COSÌ FAN TUTTE

27 Gennaio 2002

Dopo Don Giovanni (inaugurazione del PalaFenice, nel marzo 1996) e  Nozze di Figaro (andate in scena nelle ultime due stagioni) é il dramma giocoso Così fan tutte, ultimo titolo della trilogia firmata da Mozart e Da Ponte, ad inaugurare la stagione operistica 2002 della Fondazione Teatro La Fenice: al Teatro Malibran andrà in scena una nuova produzione - cinque recite dal  24 gennaio ore 19.00  al  2 febbraio 2002 - con regia scene e costumi di Ezio Toffolutti (già applaudito sulla scena veneziana per L'amour des trois oranges dello scorso settembre), la direzione di Leopold Hager alla testa dell'Orchestra e Coro del Teatro La Fenice e nel  cast vocale Eteri Gvazava (Fiordiligi), Laura Polverelli (Dorabella), Gabriella Costa (Despina), Markus Werba (Guglielmo) e Justin Lavender (Ferrando) e Michele Pertusi nel ruolo di Don Alfonso.

 

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Commissionata dall'imperatore Giuseppe II l'opera viene presentata al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790, ottenendo un buon successo, purtroppo troncato dopo una manciata di recite a causa della morte dell'imperatore e del conseguente obbligatorio periodo di lutto. Da Ponte - che aveva ideato il libretto per Antonio Salieri, senza che questi riuscisse ad andare oltre la composizione di qualche pagina - offre a Mozart un plot che apparentemente segna un ritorno ai tradizionali canoni dell'opera buffa settecentesca: due giovani innamorati (Ferrando e Guglielmo) che non vogliono mettere in dubbio la fedeltà delle loro fidanzate e si lasciano convincere dal saggio e cinico Don Alfonso a metterle alla prova, inscenando una finta partenza, un buffo travestimento che porta ad uno scambio di coppie, smontato poi nel consueto lieto fine. Sfruttando a pieno le risorse del libretto dapontiano - ingegnoso sia per la ricchezza linguistica, sia per il raffinato meccanismo iperteatrale - Mozart confeziona musicalmente i suoi personaggi sottolineando nei recitativi e nei dialoghi la verve del testo e sfruttando a pieno le tipologie della tradizione operistica settecentesca, consapevole di far "giocare" vocalmente due coppie di amanti che si scompongono e si ricompongono solo alla fine dell'opera. Così fan tutte o sia La scuola degli amanti è in tutto e per tutto espressione dell'atteggiamento settecentesco nei confronti del tema della seduzione: la nascente borghesia del Diciannovesimo secolo guardò invece con diffidenza al libretto (molte le alterazioni che subì soprattutto nelle traduzioni del mondo tedesco) esaltando, naturalmente, la bellezza della musica del genio salisburghese.

 

 

Il Teatro Malibran