L’igiene e La Cura del Corpo

 

 

 

 

 

 

Chi visita con un po’ di attenzione Castel del Monte affidandosi ad una buona guida, fra le tantissime particolarità nota la cura che l’architetto medievale ha dedicato alla costruzione dell’impianto idrico. Con ogni probabilità nella zona delle Murge anche allora l’acqua doveva essere un bene prezioso, ma ciò che stupisce è che essa era abbondantemente usata per l’igiene personale degli ospiti. Nel castello c’erano infatti diversi bagni forniti di acqua corrente che proveniva da ampie cisterne collocate sui terrazzi dove erano alimentate dalla pioggia. Evidentemente è corretta l’affermazione di Giovanni di Wintertur che oggi fa sorridere: «L’imperatore consumava solo un pasto al giorno e prendeva il bagno anche la domenica». Un’abitudine da igienisti, praticata dai moderni vip, rara in un’epoca caratterizzata dagli abusi della tavola e dalla scarsa pulizia del corpo mascherata a fatica con l’uso di essenze profumate.

L’attenzione che Federico II dedicava alla cura del corpo ci sono illustrate anche da altre fonti. Le terme di Pozzuoli, tanto decantate da Pietro da Eboli nel De Balneis Puteolanis, furono riportate agli antichi splendori proprio da Federico che le frequentò per curarsi dai postumi di una malattia contratta nel 1227 a Brindisi, quando dovette rinviare la partenza per la Crociata in Terra Santa.

Proprio in occasione della Crociata del 1228, l’imperatore chiese ad Adamo da Cremona di scrivere il Regimen iter agentium vel peregrinatium; un vero e proprio trattato di medicina militare che istruiva i cavalieri ed i pellegrini in partenza sul come affrontare il viaggio, il clima e gli animali del paesi orientali.

Alla Corte sveva circolava poi un libro di grande interesse per tutti, il De retardatione acidentium senectutis: un misto di giovane scienza, alchimia, precetti spiccioli che insegnava — come dice chiaramente il titolo — a vivere più a lungo e soprattutto in completa efficienza rafforzando le prestazioni del corpo e della mente con le proprietà dei prodotti naturali.

Il cronista padovano Rolandino riferisce che durante l’assedio di Parma del 1248 l’imperatore, convalescente da una breve malattia, provvedeva a rimettersi in sesto con qualche passeggiata, meglio esercitando le attività sportive preferite. La prescrizione gli costò cara: i Parmigiani, approfittando di una sua uscita sulle ghiaie del torrente Taro per una battuta di caccia, attaccarono il campo imperiale e gli imposero una cocente sconfitta.

Le circostanze della vita impediranno a Federico II di trarre profitto dalla sue conoscenze e dalla sue sane abitudini. Egli morirà infatti a soli 56 anni in circostanze che ogni tanto qualcuno, in attesa di nuove definitive fonti, mette ancora in discussione.