per saggi o neofiti di varie religioni. Chi ha progettato questo monumento ha voluto lasciare un messaggio ai posteri, inserendo in esso tutto il sapere dell'epoca.

 

CASTEL DEL MONTE: TROVARE UN CORRETTO EQUILIBRIO FRA MITO E STORIA

 

Castel del Monte ha subito il destino di tanti edifici importantissimi dell’antichità classica che sono studiati da storici, architetti, semplici osservatori, sulla base di presupposti e convincimenti assai diversi tra loro, a volte inconciliabili:

• alcuni lo vedono semplicemente come un edificio magnifico, un capolavoro di stile, una comoda magione…

• altri lo considerano un tempio di elevatissima spiritualità, un libro esoterico, la summa della conoscenza iniziatica…

Una cosa solo è chiara: una simile situazione rischia di generare incomprensione fra il pubblico più attento ed appassionato, può col tempo di imporre al fenomeno un pericoloso scadimento sotteso fra realtà e leggenda.

Certo Castel del Monte risente della personalità mitica, totalizzante di Federico II, le cui espressioni stimolano considerazioni spinte al limite dell’immaginario. Ma ciò non è sufficiente per giustificare completamente il fenomeno che può avere varie chiavi di lettura.

Come primo contributo verso un chiarimento, ci limiteremo a tracciare una rapida "mappa" delle interpretazioni.

Ø Da un lato ci sono gli "storici di professione", che considerano Castel del Monte un edificio di ottima fattura, congeniale alla vita di Federico II che vedeva nella Puglia l’ambiente ideale per svolgere le funzioni di Stato e per dare sfogo alle sue passioni: la caccia, l’amore, la buona cucina… Solo per esemplificare, ci limitiamo ad alcuni fra gli scrittori maggiormente citati nelle più recenti bibliografie italiane. David Abulafia, noto per essere un dichiarato critico dell’imperatore, afferma semplicemente che Castel del Monte "…merita l’appellativo di casino di caccia" e ci offre "…la possibilità di ammirare i motivi classici del gusto architettonico e scultoreo di Federico". La rapida descrizione che segue si limita a considerazioni rigidamente stilistiche che citano lo Schirer secondo il quale «in Castel del Monte vediamo il culmine dell’arte federiciana, una costruzione gotica quasi borgognona, in cui gli elementi classici e antichi hanno un ruolo subordinato». Dal canto suo Ernt Kantorowicz, sempre propenso ad elogiare ove non addirittura a mitizzare Federico — non va più oltre quando porge una rapida descrizione architettonica del castello; e solo alla fine si limita ad un elogio di circostanza parlando di "…lusso squisito, di splendore dell’edificio […] estraneo al paesaggio desolato circostante, e che sortiva un effetto maggiore di quel che avrebbe avuto nella saracena e quasi africana Palermo". Evidentemente lo scrittore non ricorda che la zona del Tavoliere e delle Murge godeva nel XIII secolo di un aspetto assi diverso da quello attuale, ricca com’era di acqua e di vegetazione.

Dall’altro lato c’è una schiera di scrittori i quali affermano che Castel del Monte è stato ed è una costruzione ricca di riferimenti astrali e di significati simbolici che lo riconducono ad un’espressione della più eletta cultura medievale collegata alla tradizione esoterica dei Templari e delle sette iniziate ai Misteri d’Oriente. Fra essi è sufficiente citare due recenti scrittori che hanno dedicato competenza e passione all’argomento: Aldo Tavolaro e Giuseppe Sciannamea che ha curato per vari anni le attività culturali e turistiche del monumento. Ma certo l’elenco dovrebbe essere molto più lungo. Aldo Tavolaro parla di «…spazi […] scanditi dal Sole mediante ombre reali e teoriche, all’ingresso dell’astro nei segni zodiacali» giungendo ad ipotizzare un parallelismo fra Castel del Monte e le tradizioni che accompagnano la storia del Santo Graal. Giuseppe Sciannamea riassume in un libro molto documentato tutto quanto è possibile dire riguardo a simbologie, numeri perfetti, richiami astronomici, analogie con varie culture e monumenti… lasciando intendere al lettore che solo una profonda meditazione può consentire di penetrare nei misteri di un tempio sorto per lasciare ai posteri un messaggio di cultura universale.

Castel del Monte. la forma del portale, secondo l'interpretazione esoterica di Aldo Tavolaro, deriva dal pentagono stellato e dalla sua scomposizione secondo il numero d'oro, 1,618.

Un giudizio su Castel del Monte sarà dettato ancora per molti anni, e forse per sempre, da valutazioni ampiamente soggettive: circostanza questa che tutto sommato accentua il mistero per un capolavoro di bellezza senza provocare, fortunatamente, oscure battaglie di religione.

Così, desidero lasciare il lettore libero di trarre le conclusioni che meglio crede, senza azzardare ipotesi che possono essere dettate o da un accesso di razionalità o da un eccesso di sentimento.

Voglio solo fornire un consiglio che mi deriva dall’esperienza. Chiunque si considera un appassionato del Medio Evo e della personalità di Federico II, prima di fornire giudizi o quanto meno di archiviare il problema con eccessiva disinvoltura si rechi a visitare bene Castel del Monte: bene significa con un’ottima guida, dopo aver letto la migliore letteratura al riguardo, con il tempo e la predisposizione che normalmente si dedica ai grandi monumenti dell’umanità.

Ci si renderà conto che quei muri secolari, eretti senza alcuna apparente ragione di funzionalità umana, in un luogo che è stato sempre lontano dalla amenità delle cose terrene, miracolosamente sopravvissuto alle intemperie, alle guerre, alla furia distruttrice degli uomini, contiene un messaggio che ci avvicina alle migliori tradizioni esoteriche, alla spiritualità più profonda, al Dio di tutti gli uomini.

 

FEDERICO II e CASTEL DEL MONTE

 

Penso sia da ritenere fugato ogni dubbio sul fatto che sia stato Federico II a far costruire Castel Del Monte. Dubbio legittimo se si pensa che la Damnatio Memoria operata al tramonto dello Svevo, non ha consentito che giungessero a noi testimonianze più esplicite della famosa lettera del 1240 inviata da Gubbio al Giustiziere della Capitanata. Grazie alla quale la costruzione e perfino il progetto di Castel Del Monte è stato attribuito all'Imperatore Svevo.

Iniziando a considerare la forma ottagonale; se l'ottagono è la mediazione fra la terra e il cielo in quanto si pone tra il quadrato, la terra, e il cerchio, il cielo, Federico II era il mediatore fra i suoi sudditi e Dio dal quale ne derivava il potere temporale dell'Imperatore stesso.

Un edificio dal percorso labirintico nel quale gli spazi sono suddivisi con tappe prestabilite. Ad ogni tappa è suggerito un tema, raffigurato sulla chiave di volta, con livelli di conoscenza scanditi e divisi dal: Laboratorio, percorso al piano terra, e "oratorio" al primo piano. Le panchine, esistenti in tutte le sale, sono il segno dell'invito alla meditazione soprattutto nell'osservatorio alla sommità del terrazzo nel quale il rapporto con il cielo è a 360°. Livelli che conducevano gli ospiti e la corte ad una cultura più evoluta, perciò trattasi di una costruzione che esalta fortemente la genialità del costruttore fino a diventare stupor mundi.

La fastosità di Castel del Monte ben si sposa con una corte raffinata e colta, i materiali utilizzati per la costruzione e per i rivestimenti erano tutti di prima qualità.

La pietra calcarea e la breccia corallina provengono da cave ubicate nelle vicinanze del Castello. I mosaici pavimentali e delle rifiniture delle bifore sono simili ai mosaici palermitani, perciò, è intuibile che furono realizzati da mosaicisti provenienti da quella scuola. Infine i marmi che rivestivano le pareti del primo piano, dalle striature simili al moaretto dai vari toni sono con molta probabilità d’origine asiatica e si chiama striato olimpico. Con questi materiali fu costruito l'edificio attraverso il quale sarebbe stato possibile raggiungere la grazia di Dio, elevandosi spiritualmente oltre il Monte più in alto del Castello.

Federico II conosceva la scritta riportata sulla cornice ottagonale, sotto la cupola della Cappella Palatina d’Aquisgrana, dove fu incoronato Re di Germania il 25 luglio 1215 a quasi 21 anni. (Le pietre viventi, corrispondenti in numeri e misure, realizzano la sintesi armonica che fa risplendere l'opera). Egli tentò di realizzare, con Castel Del Monte, quell'armonica unità, infatti, pochi monumenti sono pregni di cadenze numeriche e proporzioni divine come questo monumento. Esempio ne è il rettangolo nel cortile sulla parete ovest, dove vi alloggiava un bassorilievo andato perduto, il rettangolo misura m. 2,83 di larghezza e m. 1,27 d’altezza, senza considerare in questa circostanza le implicazioni astronomiche, connesse alla sua posizione, basterà moltiplicare al quadrato queste due cifre per rimanere stupiti, perché 2,83 X 2,83 è uguale a 8,00 e 1,27x1,27 è uguale a 1,613 in altre parole la cifra più prossima alla divina proporzione che è identificata con 1,618, poi questo rettangolo è illuminato da un raggio di sole che attraversa due finestre poste di fronte all'alba dell'otto ottobre che era l'ottavo mese nel Medio Evo. Questo, per ribadire e dare forza al numero otto che significa l'infinito e la resurrezione attraverso il Battesimo.

Un'altra considerazione che sbalordisce è la possibilità che tutti, purché ammessi, potevano frequentare Castel del Monte, senza distinzione di razza e religione.

Nel Castello esistono dei segni che conducono al principio della filosofia universalis l'unione delle tre principali religioni monoteiste. Tutte le colonne del primo piano sono tristili, ossia tre colonne di base si fondono in un unico capitello con l'abaco sormontato da un fregio importante: la raffigurazione delle tavole della Legge che comunemente raffigurano i Dieci Comandamenti.

Colonna tristile di marmo striato olimpico: un marmo raro forse di provenienza asiatica, foto di Giuseppe Sciannamea.

Questa simbologia realizza una fusione di tre religioni al credo di un solo Dio emanatore della legge primordiale. Sulle pietre che raffigurano le tavole non vi è scritto nulla, questo perché il silenzio fa riflettere maggiormente rispetto a ciò che è svelato: Mosè si preoccupava di più quando Dio non si pronunciava.

Questo è Castel del Mondo. Un edificio molto complesso. Duole che molti studiosi specie nel passato forse per mancanza di conoscenza diretta lo etichettarono castello di caccia, ciò che non è mai stato e che non rende giustizia alle sue prerogative che sono altissime.

 

Il colore a Castel Del Monte

 

Tra i visitatori di Castel del Monte non sono molti coloro che notano una diffusa componente simbolica che investe e coinvolge tutta la fabbrica. Questo "protagonista" è il colore rosso che, nelle sue sfumature più tenui, fa apparire rosato, carnicino, il calcare delle mura, ma poi si impone con gli imprevedibili arabeschi della vistosa breccia corallina, utilizzata un po’ dovunque (e non a caso per il portone d'ingresso e per altre porte), fino a sorprendere definitivamente grazie alle insolite e sanguigne chiazzature (prodotte da infiltrazione di ossidi ferroso-ferrici nell'originaria formazione sedimentaria) del marmo cipollino di cui son fatte le colonne che sostengono le volte, simbolicamente la cupola celeste.

Strutture trine, queste, con riferimento alle tre religioni monoteiste (l'ebraica, la cristiana e l'islamica) che sorreggono il Cielo e Dio stesso.

In un'epoca nella quale molto veniva affidato ai simboli, specie i messaggi più segreti e riservati, quelli che avrebbero potuto scatenare le reazioni della Chiesa, non ci sembra che questa nostra osservazione possa rimanere ignorata, soprattutto ricadendo essa all'interno di una struttura avente sicuri significati iniziatici. Ed ecco cosa può leggersi relativamente al rosso. Sotto la forma dell'ossido di ferro questo colore ha accompagnato il cammino dell'umanità a partire dalla preistoria. A parte le testimonianze rupestri dell'era glaciale, già i Neandertaliani tingevano di rosso i loro morti per restituire il caldo colorito del sangue e della vita. Per millenni, poi, questo colore è stato legato al fuoco, al sole, all'amore, ma anche alla lotta per la vita. Nell'arte cristiana esso è proprio della fiamma pentecostale dello Spirito Santo, ma anche dell'inferno e del demonio.

Infine nell'ambito della psicologia del profondo, il rosso accompagna sempre il mondo delle emozioni e, con riferimento alla iniziazione dei Cavalieri dell'Ordine religioso-militare dei Templari, possiamo aggiungere: Là dove il rosso diffonde la sua luce, l'anima è pronta all'azione, alla conquista, alla sofferenza, alla dedizione totale