CHI SARA' IL PRIMO PAPA DEL XXI SECOLO?

 

Una domanda è ormai nell'aria da tempo: chi sarà il prossimo Papa? Chi sarà il primo Papa del ventunesimo secolo? Anche se, ovviamente, in Vaticano non se ne parla ufficialmente, la corsa alla successione è ormai aperta e la lista dei cosiddetti "papabili" si fa sempre più lunga. Occorre, però, tenere presente che la scelta sarà condizionata dai possibili schieramenti e dalla effettiva rosa di candidati al momento del Conclave.

 

Con la creazione di 44 nuovi cardinali, nel Concistoro del 21 febbraio 2001, sale a 125, su 135, il numero dei cardinali elettori nominati da Giovanni Paolo II, che ha cercato di garantire così una sorta di continuità alla linea tracciata durante il suo lungo pontificato. Ma molti osservatori prevedono invece l'elezione di un Papa più riformista dopo lo strenuo "conservatore" polacco.

 

Un altro fattore che potrebbe essere importante è la nazionalità del candidato, dopo tanti anni di un Papa non italiano, infatti, la curia romana è in fermento. Ma con le ultime nomine si fa sempre più forte l'area latino-americana, che nel prossimo Conclave sarà rappresentata da ben 27 cardinali. Allo stesso modo conterà l'età, dopo un pontificato che dura da più di ventidue anni, è difficile che venga eletto un altro cardinale giovane come Wojtyla, che al momento dell'elezione, nel 1978, aveva 58 anni. Fondamentale, infine, sarà la capacità del candidato di parlare più lingue e di instaurare un buon rapporto con i mass-media.

 

Ecco i nomi al momento più accreditati.

 

Dionigi Tettamanzi

Arcivescovo di Genova, il cardinale Tettamanzi, 66 anni, da sempre ritenuto un conservatore, è riuscito a conquistare la stima anche dei più liberali. La gestione della protesta contro il G8, la sua capacità di cogliere del giusto nelle rivendicazioni del popolo di Seattle, gli hanno procurato una serie di consensi. Anche all'interno dell'Opus Dei ci sono stati apprezzamenti relativi alla sua capacità di mostrare a tutti che sul tema della globalizzazione la Chiesa ha da dire qualcosa in più. La vera caratteristica di Tettamanzi sembra essere quella di piacere a tutte le "fazioni" ideologiche. In virtù di ciò si presenta come il candidato italiano favorito per il dopo Wojtyla. Nato a Renate (Milano) il 14 marzo 1934, fu ordinato sacerdote nel 1957. Arcivescovo di Ancona-Osimo dal 1989 al 1991 è stato dal 1991 al 1995 segretario generale della Conferenza dei vescovi italiani. Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo di Genova nell'aprile del 1995 ed è diventato vice presidente della Conferenza episcopale il mese seguente. E' stato creato cardinale nel 1998. Durante l'ultimo sinodo, che si è tenuto nel 1999, ha dichiarato che, a suo avviso, il problema centrale che la Chiesa deve affrontare nell'Europa di oggi è la mancanza di fede reale in coloro che si professano cattolici: "La nostra priorità non è più battezzare i convertiti, ma convertire i battezzati". E' da considerarsi il candidato italiano più accreditato, anche grazie all'appoggio di Ruini, suo presidente alla Cei.

 

Giovanni Battista Re

Bresciano, 66 anni, è uno degli ultimi eletti: è stato creato cardinale, infatti, nel Concistoro del 21 febbraio 2001. Considerato un conservatore, per anni è stato il potente vice-segretario di Stato e, alla fine del 2000, è stato posto da Giovanni Paolo II a capo della Congregazione per i vescovi, in sostituzione del cardinale brasiliano Moreira Neves. Nel suo nuovo incarico Re si occupa soprattutto di indicare al Papa i nomi di coloro che possono essere nominati vescovi. E' facile intuire la miriade di contatti che il neo cardinale ha stabilito negli anni, che potrebbero essergli molto utili in un futuro conclave.

 

Camillo Ruini

Ruini, 69 anni, è vicario generale della diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale dei vescovi italiani da dieci anni. Ex professore di teologia, cardinale dal 1991, è un conservatore che potrebbe trovare il consenso di molti progressisti. Secondo molti però proprio la forza del ruolo politico che si è ritagliato all'interno della curia romana lo taglierebbe fuori dalla rosa dei candidati.

 

Pio Laghi

Prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica, 77 anni, diplomatico di grande esperienza. Negli ultimi anni si è dedicato alla diffusione dell'educazione cattolica a Cuba. Ma la mancanza di esperienza pastorale potrebbe giocare a suo sfavore insieme alle polemiche seguite al suo periodo trascorso come rappresentante del Pontefice in Argentina, durante la dittatura dei generali. Si è sempre difeso affermando di non essere mai stato a conoscenza delle atrocità del regime.

 

Carlo Maria Martini

Torinese, 72 anni, è arcivescovo di Milano dal 1979 e da molti anni è uno dei candidati più accreditati alla successione di Giovanni Paolo II, molti giornali lo danno addirittura come il favorito. Martini si è distinto per il suo lavoro pastorale e per il fatto di essere un intellettuale al passo con i tempi. Poliglotta, parla correttamente ben undici lingue. Ma la sua popolarità e la sua vena riformista, che lo ha messo apertamente in disaccordo con il Papa su temi fondamentali come la contraccezione e l'ordinazione delle donne, rischiano di compromettere il successo della sua candidatura. E', inoltre, gesuita e mai nessun gesuita è salito sul trono di Pietro.

 

Giacomo Biffi

Milanese, nato nel 1928, fu ordinato sacerdote nel 1950. Nell'aprile del 1984 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo di Bologna e poco dopo, nel 1985, elevato cardinale. Acuto, spiritoso, è da qualche tempo al centro di polemiche per le sue posizioni ultra conservatrici. Ha tuonato contro le femministe, contro i pacifisti, i gay e i teologi progressisti. L'ultima forte dichiarazione contro l'immigrazione mussulmana che distruggerebbe l'identità nazionale. Lo Stato laico dovrebbe, secondo il cardinale Biffi, dare la precedenza agli immigrati di fede cattolica: filippini, latinoamericani.

 

Angelo Sodano

Segretario di stato, 73 anni, piemontese, secondo alcuni si è ormai ritagliato un inedito spazio come numero due del Papa, posizione che potrebbe costituire un serio ostacolo ad una sua candidatura. L'unico capo della diplomazia vaticana che sia mai stato fatto Papa, fu Eugenio Pacelli, poi Pio XII.

 

Silvano Piovanelli

Toscano, 75 anni, è arcivescovo di Firenze dal 1983, nominato cardinale nel 1985, è stato vice presidente della Cei dal 1990 al 1995.

 

Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga

Arcivescovo di Tegucigalpa, la capitale dell'Honduras, 58 anni, insieme al Cardinal Dias è uno dei due considerati seriamente "papabili" dell'ultima infornata di 44 cardinali voluta da Wojtyla nel gennaio 2001. Salesiano, ha girato il mondo e parla cinque lingue, compreso l'italiano. E' stato presidente dal 1995 al 1999 del Celam (Il Consiglio episcopale latino-americano). Conservatore, è il candidato ideale dell'America latina, che è ormai il baricentro della Chiesa mondiale.

 

Antonio Maria Rouco Varala

Spagnolo, 63 anni, arcivescovo di Madrid, è un altro dei nomi più gettonati, soprattutto perché Giovanni Paolo II gli ha assegnato un ruolo molto importante nel secondo Sinodo europeo, svoltosi nel 1999. D'altronde il favore dell'attuale Papa verso questo cardinale era gia chiaro da quando organizzò, con grande successo, la Giornata della gioventù a Santiago de Compostela. Ha un dottorato in teologia e diritto canonico. Molti osservatori dicono che la principale argomentazione contro Rouco Varela è che dopo Giovanni Paolo II in pochi voterebbero per un Papa così tradizionalista.

 

Dario Castrillon Hoyos

Colombiano, 71 anni, dal 1998 guida la Congregazione per il clero. Tradizionalista, è stato presidente della conferenza dei vescovi latino-americani.

 

Lucas Moreira Neves

Brasiliano, 74 anni, conservatore, strenuo difensore del celibato nel sacerdozio e del controllo delle nascite. Nelle due importanti cariche che ricopriva, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della pontificia Commissione per l'America latina, è stato recentemente sostituito dal neo cardinale Re, si vocifera per gravi problemi di salute, che lo escluderebbero di fatto dalla cerchia dei papabili.

 

Godfried Daneels

Belga, 66 anni, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles, potrebbe rappresentare un buon compromesso tra progressisti e conservatori. Laureato in Liturgia all'Università cattolica di Louvain. Uomo cauto ed intelligente mediatore. Su di lui, però grava l'incognita della salute: verso la fine del 1997, infatti, è stato vittima di un infarto. Poco tempo fa, ha sorpreso tutti ed ha forse bruciato molte delle sue possibilità, dichiarando che la Chiesa nazionale francese dovrebbe assumere un atteggiamento più comprensivo riguardo al problema del divorzio e dei secondi matrimoni e che l'accesso ai sacramenti per le persone divorziate e risposate è una questione aperta, suggerendo di imparare dalle chiese orientali, che ritengono i sacramenti non un premio per buona condotta, ma una medicina per l'anima.

 

Jean-Marie Lustiger

Il cardinale di Parigi, 73 anni, è apparso spesso nelle varie liste dei "papabili". La sua famiglia, però, è di origine ebraica ed una sua eventuale elezione potrebbe avere un tremendo impatto (nel bene o nel male) sul dialogo ebraico-cristiano, così tenacemente perseguito da Giovanni Paolo II. A tredici anni perse la madre ad Auschwitz e pochi mesi dopo si convertì al Cristianesimo. Lustiger appare come uno dei discepoli più fedeli a Wojtyla all'interno del Collegio dei cardinali. Come Wojtyla, infatti, Lustiger privilegia la dimensione spirituale ed ascetica del compito del prelato.

 

Christoph Schoenborn

Domenicano, 55 anni, arcivescovo di Vienna, di antica e nobile famiglia, della quale ben 19 membri sono stati arcivescovi, vescovi o sacerdoti. Nato in Cecoslovacchia, si è trasferito in Austria, ancora bambino. Cosmopolita, poliglotta, ha viaggiato per tutto il mondo. Importante la sua posizione sull'urgenza di una nuova fratellanza tra la Chiesa Occidentale e quella Orientale, fedele all'immagine di Vienna come città ponte tra est e ovest. Teologo di valore è considerato il pupillo del cardinale Ratzinger. La sua elezione sembra però improbabile, vista la giovane età: dopo un Papa che è in carica da più di venti anni, è difficile, infatti, che venga eletto di nuovo un giovane.

 

Miloslav Vlk

Arcivescovo di Praga, 67 anni, la sua è una storia che incute rispetto. Durante il regime comunista, in Cecoslovacchia, gli fu vietato di svolgere il suo sacerdozio ed ha passato parecchi anni per la strada come lavavetri, passando la notte nei sotterranei della Chiesa, con il rischio di essere arrestato ogni qualvolta celebrasse una Messa o ascoltasse una confessione. Anche per lui fondamentale la questione dei rapporti tra la Chiesa occidentale e orientale ed anche lui parla parecchie lingue. Potrebbe, tuttavia, giocare a suo sfavore la vicinanza alla comunità Focolare, movimento conosciuto durante gli anni passati in strada e da lui presentato come una sorta di paradiso terrestre.

 

Joseph Ratzinger

Ratzinger, 73 anni, è considerato uno degli uomini più potenti all'interno del Vaticano. E' stato arcivescovo di Monaco e per molti anni prefetto della Congregazione vaticana per la dottrina della fede. Nessun altro cardinale vede il Papa tanto spesso quanto il conservatore Ratzinger. Ma proprio la sua vicinanza all'attuale Pontefice potrebbe non piacere ai cardinali riuniti in Conclave.

 

Roger Etchegaray

Arcivescovo di Marsiglia per quindici anni, è stato presidente del Consiglio pontificio per la giustizia e la pace. Il 15 novembre 1994 il Santo Padre lo ha nominato presidente del Comitato centrale per il Giubileo dell'anno 2000, di cui lo stesso giorno aveva annunciato la creazione. Il 1 gennaio 2001 Giovanni Paolo II, in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della Pace, ha annunciato che il cardinal Roger Etchegaray, come suo inviato personale, avrebbe consegnato alle autorità israeliane e palestinesi un invito a proseguire nel dialogo. Come si intuisce, uomo dentro il Vaticano ed in costante ascesa.

 

Jan Schotte

Belga, è da tenere presente per i molti contatti importanti che ha stabilito mentre era segretario generale del Sinodo dei Vescovi.

 

Juan Luis Cipriani Thorne

Arcivescovo di Lima, 58 anni. Un passato da sportivo: ha giocato a basket nella prima categoria del Perù. Nel 1966 si laurea ingegnere industriale. Poi si trasferisce a Roma dove studia nel seminario internazionale dell'Opus Dei. In seguito si laurea in teologia a Navarra, in Spagna. Ordinato sacerdote nel 1977, è ordinato cardinale nel febbraio 2001. In Perù si è messo in luce per l'intensa opera di evangelizzazione e per l'attivismo sociale. In particolare, ha lavorato per l'emancipazione dei campesinos.

 

Ivan Dias

65 anni, è l'arcivescovo di Bombay. Impressionante il numero delle conversioni al cattolicesimo che si sono registrate nella capitale indiana sotto il suo operato. Crede la missione principale della Chiesa romana sia l'evangelizzazione dei popoli. E' colto e parla più lingue, tra cui l'italiano.

 

Bernardin Gantin

Nato nel Benin, 77 anni, è preside del Collegio dei cardinali, prefetto della Congregazione dei vescovi e uno dei migliori amici del Papa.

 

Francis Arinze

Prefetto del Pontificio consiglio per dialogo interreligioso, nigeriano, 67 anni, figlio di un capo tribù, Arinze è molto vicino al Papa e ha giocato un ruolo importante nel facilitare il dialogo tra Vaticano e induisti, musulmani e buddisti. E' considerato un conservatore. Pare, tuttavia, improbabile che i cardinali decidano per l'elezione di un papa di colore.

 

Ma per ultimo ma non per ultimo:

 

Angelo Scola

Patriarca di Venezia , è nato a Malgrate (Arcidiocesi di Milano) il 7 novembre 1941, da Carlo (1903-1996) camionista e da Regina Colombo (1901-1992) casalinga. È il minore di due figli (il fratello Pietro è morto nel 1983).

Ha ricevuto la prima educazione cristiana nella parrocchia di san Leonardo ed ha partecipato all'Azione Cattolica (Aspiranti e GIAC). Studente in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore diventa prima Vice-presidente e poi Presidente della FUCI dell'Arcidiocesi di Milano (1965-1967).

Conseguito il dottorato in Filosofia con Gustavo Bontadini (tesi sulla filosofia cristiana), è stato ordinato sacerdote il 18 luglio 1970. Ha proseguito gli studi teologici a Friburgo (Svizzera) e conseguito il dottorato in Teologia con Eugenio Corecco e Servais Pinckaers (tesi su San Tommaso). Negli stessi anni e fino alla sua nomina episcopale partecipa attivamente a Comunione e Liberazione. Collabora alla fondazione della Rivista Internazionale «Communio», entrando in rapporto con Henri de Lubac e Hans Urs von Balthasar, con i quali realizza due libri-intervista.

All'Università di Friburgo diventa - a partire dal 1979 - prima assistente ricercatore presso la cattedra di Filosofia politica diretta da Otfried Höffe e poi professore assistente in Teologia morale. Nel 1982 è nominato professore di Antropologia Teologica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, presso la Pontificia Università Lateranense. Più tardi è incaricato anche di un insegnamento di Cristologia contemporanea presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense.

L'attività di ricerca di questo periodo si esprime in due volumi (Avvenimento e tradizione. Questioni di ecclesiologia e Questioni di antropologia teologica).

In questo contesto collabora con la Congregazione per la Dottrina della Fede in qualità di consultore dal 1986 al 1991.

Nel 1987 partecipa come perito alla VII Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla «Vocazione e missione dei laici». Nel 1991 è nominato consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

Eletto Vescovo di Grosseto il 20 luglio 1991, ha ricevuto l'ordinazione episcopale dal Cardinale Bernardin Gantin, nell'Arcibasilica Liberiana di Santa Maria Maggiore in Roma, il 21 settembre 1991.

Le linee del suo ministero episcopale nella Chiesa grossetana lungo il quadriennio 1991-1995 sono espresse nella lettera pastorale Sarete liberi davvero. Con la Nota pastorale E tutti saranno ammaestrati da Dio promuove una rinnovata azione catechetica che sfocia nell’Assemblea ecclesiale (1994) dei rappresentanti di tutte le parrocchie, associazioni, movimenti e gruppi della Diocesi. L’insistenza sulla missione educativa della Chiesa si può cogliere nel suo libro "Ed io che sono?" Un Vescovo parla ai suoi giovani. Da Grosseto continua, in forma ridotta, la collaborazione al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia in qualità di professore incaricato a Roma e di visiting professor presso la sezione americana di Washington (pubblica una monografia dal titolo Hans Urs von Balthasar: uno stile teologico).

Nel 1994 è nominato membro della Congregazione per il Clero, incarico che mantiene tuttora. Nel luglio del 1995 è nominato dal Santo Padre Rettore della Pontificia Università Lateranense e due mesi dopo Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.

Dal giugno 1995 è membro della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica, la Scuola e l'Università della Conferenza Episcopale Italiana e dal gennaio del 1996 è Presidente del Comitato per gli Istituti di Scienze Religiose. In questo quadro affronta le questioni legate alla formazione teologica dei laici in Italia.

Dal 1996 al 2001 è membro del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Sulle questioni relative alla sanità ha scritto il volume "Se vuoi, puoi guarirmi". La salute tra speranza e utopia. Sempre nel 1996 è nominato consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Il secondo soggiorno romano gli consente di redigere delle opere di carattere scientifico, quali i due volumi di antropologia teologica (Questioni di Antropologia Teologica. Seconda edizione ampliata e La persona umana. Manuale di Antropologia Teologica) e la monografia, in due volumi, dedicata alla sessualità umana e alle questioni legate al matrimonio e alla famiglia (Il mistero nuziale, vol. 1. Uomo-donna, vol. 2. Matrimonio-famiglia). Oltre a questi libri, la bibliografia del Cardinale Scola consiste in circa 120 contributi scientifici in opere collettive e in riviste teologiche e filosofiche internazionali.

Il 5 gennaio 2002 è nominato Patriarca di Venezia. Il 3 marzo successivo fa il suo ingresso in diocesi accolto dal Patriarca emerito, il Cardinale Marco Cè. Il 9 aprile 2002 è stato eletto Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta.

Dal 18 novembre dello stesso anno è membro del Comitato di Presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Nel settembre 2003 viene istituito lo Studium Generale Marcianum, polo pedagocico accademico.

Tra gli scritti di questi ultimi anni destinati ad un pubblico più vasto si possono citare: Uomo-donna: il "caso serio" dell'amore (che riceve il Premio Capri 2003) e L'esperienza elementare. La vena profonda del magistero di Giovanni Paolo II.

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003, del titolo dei Santi XII Apostoli.

Il motto episcopale del Cardinale Scola recita "Sufficit gratia tua" (2 Cor 12, 9), "Basta la tua grazia".